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ATTENZIONE: L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER SUI FILM PRESENTI IN ELENCO
Tra i film da vedere ce ne sono alcuni che rompono le regole del lieto fine tradizionale. Quello – per intenderci – in cui il protagonista riesce a superare con successo e un pizzico di fortuna le sfide affrontate durante la storia, portando a casa la propria pelle e quella dei suoi compagni. In questo articolo però anche noi vogliamo rompere i canoni del finale classico e presentarvi una selezione di pellicole in cui la vicenda dell’eroe si conclude in modo inaspettato e in cui i baci e gli abbracci vengono sostituiti da vendetta, disperazione e – a volte – molto di peggio.
La vittoria del protagonista infatti non sempre è sinonimo di buona riuscita di un prodotto audiovisivo. Spesso è proprio l’ambiguità o l’assenza di felicità ad affascinare il pubblico e a rendere una pellicola un cult o un’esperienza indimenticabile, com’è avvenuto per questi 8 film in cui l’eroe non vince.
1) Non è un paese per vecchi

Questo film da vedere in quanto diretto dai fratelli Coen (che sono sempre una garanzia) non è un western tradizionale, ma una riflessione nichilista sul destino e sul cambiamento del male nel tempo. Al centro della storia ci sono tre personaggi la cui sorte si intreccia tragicamente: Llewelyn Moss, Anton Chigurh ed Ed Tom Bell. Il primo è un veterano del Vietnam entrato per puro caso in possesso di una valigetta contenente due milioni di dollari. Il secondo è un sicario assoldato per recuperare il denaro mentre il terzo è lo sceriffo locale, anziano e disilluso.
Durante il film il concetto di vittoria dell’eroe viene completamente smantellato perché Moss, che dovrebbe sopravvivere e portare a compimento il suo percorso, viene ucciso con un colpo di sfortuna da un gruppo di comparse messicane. Le sue qualità come la bravura, il coraggio e l’intelligenza non sono sufficienti perché tutto viene riposto nelle mani della casualità. Intanto il cattivo per eccellenza, il male assoluto e con cui è impossibile negoziare (Chigurh, uno spietatissimo Javier Bardem) riesce a recuperare i soldi e a recarsi dalla moglie di Moss per completare la sua missione. Persino lo sceriffo si arrende alla violenza e alla mancanza di senso di un mondo che non riconosce più (da qui il titolo della pellicola), decidendo di andare in pensione e di lasciare che il massacro prosegua.
2) Seven

È il 1995 e David Fincher (qui la spiegazione del finale di Fight Club) firma uno dei thriller più cupi della storia del cinema. Seven infatti non è solo la storia della caccia a un serial killer ma è anche una riflessione sulla natura umana, sull’idealismo e la sua sconfitta. William Somerset (Morgan Freeman) e David Mills (Brad Pitt) sono due detective assoldati per seguire la scia di sangue lasciata da John Doe, un assassino meticoloso e colto che uccide le sue vittime in un modo che rappresenta ognuno dei sette peccati capitali. Anche in questo caso dobbiamo fare qualche spoiler per raccontare il finale, punto di arrivo del piano del killer ai danni dell’investigatore Mills, l’eroe che non vince.
Quest’ultimo infatti scopre che la moglie Tracy è stata uccisa da Doe così che in un ultimo e incontrollato scatto d’ira, spara ripetutamente al criminale inerme, uccidendolo e divenendo a sua volta un assassino. Nel caso di Mills la disfatta dell’eroe è totale. Egli infatti diviene lo strumento nelle mani del cattivo, dimostrando che anche un buono può venire corrotto dal male. Inoltre il detective fallisce in quello che doveva essere il suo compito primario, ossia proteggere sé stesso e i propri cari (la moglie portava in grembo il loro bambino). Un’escalation di disperazione, di distruzione della propria vita e della propria integrità morale per un film da vedere e che rimane, anche a distanza di tanti anni, un grandissimo cult immortale.






