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La Classifica dei 10 migliori film di David Lynch

8) Una storia vera

Una storia vera
Credits: Imdb

Siamo alle porte degli anni ’00 e Lynch è al lavoro su di un fatto realmente accaduto a un contadino dell’Iowa, che nel 1994 decise di intraprendere un viaggio a bordo del suo trattore tosaerba per andare a trovare il fratello malato. A differenza degli altri film presenti in questa classifica la trama di Una storia vera è, quindi, decisamente più classica e anomala se paragonata al corpus del regista. Forse è proprio questo il motivo per il quale abbiamo inserito quest’opera all’ottavo posto della nostra classifica.

Tuttavia, come per tutta la filmografia di David Lynch, anche in questo caso ci sono alcuni aspetti su cui vale la pena ragionare. Un primo elemento degno di attenzione è la costante autoreferenzialità. Alcuni esempi? Il cielo stellato che avevamo visto in Dune o i giardini annaffiati come in Velluto Blu, privi però di elementi visionari o allucinati. Non ci sono mondi trascendenti né figure grottesche. Tutto si muove in maniera semplice, lineare, equilibrata, in cui lo zampino di Lynch si vede (e si sente) ma senza eccessi. Il viaggio intrapreso dal protagonista diventa un mezzo malinconico e introspettivo che porta a riflettere sull’importanza della lentezza, sul prendere tempo e fiato, sull’assaporare ogni incontro e ogni miglio. Una storia vera è un film atipicamente lynchiano ma meritevole di essere ricordato in questo elenco.

7) Inland Empire

Inland Empire
Credits: StudioCanal

Il settimo posto lo abbiamo assegnato a un film del 2006. Un film speciale non tanto per la storia narrata, quanto perché rappresenta l’ultimo lavoro di David Lynch. Con Inland Empire il regista ancora una volta non si smentisce, portando sullo schermo un flusso di coscienza libero dai canoni dettati dalla logica. Non esistono regole temporali ma solo un’unica e frastornante espressione del funzionamento della mente. Le scene si sovrappongono caoticamente, esattamente come avviene con i pensieri all’interno del nostro cervello. Non c’è coerenza, non c’è criterio e mai come in questa pellicola lo spettatore è chiamato a lasciarsi andare alla visione sospendendo il giudizio razionale.

Potremmo dire che se Una storia vera era una linea, dritta e marcata, Inland Empire è una spirale, che vortica su sé stessa in ogni direzione possibile. Un enorme frullatore che durante il suo funzionamento fa schizzare pezzi di trama qua e là. Nel libro “In acque profonde” redatto da Lynch nello stesso anno di uscita di questo film, l’autore scriveva di come si era approcciato alla meditazione trascendentale e di come questa tecnica lo stesse aiutando e influenzando nel suo lavoro così come nella vita privata. Ecco, immaginate che la trama di Inland Empire sia il risultato di una di queste meditazioni: sensoriale, spiazzante, labirintico.

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