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La Classifica dei 10 migliori film di David Lynch

4) The Elephant Man

The Elephant Man
Credits: Brooks Film

Ci avviciniamo al podio con una pellicola per la quale è imperativo munirsi di fazzoletti. Davvero. Credeteci quando vi diciamo che anche il cuore più duro finisce con lo sciogliersi davanti alla storia (vera) di John Merrick, un ragazzo inglese affetto dalla Sindrome di Proteo. L’uomo elefante, il freak, il mostro, per molti ignoranti della Londra di fine Ottocento. Una persona dolcissima, colta, educata ed estremamente sensibile agli occhi del dottor Frederick Treves, interpretato da un giovane e delicatissimo Anthony Hopkins. Inizialmente il chirurgo osserva John da un punto di vista prettamente medico, considerandolo come un soggetto per i suoi studi e per le lezioni di anatomia. Ma basta uno sguardo, un’attenzione in più, una conoscenza che vada oltre le apparenze per trovare nel paziente un qualcosa che Frederick non si aspettava: un amico.

Questo film è una storia di sofferenza, di dolore e di crudeltà quasi insostenibili per noi spettatori. Ma è anche una storia di amicizia e di dignità resa a un essere umano a cui è stata strappata e calpestata. David Lynch pone la riflessione sul concetto di definizione e di significato, ossia sull’uso improprio delle parole – spesso adoperate senza un minimo di discernimento – a cui seguono le azioni, altrettanto aberranti. Chi è davvero il mostro? John o il pregiudizio? John o la normalità ostentata e ipocrita?

The Elephant Man è un’opera commovente e poetica come il suo protagonista e che, a distanza di quarantacinque anni dalla sua uscita, è ancora capace di comunicare con le nostre emozioni. Dall’amore per il teatro e per la lettura all’abilità di costruire uno splendido modellino di una cattedrale: chi non vorrebbe un amico come John Merrick?

3) Eraserhead

Eraserhead
Credits: David Lynch

Il primo film a salire sul podio è anche il primo lungometraggio di David Lynch, datato 1977, sebbene il regista abbia impiegato cinque anni di tribolazioni per portarlo a compimento. Questo lavoro rappresenta l’alba di Lynch, la sua nascita e la sua affermazione nel panorama cinematografico. Ed è anche la dimostrazione concreta di come la creatività di un autore sia spesso scollegata dalla disponibilità economica. Se c’è talento e passione ogni progetto è realizzabile, a prescindere dal budget.  

Tra uno splendido bianco e nero e uno strano ometto che prende il nome di Henry Spencer, il surrealismo dell’artista prende forma deformando ogni cosa. Eraserhead è un horror sperimentale, ripreso e citato da tantissimi autori successivi. È una riflessione sulla genitorialità e sull’uomo moderno industrializzato, espressa con uno stile in cui c’è già tutto ciò che è Lynch. La sua tecnica, il valore del sonoro, il montaggio e la rottura con la narrazione tradizionale. A tal proposito mi viene in mente una citazione del grande Martin Scorsese: “Più un film è personale, più è creativo”.  E il debutto di Lynch ha dimostrato precisamente questa affermazione. Il suo anno zero coincide con quest’opera, dalla quale tutto ha avuto inizio e verso la quale si continua a ritornare per ispirazione, per importanza e perché ci ricorda l’essenza primordiale di questo meraviglioso autore.

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