Vai al contenuto
Home » Film » La Classifica dei 10 Migliori Film di Paolo Sorrentino

La Classifica dei 10 Migliori Film di Paolo Sorrentino

Tony Servillo in una scena de Le Conseguenze dell'Amore, tra i Migliori Film di Paolo Sorrentino

2) Le Conseguenze dell’Amore

Tony Servillo in una scena de Le Conseguenze dell'Amore, tra i Migliori Film di Paolo Sorrentino
Credits: Medusa Film

Secondo posto per uno dei migliori film di Paolo Sorrentino. Un’opera che, nonostante gli anni, resta ancora nascosta nonostante sia sempre in prima linea. Perché Le Conseguenze dell’Amore è il secondo film di Paolo Sorrentino, il suo primo e vero e proprio passo verso l’introspezione. Un richiamo alla vita che ti scegli ma che poi viene fatta a pezzi. L’esistenza che puoi permetterti, e con cui poi dovrai fare i conti al momento della resa. Ancora una volta ritorna Toni Sorvillo con un’interpretazione che si farà largo attraverso due espedienti: da una parte una meccanica e obbligata apatia, e dall’altra la consapevolezza di sentire tutto intensamente. E le conseguenze di ciò.

Mai come in questo caso, infatti, il titolo descrive esattamente quel che è il film, e intendiamo letteralmente. Perché Titta Di Girolamo non potrà fare eccezione alle leggi dei sentimenti, cadendo in un vortice che lo lo farà a pezzi, ma riuscendo finalmente a sentir qualcosa. Le Conseguenze dell’Amore è ambientato in un paesino sperduto, freddo, isolato. Lì abita Titta Di Girolamo, una persona che si muove regolando il rumore dei suoi passi, stando sempre ben attento a non catturare l’attenzione. Quando lo conosciamo non sappiamo nulla di chi sia, di che cosa ci faccia in quel posto così desolato, ma così coerente con la sua apparente natura. Lo scopriamo durante lo sviluppo della pellicola, quando oramai per Titta sarà chiaro che, quella cameriera così silenziosa come lui, rappresenta per lui il più grosso dei pericoli di una vita già spericolata.

L’amore nei film sa essere tante cose. Ma questo è uno dei pochi film in cui è realmente dannato e realista. L’ultima cosa che dovrebbe accadere. E Titta Di Girolamo lo sa. Ha previsto quel pericolo, sa quali mosse non dovrebbe mai compiere. Ma scopre che sentire intensamente, a dispetto di quanto si potesse immaginare guardandolo, comporti fare delle scelte che rispondo all’urgenza dei sentimenti. E quei sentimenti sono urgenti, dotati di una voce, di scelte impulsive, certo, ma che lo porteranno a viversi davvero. A conoscersi, ancora una volta, ma in modo diverso. Mettendo alla prova la sua parte emotiva, quella che ha taciuto per anni e che adesso chiede il conto, generando atroci conseguenze. Le conseguenze dell’amore.

1) La Grande Bellezza, uno dei migliori film di Paolo Sorrentino vincitore del Premio Oscar

Un'immagine de La Grande Bellezza, tra i Migliori Film di Paolo Sorrentino
Credits: Indigo Film

Primo posto forse banale, ma necessario. La Grande Bellezza è l’opera d’arte per antonomasia di Paolo Sorrentino, la patria incontaminata di un cerchio che si è appena chiuso nel 2024 con Parthenope. Perché nasce tutto da lì. Da Jep Gambardella. L’uomo che dalla vita ha avuto così tanto da poterne vedere la mediocrità, da poter conoscere a fondo la tristezza. La malinconia. La certezza assoluta di quanto il niente possa divenire una realtà anche di fronte al tutto. Colpevole secondo molti di aver emulato in modo didascalico Fellini, Paolo Sorrentino con La Grande Bellezza omaggia il cinema d’altri tempi, regalando un ritratto dissacrante, grottesco e desolante della città che non dorme mai, Roma.

La Grande Bellezza è la festa di Roma. La celebrazione della sua desolazione, della sua bellezza che resta eterna nonostante tutto. Di quelle mura che resistono al rumore del niente, esattamente come Jep, uomo dalla vita mondana che gli permette di dimenticare – per un breve attimo – i fallimenti e le malinconie, annullandosi di fronte alla promiscuità del vuoto. Paolo Sorrentino, con La Grande Bellezza, firma un contratto indeterminato con l’eternità. Perché che sia discussa, piaciuta non piaciuta, questa pellicola resta comunque una delle più incisive degli ultimi 20 anni. Un pezzo d’arte contemporanea che forse ha bisogno di essere guardato una volta di più per essere davvero interiorizzato. E che, al tempo stesso, può anche essere amato e compreso immediatamente.

Una storia, questa, che mette in scena la solitudine esistenziale di uno scrittore impotente di fronte a quanto perso lungo la sua esistenza. Incapace di tornare a sentire emozioni nuove oltre allo sdegno nei confronti delle mediocrità, ma profondamente ancorato al passato. Dopo quanto conosciuto, nulla è più all’altezza. Tutto per lui è deteriorato e scadente, esempio chiaro del motivo per cui ha perso la voglia di tornare a scrivere. Perché come fai a scrivere del niente. Non puoi.

Roma è grande, bella, sveglia, sempre pronta a tendergli una mano per dargli una distrazione, ma cosa succede quando quello che ti circonda – seppur mastodontico – ti sembra minimo, fragile, privo di valore? C’è bisogno di inventarsi una speranza. Ma la promessa che ci fa Sorrentino è che – in qualche modo – questa riuscirà a palesarsi, ma solo quando saremo pronti ad accoglierla. Alla fine, come dice Jep sul finale, è solo un trucco.

Non solo Paolo Sorrentino: ecco 10 film italiani da vedere per forza almeno una volta nella vita

Prova Hall of Series DISCOVER gratis

Continua →

Accedi a tutti gli altri articoli premium, incluse le guide, le classifiche e gli approfondimenti.

Consulente personale 24/7 via WhatsApp
Consigli veloci di titoli selezionati direttamente sul tuo telefono
Tutti gli articoli premium
Zero pubblicità, articoli su una sola pagina e lettura illimitata

30 giorni di prova gratuita

Poi solo poco più di €1,50/mese addebitato annualmente (€19,90/anno)
Cancella quando vuoi • Nessun vincolo

Scopri di più sull'abbonamento

Pagine: 1 2 3 4 5