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8 film in cui l’eroe non vince

Una scena dell'iconico film Taxi Driver

3) Chinatown

Il protagonista interpretato da Jack Nicholson
Credits: Penthouse, Long Road Productions, Robert Evans Company

Diretto da Roman Polanski e uscito nelle sale nel 1974, Chinatown è considerato uno dei capolavori assoluti del genere “neo-noir”. È un film dove il mistero riguarda un omicidio direttamente connesso alla decomposizione morale di un’intera città. Ci troviamo infatti nella Los Angeles degli anni ’30 tra le cui strade si muove l’investigatore privato J.J. “Jake” Gittes (Jack Nicholson), assunto da una donna per sorvegliare il marito sospettato di avere un’amante. Il suo diretto antagonista, Noah Cross, è un uomo potente, corrotto, immagine del potere economico e politico. Colui che possiede la legge e che può manovrarla a suo piacimento. Cross dunque non è solamente un criminale ma è la rappresentazione del Sistema e delle sue regole.

In questo film da vedere l’eroe è chiamato a scoprire la verità e a fare giustizia, ma ogni sua mossa finisce con l’accelerare la morte della donna di cui si è innamorato. Lo stesso nome che dà il titolo alla pellicola è la metafora del luogo dove regna il caos e dove ogni sforzo per fare del bene produce l’effetto opposto. Con la celebre frase “Lascia perdere, Jake. È Chinatown”, un collega di Gittes racchiude il concetto che sta alla base di tutto il film e della sconfitta del suo disperato protagonista.

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4) The Mist

David e Billy, protagonisti del film
Credits: Key Films

The Mist è un film da vedere del 2007 basato sull’omonimo romanzo di Stephen King e il cui finale, che esploreremo tra poco, è a dir poco devastante. Come nelle migliori opere dello scrittore americano abbiamo una cittadina del Maine, delle creature mostruose e letali venute da un’altra dimensione, un bambino e un padre rimasti intrappolati in un supermercato insieme ad altri cittadini. Mentre la nebbia fittissima e misteriosa avvolge ogni cosa, David e Billy tentano di fuggire in auto ed è esattamente in questo frangente che il protagonista perde la battaglia per salvare suo figlio e tre anziani fuggiti con lui.

Nel caso di David però il destino è ancora più beffardo e amaro. Infatti, una volta circondati dai mostri, i malcapitati decidono di comune accordo che è meglio morire di mano propria piuttosto che sbranati. Il nostro eroe dunque si vede costretto a sparare ai compagni, compreso suo figlio, per poi avvistare – pochi istanti dopo – i mezzi dell’esercito venuti a salvarli. Nel caso di David sarebbe bastato aspettare cinque minuti in più per vedere la vita di Billy e delle altre persone al sicuro. Cinque minuti che avrebbero fatto tutta la differenza del mondo. Insomma la fortuna, a volte, è solo questione di tempismo.

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