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5 momenti in cui Emily in Paris ha dato il peggio di sé

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Ormai è ufficiale: Emily in Paris è la nuova Riverdale. Non importa quanto la gente si lamenti, o il fatto che ormai nulla abbia più un senso a livello di trama. Nonostante tutto, e nonostante serie ben più apprezzate vengano cancellate, la serie Netflix con protagonista Lily Collins è stata rinnovata per una sesta stagione. Emily in Paris nasce come il classico guilty pleasure, una serie senza troppe pretese da guardare per staccare la spina e divertirsi. Non è giusto, dunque, paragonarla a altri prodotti completamente diversi.

Se scegli di guardare questa serie, insomma, sai benissimo a cosa stai andando incontro. E almeno in una prima fase, nonostante alcuni difetti ed esagerazioni fossero già evidenti, la serie riusciva quanto meno a svolgere perfettamente il suo ruolo di prodotto di svago. Il vero problema è che a un certo punto Emily in Paris ha smesso di divertire e intrattenere, arrotolandosi su se stessa e ripetendo all’infinito le stesse dinamiche. O peggio, ricercando l’eccesso e la risata spingendo il pedale sull’acceleratore del trash.


I momenti in cui abbiamo pensato che la serie avesse toccato davvero il fondo sono stati tanti, ma abbiamo scelto 5 momenti in cui, secondo noi, Emily in Paris ha dato il peggio di sé.

1.Hey bébé

Credits: Netflix

Nel corso delle stagioni, abbiamo visto Emily alle prese con i prodotti più strampalati e le campagne pubblicitarie più assurde. Ma mai nessuna è stata così assurda come quella per pubblicizzare il profumo per bebè. Sì, avete letto bene. Nel settimo episodio della quarta stagione, Antoine Lavaux si rivolge all’agenzia di Sylvie per pubblicizzare la sua nuova fragranza per neonati, contenuta in una stilosa boccetta a forma di sonaglio. Come se il concetto di un profumo per neonati non fosse già di per sé assurdo, le idee dei protagonisti per pubblicizzare il prodotto lo sono ancora di più. L’idea geniale di Emily è realizzare uno spot con protagonista una celebrità che regala al suo bebé una Birkin bag, ma ovviamente il bambino preferisce scartare la borsa e tenere il profumo. A questo punto manca solo lo slogan, scelto da una ispiratissima Sylvie: Quello che i bambini vogliono davvero, Hey Bébé, by Maison Lavaux.” Mentre ormai, arrivato a questo punto, lo spettatore è attonito di fronte ad un tale crescendo di follia e trash, Antoine ovviamente adora l’idea. Nella quinta stagione, inoltre, la fragranza per neonati torna protagonista di un’altra, frustrante, storyline. Scopriamo infatti che il profumo è stato un vero e proprio fiasco (ma va?) e Emily ha l’idea geniale di coprire il fallimento, imbottigliando e riutilizzando il prodotto rimasto invenduto per un altro cliente. L’aspetto peggiore è che questa vera e propria frode, che se scoperta poteva almeno regalare qualcosa di interessante a livello di trama, viene continuamente menzionata, ma mai smascherata. Ancora una volta una possibile storyline è stata gettata nel nulla e Emily non ha affrontato nessuna conseguenza per le sue azioni.

2. Mindy non riesce a cantare in topless

Credits: Netflix

Mindy è uno dei personaggi che, probabilmente, ci ha regalato alcuni dei momenti più trash dell’intera Emily in Paris. La coinquilina di Emily, interpretata da Ashley Park, è un’aspirante cantante in cerca di fama e successo. Non c’è nulla di male in questo, se non che lo show non manca di ricordarcelo facendola esibire in performance a caso praticamente di continuo. Mindy sa cantare e non ha problemi a dimostrarlo, tranne che in una specifica occasione. Nell’ottavo episodio della quarta stagione, la ragazza deve esibirsi in un cabaret parigino, ilCrazy Horse, in una performance in topless. Mindy, però, ha paura di spogliarsi in pubblico e non riesce a cantare in topless, dunque decide di ricorrere al playback. Come prevedibile, però, la sera dello spettacolo qualcosa va storto con i file registrati, dunque la ragazza non ha scelta: deve cantare. E quando arriva il momento di spogliarsi, ci pensa come sempre Emily a salvare la situazione, lanciando a Mindy delle borsette con cui coprirsi il seno. La performance, tra le risate degli spettatori, è ovviamente un successone. E nulla, anche questa volta Mindy canta. Insomma, non è nostra intenzione mettere in dubbio l’abilità di Ashley Park, ma di fronte all’ennesimo momento canoro di Mindy, piuttosto inutile a livello di trama e decisamente trash, la tentazione è quella di alzare gli occhi al cielo. 

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