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La spiegazione del finale di Così è la vita

Clara accompagna il trio in paradiso nel finale di Così è la vita

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sul film Così è la vita di Aldo, Giovanni e Giacomo

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Dopo lo strepitoso successo di Tre uomini e una gamba, la carriera di Aldo, Giovanni e Giacomo è proseguita con Così è la vita, film che ha confermato il grande impatto del trio dopo lo spettacolare esordio (qui trovate la nostra classifica dei loro migliori film). Per la loro seconda fatica i tre scelgono un film complesso, che gioca moltissimo con la metanarrazione. L’inizio è già – di per sé – manifesto delle loro intenzioni. Viene mostrata una sequenza meta-cinematografica memorabile, che consacra – dopo l’apparizione nel precedente film – la storia di Al, John e Jack, che sarebbe divenuta poi una storia con una sua esistenza quattro anni dopo.

Dopo la rivelazione del film nel film inizia il racconto vero e proprio, che a grandi linee vede Aldo – detto Bancomat – fuggire di prigione e prendere in ostaggio Giacomo, uno dei poliziotti che lo stava scortando. I due s’imbattono poi in Giovanni, che diventa anch’egli ostaggio del fuggitivo. Iniziano così le strampalate peripezie del trio, che conducono a un finale che sembrerebbe lieto, prima del clamoroso colpo di scena che cambia completamente prospettiva su tutto il racconto.


Il metaracconto che apre Così è la vita
Credits: Medusa Film

La vendetta del trio

L’evento che spalanca le porte all’epilogo finale è l’incidente che il trio mette in scena per fuggire dalla polizia. I protagonisti di Così è la vita fanno precipitare la loro auto in un dirupo affinché venga creduta la loro morte. Dopo un penoso girovagare e l’incontro con Clara – di cui Aldo s’invaghisce immediatamente – i tre fanno ritorno a Milano, solo per scoprire che non hanno delle vite a cui tornare. La morte di Giacomo ha offerto lo spunto alla sorella e al cognato per liberarsi di tutte le sue cose – tra cui il romanzo della sua vita – e per affittare la sua stanza. Giovanni trova invece sua moglie a letto con l’agente Catania.

Sconsolati, i due si ritrovano con Aldo e Clara, i quali gli offrono la possibilità di vendicarsi. Giacomo caccia la sorella e il cognato di casa tramite il suo testamento, mentre la moglie di Giovanni e Catania ricevono la non piacevolissima visita di un ex compagno di cella di Aldo, infuriato in seguito al furto della propria merce. Dopo essersi presi le loro rivincite, i tre paiono pronti a cominciare una nuova vita, sfruttando l’anonimato conseguente alla loro finta morte. A questo punto – però – arriva il clamoroso colpo di scena che – come detto – conferisce all’intero film una luce completamente differente.

Il vero finale di Così e la vita

Clara porta i tre in una camera mortuaria e qui i protagonisti trovano delle bare con all’interno i loro corpi. In realtà Aldo, Giovanni e Giacomo sono morti in quell’incidente. Il loro inganno non è riuscito. I tre non sono fuggiti in tempo dall’auto e sono effettivamente rimasti coinvolti nell’esplosione della vettura. Un epilogo che sembrerebbe abbastanza amaro, ma che viene trattato con quella dolce malinconia che pervade tutti i film del trio, specialmente i primi. Aldo – che in virtù del suo stretto rapporto con Clara aveva compreso per prima la sua natura angelica – spiega ai suoi due nuovi amici qual è la situazione e riesce anche a procurargli un pass falso – guadagnandosi l’epiteto di Bancomat con cui l’abbiamo conosciuto – per il paradiso.

La svolta è decisamente repentina, ma viene presentata sotto una prospettiva abbastanza armoniosa. I tre – amaramente delusi dalle loro vite – accettano di buon grado – pur se con qualche rimpianto – la notizia della loro dipartita. Lo fanno perché in fondo la vita è stata ingiusta con loro. Le loro esistenze erano piatte e il brivido è arrivato solo in prossimità del traguardo. Quella stramba amicizia nata da uno strampalato doppio ostaggio e rinsaldata da un’improbabile fuga ha portato un raggio di sole nelle vite altrimenti nebulose dei tre protagonisti.

La morte non è una fine, bensì un inizio. È una sorta di seconda vita, che i tre possono condurre in pace in paradiso, liberi da quelle delusioni che hanno dovuto patire sulla Terra. Quello di Così è la vita non è affatto – quindi – un finale amaro come sembrerebbe. La morte del trio è invece un inno alla vita. Un invito a godere dei momenti che arrivano e soprattutto a prendersi quegli spazi che ognuno merita di avere, ponendo come faro illuminante sempre quello spirito d’amicizia che pervade tutti i film del leggendario trio e che rimane la sfumatura più preziosa di ogni loro racconto.

Il trio in fuga in macchina
Credits: Medusa Film

Il significato del finale di Così è la vita

Il finale di Così è la vita innesca anche tutta una serie di riflessioni che dicono molto sul significato generale del film (qui invece potete trovare la spiegazione del finale di Chiedimi se sono felice, altra perla del trio). Abbiamo parlato dello spirito che caratterizza il colpo di scena, decisivo nel conferire all’intera vicenda quel tono globalmente positivo che si respira. C’è però altro. C’è ad esempio la fugacità dell’esistenza, che si riallaccia proprio a quel titolo – a questo punto – così evocativo. La vita è così, meravigliosamente sorprendente. Non si può mai dare nulla per scontato, nemmeno il fatto stesso di esserci in vita.

Il colpo di scena porta a riflettere proprio su questo aspetto. Vivere non è sopravvivere. È nella morte che i protagonisti trovano la loro realizzazione e tutto il finale alternativo – ovvero quel lasso di vita non vissuto dai nostri – veicola l’idea che invece la vita va presa di petto. C’è un duplice piano in questo senso. La morte è la condizione che permette ai Giovanni e Giacomo di vendicarsi dei torti ricevuti ed è poi lo stato in cui i due – assieme ad Aldo – devono rimanere per tornare a vivere. Finalmente liberi.

C’è un certo valore salvifico della morte, intesa però solo come liberazione. Non bisogna pensare a una morte fisica, ma piuttosto spirituale. Siamo di fronte certamente a una metafora, la cui potenza sta proprio nel suo candore. La morte è in Così è la vita un risveglio, a cui tutti quanti sono invitati per godere a pieno della propria vita. È anche un percorso – che passa in luoghi a posteriori molto indicatori come il cimitero – che tutti dovrebbero intraprendere. Così è la vita è un meraviglioso racconto sulla condizione umana. Un inno alla vita che passa dalla morte, cantato con la solita ironica malinconia del trio che ha scritto pagine davvero significative della storia della commedia italiana.

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