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La Classifica dei 10 più mastodontici universi fantascientifici nella storia del cinema

6. Star Wars e gli altri universi fantascientifici: Matrix

La famosa scelta tra pillola rossa e pillola bluCred
Credits: Warner Bros

Quello di Matrix è forse l’universo fantascientifico che più di tutti ha saputo spiazzare il pubblico. Nato nel 1999 grazie al primo film realizzato dalle Sorelle Wachowski, questo mondo si è poi espanso a dismisura con un profluvio di altre opere, tra sequel cinematografici, fumetti e corti animati. Un po’ come per Terminator, però, il livello della saga è progressivamente sceso e gran parte dell’immaginario sull’universo narrativo viene proprio dal primo Matrix. Ad oggi uno dei più iconici film del cinema di fantascienza.

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Il segreto del successo di Matrix si può riscontrare proprio nella suo worldbuilding. Il fulcro di tutto il racconto è la scoperta della realtà simulata in cui le persone vivono. Uno stratagemma estremamente affascinante, che affonda le proprie radici nel mito platonico della caverna e che sguazza in considerazioni filosofiche ed esistenziali. Tutti quanti – anche chi non ha mai visto il film – conosceranno le famose pillola rossa e pillola blu. Una scelta abissale, che spalanca una voragine sulla più recondita intimità umana. La scelta tra la pillola rossa e la pillola blu implica una volontà che trascende la semplice percezione o meno della realtà. Si riflette – verso l’esterno – su una presa di consapevolezza con evidenti implicazioni anche sociali e – perché no – politiche.

La scelta di aprire gli occhi è un chiarissimo atto di ribellione. Un gesto di libertà che crea una spaccatura tra controllori e controllati, coi secondi che finalmente prendono coscienza della propria condizione. In questo contesto s’innestano poi altri temi importanti, come la predestinazione che fa tanto il paio con la religione. L’universo di Matrix vive di cicli e in ognuno di questi fa la sua comparsa un prescelto che ha il potere di combattere questa simulazione. Un Gesù Cristo moderno in grado di guidare l’uomo contro le macchine.

Sullo sfondo rimane infatti sempre quel celebre tema fantascientifico del conflitto tra l’uomo e le macchine. L’universo di Matrix è ampiamente stratificato. Concettualmente e materialmente. Vi è una sovrapposizione di realtà, col filtro della simulazione che rende ancora più affascinante questo contrasto. La vera e propria gemma di questa costruzione narrativa è però la capacità di fondere – in un racconto molto denso – riflessioni al contempo esistenziali, filosofiche, sociali e politiche. Con una nitidezza davvero impressionante.

5. Star Trek

Star Trek è, insieme a Star Wars, uno dei più mastodontici universi fantascientifici
Credits: NBC

Arriviamo a metà di questa classifica si più mastodontici universi fantascientifici – da Star Wars a Il pianeta delle scimmie – con un cambio di prospettiva decisamente significativo rispetto a tutto ciò di cui abbiamo parlato sinora. Intanto tra quello di Star Trek e i vari universi visti in precedenza c’è una profonda e decisiva differenza: questo è un mondo nato in televisione. Finora abbiamo elencato solo complessi narrativi che – pur sviluppatosi attraverso diversi media – hanno mosso i primi passi dal cinema. Star Trek nasce invece sul piccolo schermo. Con la leggendaria serie tv del 1966. E questo è un elemento che per primo connatura in maniera unica questa saga.

Cosa comporta questa nascita televisiva di Star Trek? Bhe chiaramente intanto una profondità molto più spiccata. Sappiamo bene come il format seriale si presti maggiormente all’esplorazione rispetto a quello cinematografico, per cui sin da subito questo universo acquisisce una complessità molto articolata. Poi c’è da fare i conti col pubblico di riferimento. Un’opera televisiva – specialmente negli anni Sessanta – punta a un pubblico generalista. Diverso in fondo da quello che sceglie di andare al cinema. È necessario creare un feeling con lo spettatore. Un appuntamento appassionante e confortante, adatto all’intera famiglia. Ed è così che Star Trek acquisisce un tono irrimediabilmente positivo e fiducioso. Una differenza profondissima rispetto alla gran parte delle opere fantascientifiche.

Con gli anni l’universo di Star Trek si è poi espanso a dismisura. È arrivato presto al cinema. Ha continuato a svilupparsi in televisione e ha preso presto anche altre vie multimediali. Col tempo si è sedimentato un sistema davvero ricco, tra nuove civiltà e specie divenute iconiche come i Klingon o i Vulcaniani. Al centro del racconto rimane però sempre l’umanità. E non è un’umanità irrimediabilmente schiacciata e persa. Bensì è un’umanità che combatte e che con cieco ottimismo prova sempre a superare ogni ostacolo che le si pone davanti.

Oltre al format seriale, questo tono entusiasta di Star Trek è sicuramente figlio dei suoi tempi. Siamo negli anni Sessanta. In piena corsa verso la luna. L’uomo guarda con fiducia verso lo spazio e quella fiducia si riflette completamente in una serie tv che riesce a catturare gli spettatori che rivedono in quelle avventure spaziali dei riflessi – nemmeno troppo velati – della loro contemporaneità. Il franchise di Star Trek come detto si è poi espanso moltissimo, introducendo sguardi e atmosfere differenti. Alla base di questo enorme universo rimane però quell’utopia ottimistica che ha caratterizzato in maniera unica la sua nascita.

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