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7 Film che non sapevano di essere horror (ma lo sono eccome, anche se non letteralmente)

3) The Truman Show

Jim Carrey in una scena di The Truman Show, tra i film da vedere che sembrano degli horror
Credits: Paramount Pictures

Proseguiamo adesso con un film che all’apparenza potrebbe sembrare un esperimento sociale, una commedia divisa tra la fantascienza e la satira. Potrebbe e sì: sulla carta The Truman Show (di cui lasciamo qui un’analisi) è questo. Ma basta andare avanti di qualche minuto, cogliere la frustrazione di Truman per capire quanto questa pellicola generi claustrofobia. Quanto sappia far sentire il telespettatore stesso protagonista di un Truman Show a cui di fatto partecipa ogni giorno. Perché sembrava tutto vero. Il protagonista non avrebbe mai potuto pensare che il suo intero mondo fosse in realtà inesistente e frutto di qualcosa già scritto da altri.

E a far ancora più paura di chi lo ha scritto c’è chi lo guarda. Il telespettatore che si diverte davanti al reality, che vede Truman prigioniero, e che comincia a tifare per lui non perché sia giusto liberarsi da quel posto, ma solo per mero intrattenimento. Quando tutto questo sarà finito, semplicemente, si cercherà altro da guardare. Distacco totale da ogni cosa, alienazione e neppur il minimo senso di empatia e coinvolgimento emotivo nei confronti un uomo che per trent’anni ha dovuto vivere la vita degli altri e per gli altri.

Ed è proprio questo senso di impotenza a rendere The Truman Show un film molto più horror di quanto si potesse immaginare inizialmente. L’angoscia e l’inquietudine di questa pellicola deriva infatti proprio dal concetto di libero arbitrio e di controllo: il telespettatore, guardando il film, si chiederà quanto sia realmente deciso da se stesso e quanto invece sia frutto di condizionamenti sociali e mediatici. Quanto di sé ci sia nella sua esistenza, e quanto invece ci sia degli altri. E che cosa prevalga davvero tra le due cose. The Truman Show non disturberà i vostri sogni perché vi farà farà pensare al mostro sotto al letto. Lo farà per tutto quel che esiste al di fuori della vostra stanza.

4) Melancholia, uno dei film da vedere di quel genio di Lars Von Trier

Kirsten Dunst in Melancholia, uno dei film da vedere che sembrano quasi horror
Credits: Zentropa

Bellezza e distruzione: sono questi i punti cardine di Melancholia (che potrete recuperare su Amazon Prime Video), probabilmente uno dei film da vedere più intensi, esistenzialisti e complessi del cinema degli ultimi vent’anni. Tutta la bellezza che vediamo nella pellicola è infatti destinata a essere distrutta, e ogni personaggio è impotente di fronte a questa consapevolezza. Tutto nasce soltanto per essere massacrato. Ogni meraviglia la si osserva soltanto per godere di un ultimo atto paradisiaco in un mondo pronto a trasformarsi in un inferno. La tensione in Melancholia cresce gradualmente ma in modo silente, perché questa ci avvicina sempre di più verso un’Apocalisse che qui non verrà però raccontato in modo adrenalinico o eroico.

Non esistono qui eroi che cercano di sopravvivere. Ne esistono altri che decidono di non ribellarsi alle decisioni della natura, accettando la sua inevitabilità e la propria impotenza al suo cospetto. Ed è proprio questa sensazione e rendere l’opera di Lars Von Trier tra le più angoscianti mai viste. Non è l’arrivo di un’Apocalisse e della fine del mondo a fare la differenza, ma l’atteggiamento dei protagonisti a riguardo. Il modo con cui si prestino alla distruzione accettandone l’arrivo. Melancholia è un film complesso da mandare giù. Una pellicola che ci catapulta in un mondo in cui tutto vale niente. In cui la bellezza è ingannevole e fragile, e l’unica cosa che conta – l’unica possibile da fare – è aspettare il disastro. Che tutto si spenga.

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