4. Alex l’ariete (1.8)

Andiamo avanti e ci avviciniamo al podio della classifica dei peggiori film italiani su IMDb con una vera e propria icona per gli amanti del trash. Alex l’ariete è diventato – suo malgrado – un titolo estremamente riconoscibile. Simbolo di un cinema raffazzonato, goffo, capace di spopolare sul web sotto forma di meme e simili. Nel 2000 a qualcuno deve essere sembrata convincente l’idea di dare a un ex campione sportivo appena ritiratosi – Alberto Tomba – il ruolo da protagonista in un film poliziesco. A distanza di 25 anni possiamo dire che no, quell’idea non era proprio convincente.
In realtà Alex l’ariete non nasce nemmeno come un lungometraggio. L’idea era addirittura quella di realizzare una fiction televisiva in due puntate. Poi si è optato per il grande schermo. Non è mai stata in dubbio invece l’idea di puntare su Alberto Tomba, ritiratosi nel 1998 e immediatamente convertitosi – con repentino successo – alla carriera televisiva. L’enorme notorietà del personaggio ha messo in moto il progetto. Accanto al campione olimpionico una giovanissima Michelle Hunziker, che in futuro è tornata a più riprese con ironia su Alex l’ariete.
Il film – un poliziesco decisamente mal costruito – si è rivelato un flop incredibile. Di spettatori, in primis. E questa è stata un po’ una sorpresa perché si credeva davvero tanto sull’effetto Tomba. E di critica, e qui lo scenario era abbastanza inevitabile. Negli anni Alex l’ariete è rimasto saldo in praticamente ogni classifica dei peggiori film italiani. E pensate che pare che fosse in circolo anche l’idea di un sequel. Un racconto sul motociclismo, con un altro campionissimo come Valentino Rossi come protagonista. Un progetto mai partorito. Forse nemmeno mai veramente tratteggiato. Però è una sgargiante macchia di colore in più in quel quadro trash che è Alex l’ariete.
3. I peggiori film italiani su IMDb: Troppo belli (1.7)

Siamo giunti al podio. Dinnanzi a un titolo massacrato dalla critica, ciclicamente recuperato solo in occasione di classifiche di questo genere. Troppo belli è unanimemente riconosciuto come uno dei peggiori film italiani di sempre. E anche IMDb non fa eccezione. 1.7 di rating per una pellicola che incarna molto dello spirito dei primi anni Duemila. Abbiamo ancora una volta un collegamento diretto tra il cinema e altri ambienti. Ponte molto spesso instabile, come abbiamo potuto assistere nel corso di questa nostra trattazione. Stavolta la genesi di Troppo belli proviene dalla televisione. Da quel programma generazionale che è Uomini e donne. Manifesto di un intrattenimento da soap, che mal si sposa però coi dettami del grande schermo.
Troppo belli ruota attorno ai due protagonisti – Costantino Vitagliano e Daniele Interrante – amatissimi tronisti di Uomini e Donne che cercano così la consacrazione anche al cinema. Un po’ come successo con Alberto Tomba e Alex l’ariete o con titoli come Fuga di cervelli o Game therapy, l’enorme fama dei protagonisti in un altro campo – in questo caso quello televisivo – non basta per la riuscita al cinema. Anzi.
Troppo belli è stato un flop clamoroso. La pietra tombale sulle carriere cinematografiche – se tali possono definirsi – di Vitagliano e Interrante. È stato però soprattutto l’ennesima dimostrazione che ciò che funziona in un altro campo dell’intrattenimento non è detto che funzioni al cinema. La settima arte è un universo per certi versi poco malleabile. Codificato e standardizzato, che ha dimostrato a più riprese di prestarsi pochissimo alla contaminazione. Troppo belli ne è una tremenda dimostrazione.




