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I 15 migliori film che si svolgono in una singola location

perfetti sconosciuti

Dogtooth

dogtooth

Yorgos Lanthimos non è nuovo ad immaginare film quasi distopici. Dogtooth non è ambientato in un futuro incerto, ma è l’esperimento di un pazzo padre di famiglia che decide, in accordo con la moglie, di tenere segregati i tre figli, per assicurarsi che non vengano contaminati negativamente dal punto di vista morale, una volta entrati a contatto con il mondo esterno. Quello che però accade dentro casa è ben peggiore di quello che succede nel mondo.

Purtroppo venendo precluso ogni tipo di contatto, non è possibile per questi tre fratelli saperlo e, anzi, tramite la paura, vengono condizionati al punto da non volersi allontanare mai da casa spontaneamente, dando vita anche a situazioni quasi comiche. Il mondo esterno però riuscirà ad entrare in qualche modo e quindi questo folle esperimento non è destinato a rimanere in piedi, se non altro non per uno di questi fratelli.La narrazione, ovviamente, imponeva un’unica location a questo film e per l’ennesima volta ci troviamo a dare una sbirciatina nell’intimità altrui. Più drammatico e cinico diPerfetti sconosciuti, ma ugualmente sorprendente, anche in Dogtooth appare evidente che non va mai dato per scontato quello che si nasconde dietro alle tende nelle case degli altri.


Shining, l’ultimo (ma non per importanza) dei film da vedere girati in singola location di questa lista

Non poteva ovviamente mancare in questo lungo elenco la location cinematografica più famosa di tutte: l’Overlook Hotel. Nata dai libri di Stephen King, questa storia racconta come la famiglia Torrance costituita dalla coppia di genitori Wendy e Jack e dal loro figlio Danny, decida di trascorrere l’inverno all’Overlook Hotel, per esserne i custodi. La famiglia è quindi costretta a vivere la lunga stagione invernale in una sperduta cittadina lontano da tutto. Il padre di famiglia perderà completamente la testa proprio durante questo lungo periodo di completo isolamento e a salvare il piccolo Danny ci sarà solo Tony, la vocina dentro alla testa del bambino, con evidenti poteri di chiaroveggenza.

Al contrario dei film precedenti, in Shining è proprio l’ambientazione ad essere protagonista, rivelando presenze, ombre e misteri che spingeranno alla pazzia Jack Torrance, il cui volto è ormai per tutti quello di Jack Nicholson. Pare oltretutto che per la parte fossero in lizza anche Robert De Niro, Robin Williams e Harrison Ford, ma che fu King stesso a pronunciarsi in maniera definitiva e insindacabile per Nicholson. Considerato come uno dei migliori film horror della storia del cinema (secondo solo a L’esorcista) questo capolavoro di Stanley Kubrick non ha bisogno di nient’altro se non della straordinaria espressione da pazzo del protagonista e dei lunghi e silenziosi corridoi infestati da presenze macabre e sinistre. Grazie sopratutto all’abile lavoro di regia, le stanze, gli atri, le balaustre e i corridoi daranno l’impressione allo spettatore di trovarsi in un vero e proprio labirito dal quale è impossibile uscire.

Appare quindi evidente che i grandi registi non abbiano paura di mettersi alla prova con questa tecnica cinematografica di grande impatto, che mette in risalto la bravura degli attori e la scrittura degli sceneggiatori. Come se ci si trovasse di fronte ad un coro in cui il regista è il direttore d’orchestra.

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