3. Her: il film da vedere oggi nella dilagante epoca dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale è oggi con tutta probabilmente l’innovazione più affascinante e spaventosa. Allo stesso tempo. Le possibilità di questa tecnologia sono davvero enormi. Ne stiamo scalfendo appena la superficie e ne stiamo comunque rimanendo sbalorditi. Eppure, proprio perché quello che abbiamo visto è un accenno degli sconfinati orizzonti che può aprire l’intelligenza artificiale, non si può nascondere l’inquietudine verso un’evoluzione tanto repentina quanto ormai inevitabile.
In un momento storico come questo, segnato dal feroce dibattito sull’uso delle AI tra rischi e possibilità, ci viene in mente quel capolavoro che è Her. Uno dei migliori film di fantascienza degli anni ’10. Uno dei più affascinanti in assoluto. Nell’opera di Spike Jonze viene delineata la storia d’amore proprio tra un uomo e un’intelligenza artificiale. Il protagonista, interpretato meravigliosamente da Joaquin Phoenix, acquista un sistema operativo in grado di evolversi col contatto col suo proprietario. Inizia tra loro una vera e propria relazione, che ha chiaramente dei risvolti davvero delicati da analizzare (vi rimandiamo a questo nostro approfondimento sulle AI del cinema di fantascienza per un’analisi più approfondita di Samantha, il sistema operativo che vediamo in Her).
Rimanendo al tema che ci riguarda, ovvero la capacità di alcuni film di prevedere il futuro, è innegabile che Her abbia inquadrato una tendenza che sarebbe esplosa di lì a pochissimo tempo L’opera affronta al meglio alcune ombre che la diffusione dell’intelligenza ha generato, in modo particolare la sovrapposizione tra l’uomo e la macchina. La capacità di amare – più in generale quella di provare sentimenti – è da sempre stata considerata una delle frontiere invalicabili nel rapporto tra umanità e intelligenza artificiale. Her scavalca questo muro. Varca la linea di confine, dando vita a quel timore di disumanizzazione che ha da sempre contrassegnato il pensiero umano sull’AI.
La storia tratteggiata in Her va poi anche a premere su altri aspetti. Relativi ancora al rapporto tra l’uomo e la tecnologia, ma più profondi ed esistenziali. C’è il tema della solitudine, che s’interfaccia in modo ambivalente proprio con la tecnologia. Questa da una parte alimenta la solitudine, dall’altra però la combatte. L’AI aumenta e allo stesso tempo accorcia le distanze. Sostituisce le interazioni sociali classiche, proponendone altre nuove e diverse. Insomma, Her tematizza tutti i discorsi che si sentono oggi sul progresso digitale e sulle intelligenze artificiali. È un film da vedere assolutamente (e potete farlo su Timvision) per capire con quale precisione sia stato inquadrato più di dieci anni fa il futuro che ormai stiamo vivendo.
4. Gattaca: il film da vedere per ragionare sull’eugenetica

Con Gattaca entriamo in un terreno un po’ delicato. Il film, datato 1997, disegna un futuro distopico in cui la società è fondata con estremo rigore sull’editing genetico. Si tratta di un’opera diventata un vero e proprio cult del cinema di fantascienza. Un racconto estremamente denso, che premia la riflessione anche a discapito dell’azione. E proprio per questo è un film delicato, capace di generare riflessioni particolarmente impegnative e anche controverse.
Il tema centrale è quindi quello della genetica. Al centro del discorso c’è la contrapposizione tra il determinismo e il libero arbitrio. La manipolazione genetica ha l’obiettivo di creare una società controllata, in cui sono i geni ad avere la predominanza sulle scelte, determinando da principio i comportamenti e le tendenze degli individui. Qui la fantascienza si avvicina in maniera particolare alla realtà, perché gli studi di eugenetica sono tutt’altro che una deriva distopica. Questo campo ha attirato a lungo la mente di studiosi e appassionati, degenerando anche in teorie pericolosissime come quelle che riconducono alla superiorità della razza e ovviamente riportano ai totalitarismi.
Capiamo bene, dunque, perché si parla di un terreno estremamente delicato. Gattaca prova a veicolare il messaggio secondo cui le scelte umane abbiano la meglio sul corredo genetico, gettando uno sguardo un po’ più rassicurante sulla questione. Come tutte le distopie, però, anche in questa le ombre sono facilissime da vedere e riecheggiano sino ai tempi nostri. Gattaca si concentra sull’editing genetico e sulla selezione eugenetica, mostrando la pericolosità che può nascere dall’ossessione per creare una società geneticamente migliore. Oggi il dibattito proprio sull’eugenetica si è riacceso con forza, soffermandosi su tematiche quali la bioetica e la discriminazione. Servirebbe sicuramente vedere un film come Gattaca per ragionare su questioni così delicate.




