ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulla trama del film Eternity!!
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Quale miglior periodo dell’anno per proporre una bella commedia romantica se non le prime settimane di febbraio? Apple TV coglie al volo l’occasione e rende disponibile sul suo catalogo Eternity, un film della casa di produzione A24 uscito a fine novembre nelle sale nordamericane e presentato in anteprima in Italia alla 48ª edizione del Torino Film Festival. Una commedia leggera sull’amore, sulla morte e sui legami, con tre grandi protagonisti attorno a cui ruota tutta la trama. Una buona idea per chi è a caccia di titoli da guardare a San Valentino, anche se non ci si abbandona a eccessivi sentimentalismi. Eternity è un film che parla anche di morte, ma non sfocia mai nel drammatico. Al contrario, la morte è il primo passo per una nuova vita. Diversa, in un aldilà che non ha proprio i tratti del paradiso che ci è stato raccontato sulla Terra, ma pur sempre una vita fatta di emozioni, legami e scelte difficili.
Soprattutto scelte difficili. Larry e Joan sono due anziani coniugi che stanno raggiungendo la famiglia per un party organizzato per scoprire il sesso del nuovo nipotino in arrivo. Litigano in macchina come una coppia che ha trascorso insieme oltre sessant’anni di vita matrimoniale incappando spesso in litigi, lamentele e futili incomprensioni. Larry vorrebbe andarsene in vacanza con sua moglie in un posto caldo, con il mare, il sole e la sabbia, anche se sa benissimo che tutto quel “paradiso” potrebbe stancarlo molto in fretta. Joan ha invece il cancro a uno stadio terminale e non le resta molto da vivere. Eternity ci presenta così due protagonisti che presto dovranno fare i conti con il lutto e la separazione.
Mentre sono alla festa però succede qualcosa di imprevedibile: Larry si strozza con un brezel e muore. Poco dopo si risveglia in quella che ha tutta l’aria di essere una stazione, con un gran viavai di persone di tutte le età e voci metalliche che tentano di dirigere il traffico di passeggeri.
Larry (Miles Teller) è morto e si trova nell’aldilà. Non ha le sembianze del settantenne che ha inghiottito il brezel, ma è la sua versione più giovane. Una volta varcata la soglia dell’aldilà infatti, ciascuno assume le sembianze della persona che era nel suo momento di massima felicità, motivo per cui “ci sono in giro tanti bambini e pochi adolescenti”. L’enorme stazione in cui finiscono le anime è solo un’anticamera dell’aldilà vero e proprio. Tutte le persone morte, nel giro di una settimana, hanno la facoltà di scegliere in quale eternità andare. Ci sono centinaia di opzioni tra cui scegliere, ma la decisione è sempre irreversibile. Una volta scelta un’eternità, non si torna più indietro.
Gli indecisi attendono invece nella grande stazione di arrivo, ma sono costretti a lavorare e a occupare delle stanze di seconda scelta nei sotterranei nell’attesa della decisione finale. Non esiste un inferno vero e proprio, solo il “vuoto“ nel quale si viene spediti se si prova a scappare da una delle eternità scelte. Eternity quindi stravolge il concetto canonico di aldilà e presenta l’altro mondo come una sorta di agenzia viaggi in cui scegliere la destinazione più adatta ai propri gusti. Larry valuta tutte le opzioni, ma vuole attendere la sua Joan, che non ha aspettative di vita molto lunghe. Infatti, una settimana dopo, anche Joan (Elizabeth Olsen) piomba nell’aldilà, nelle sembianze di una giovane dai capelli lunghi coperta da un camice da ospedale. Joan arriva giusto in tempo, un attimo prima che Larry prenda il suo treno per un’eternità esotica e piena di sole.
Tutto sembrerebbe incastrarsi alla perfezione, se non fosse per un unico imprevedibile dettaglio: dall’altra parte, ad aspettare Joan , c’è anche Luke, il suo primo marito e primo grande amore morto lontano da casa nella Guerra di Corea.
Luke (Callum Turner) ha atteso per sessantasette anni l’arrivo di Joan. Per la donna è un colpo al cuore, ma anche l’inizio di un dilemma improponibile: con chi dei due scegliere di trascorrere l’eternità? Con Larry, il compagno con cui ha trascorso tutta la vita e che le ha dato una famiglia o con Luke, il primo grande amore mai dimenticato? Eternity rende dunque l’eternità un concetto che fa impressione. Il “per sempre“ che si pronuncia sull’altare ha una data di scadenza, contenuta nella formula “finché morte non ci separi“. L’eternità è invece qualcosa di diverso. Dura davvero per sempre ed è un concetto che sfugge alla comprensione umana e che, diversamente da tutte le decisioni che una persona prende in vita, non ha una data di scadenza.
Accanto al tema dell’eternità si sovrappone perciò quello dell’irreversibilità. La scelta di Joan è irreversibile, non presuppone nessun cambiamento o riadattamento. La sua decisione durerà davvero per sempre, non c’è via di scampo. Allora Eternity diventa un duello tra i due protagonisti per accaparrarsi il cuore di Joan, ma anche una battaglia tra due diversi tipi di amore. L’amore della routine, quello che ci sorregge giorno per giorno precipitando a volte nell’abitudine e nella banalità, e l’amore idealizzato, legato invece a qualcosa che è stato interrotto bruscamente e che non ha avuto la possibilità di materializzarsi.
Luke è il ricordo struggente di qualcosa che è rimasta sospesa, la possibilità di un amore appassionato che non è mai diventato realtà.
Joan ha continuato ad amare Luke, o meglio il suo ricordo, la possibilità di quel che avrebbero potuto essere insieme. Larry è invece quello che è arrivato dopo, insieme alle responsabilità della vita vita adulta, dei mutui e delle bollette da pagare. Uno era l’esaltazione dell’età giovanile, l’altro il bastone a cui sorreggersi nella vecchiaia. Una scelta difficile, crudele, dalla quale infatti Joan scappa, scegliendo di non scegliere. Eternity ha dunque delle premesse molto interessanti e un inizio piacevole e pieno di ritmo. Potrebbe azzardare molto di più, ma sceglie di non farlo, restando ancorato all’idea di partenza e accontentandosi di svilupparla senza scendere troppo in profondità.
L’aldilà proposto da David Freyne (che ha scritto la sceneggiatura insieme a Pat Cunnane) suggerisce riflessioni generali sul senso della vita e sulla mercificazione di ogni cosa. Il “paradiso” è un posto in cui si vendono le destinazioni finali delle anime, in una specie di gara a chi si accaparra più “clienti”. Il Purgatorio è una lunga fase di sospensione durante la quale struggersi con le mille domande che attanagliano da sempre le anime. Questo oltremondo così paradossalmente terreno potrebbe essere approfondito in maniera più dettagliata, ma David Freyne sceglie di utilizzarlo solo come cornice per la sua storia, che in realtà è concentrata su altro.
Il focus di Eternity è infatti tutto improntato sulla riflessione sui temi dell’amore e delle relazioni.
È su questo che i personaggi si arrovellano in cerca di risposte, anche se risposte così in realtà non esistono. Amare significa anche lasciar andare e alla fine (spoiler!) in Eternity ciò che vince è la concretezza, l’amore ricevuto da chi c’è stato ogni giorno con tutte le sue imperfezioni e i suoi insopportabili difetti. Il finale poi, ci suggerisce che, per quanto allettanti possano sembrare le mille sfumature di Paradiso, il posto in cui sceglieremmo di restare per sempre è quello che più di ogni altro somigli a casa. Eternity è perciò un film che non si esalta, ma resta coerente fino alla fine con la sua premessa. Un titolo perfetto per questo periodo dell’anno (i 10 episodi di San Valentino più romantici nella storia delle serie tv potrebbero essere una valida alternativa). Per chi non lo avesse ancora visto, si può recuperare su Apple TV insieme alle migliori serie tv dell’ultimo periodo. Mentre se vi interessano i migliori film usciti di recente, date un’occhiata ai titoli di gennaio 2026!









