ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sul pilot di DTF St. Louis!!
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Ok, c’è Jason Bateman, un attore che sa tirar fuori il chiaroscuro dai personaggi comici, il malinconico dai tipi più ordinari. Uno che sa nascondere bene le ombre dietro un banalissimo sorriso e che sa rendere ambiguo ed enigmatico persino un grigio contabile o un comunissimo conduttore di previsioni meteo. Ok, c’è David Harbour, con quella faccia da gigante impacciato che si muove come l’albatro di Baudelaire irretito dai marinai. E poi c’è Linda Cardellini, un altro talento versatile che dondola tra il dramma e la commedia con assoluta naturalezza. Con queste premesse, ci sono tutti i presupposti per dare una sbirciatina a DTF St. Louis, la nuova serie tv di HBO Max che si può trovare da lunedì 2 marzo sulla piattaforma appena sbarcata in Italia (e non per essere una delle tante).
La firma è di Steve Conrad, che ha scritto commedie grigie in cui lo scintillante sogno americano si infrangeva contro l’apatia e la banalità della vita comune. Tra i suoi lavori, c’è anche The Weather Man – L’uomo delle previsioni, film del 2005 con Nicolas Cage nei panni di un conduttore di previsioni meteo con una vita apparentemente bellissima, ma in realtà insoddisfatta. DTF St. Louis prende in prestito alcune considerazioni già sviluppate nei film precedenti di Conrad e prova a ravvivarle in un prodotto televisivo che si affida al crime e al giallo investigativo per tenere viva l’attenzione degli spettatori.
Dopo aver visto il pilot di DTF St. Louis, siamo un po’ confusi su che genere di prodotto sia la serie tv scritta da Steve Conrad..
Viene presentato come una commedia, ma ha delle sfumature troppo cupe per poter esserlo. Potremmo ritenerlo un giallo investigativo, perché il primo episodio si chiude con un omicidio e un arresto. Ci sono due detective, Joy Sunday e Richard Jenkins, che gironzolano sul luogo del decesso e capiscono subito che si tratta di una scena del crimine. Ma DTF St. Louis non ha neppure le caratteristiche di un crime drama. Troppo distratto e canzonatorio per esserlo. Ma allora che genere serie tv è DTF St. Louis? A giudicare dal pilot, potremmo definirla una commedia grigia, quella tipologia di narrazione di cui Conrad è uno specialista.
Non si tratta solo di individuare un registro intermedio tra la comicità e il dramma. Si tratta di affossare i personaggi nell’ordinarietà della vita, soffocarli con il grigiore tedioso della routine, sfiancarli con la monotonia di giornate tutte uguali, prive di slancio, di forza, di esuberanza, e di offrir loro un diversivo, una nota di colore. I protagonisti di DTF St. Louis sono persone comuni, medioborghesi di un’America lontana dalle sfolgoranti promesse del sogno americano, già tutte realizzate. Clark Forrest (Jason Bateman, che in Ozark era apparentemente l’uomo più tranquillo del mondo) conduce una trasmissione di previsioni meteorologiche. È un uomo apparentemente appagato, con un bel lavoro, una bella casa, una bella famiglia e una condizione sociale invidiabile.
Trascorre le giornate facendo ginnastica leggera e andandosene a zonzo con la bicicletta reclinabile per non far forza sulle ginocchia.
Ha una vita ergonomica, con tutti i comfort a portata di mano. È un uomo tranquillo, rilassato, anche se a volte tradisce una vena di ambiguità. Floyd Smernitch (David Harbour) è invece un interprete della lingua dei segni e viene affiancato a Clark in un servizio all’aperto. Clark e Floyd iniziano la loro amicizia quando Floyd salva il conduttore da un brutto incidente durante un temporale. Clark si fa affiancare da Floyd in tutti i suoi servizi e così iniziano a stringere il loro legame d’amicizia. Anche Floyd è un uomo ordinario. È un gigante un po’ impacciato che si perde nella lettura dei fumetti e piange quando scopre che Batman è sopravvissuto.
Ha una bellissima moglie, Carol (Linda Cardellini, protagonista tra le altre di Dead to Me), che in questo primo episodio di DTF St. Louis compare poco, ma svolge già un ruolo determinante. I due vivono con il figlio di Carol, un teenager con cui Floyd non riesce a entrare in sintonia. La loro relazione è “normale“, con tutto ciò che il concetto di normalità può implicare.
Almeno all’apparenza, perché poi, scavando un pochettino oltre la foto da cartolina, scopriamo qualche piccola increspatura. Floyd e Carol sono una coppia, ma a letto hanno qualche difficoltà. Da quando Carol ha iniziato a fare l’arbitro di baseball e a indossare quell’enorme imbracatura che portano gli arbitri, gli istinti sessuali del compagno si sono afflosciati, rendendo difficile il loro rapporto sotto le lenzuola.
Floyd non pensa di avere bisogno di una scossa. La sua vita dopotutto fluisce normalmente, tra una sessione di jogging, un po’ di ginnastica con Clark e qualche massaggio rilassante.
Il diavolo tentatore è però proprio Clark, che inizia a parlare all’amico di DTF St. Louis, un’app di incontri per sesso extraconiugale. DTF sta per Down to F*ck, pronti a sc*pare, e si rivolge a quegli utenti che hanno una felice vita matrimoniale (che non hanno alcuna intenzione di stravolgere), ma che cercano un po’ di brio per movimentare le proprie giornate tutte uguali. Clark getta l’amo e Floyd abbocca. Il pilot non indugia più di tanto sull’app di incontri e su come i due amici iniziano a frequentarla. Ci proietta direttamente a qualche settimana più tardi, quando Floyd viene trovato morto in una casa con la piscina esterna. Apparentemente sembrerebbe una morte per infarto, ma gli esami tossicologici provano che Floyd è stato avvelenato. Da chi? Si tratta di un omicidio a tutti gli effetti?
La detective Plumb (Joy Sunday) setaccia il campo alla ricerca di indizi. Attraverso i video delle telecamere che inquadrano la strada, riesce a risalire al percorso di una bicicletta reclinabile che, la notte stessa della morte di Floyd, era parcheggiata nella stessa casa in cui è stato rinvenuto il cadavere. A chi apparteneva quella bicicletta? Piuttosto facile risalire al suo proprietario, dato che in città ne sono state vendute solo due ed entrambe a dallo stesso acquirente: Clark Forrest. La polizia riesce a mettere le mani sul telefono di Clark e a così ha accesso alle sue conversazioni private con Carol, dove risulta lampante che i due avessero una relazione.
Nel finale di DTF St. Louis, la polizia piomba negli studi televisivi e arresta Clark durante uno dei suoi bollettini. Che sia stato proprio lui a uccidere l’amico? I prossimi episodi chiariranno il quadro entro cui inserire la morte di Floyd, ma il vero focus è proprio questo: il quadro.
Non saranno le indagini il punto forte di DTF St. Louis. Non sarà l’andatura del crime drama a scandire il passo di questa serie. È sulla cornice, sul quadro complessivo, che si concentreranno i prossimi episodi. A Steve Conrad non interessa imbastire la sceneggiatura di un giallo. A lui interessa il contorno, interessano i personaggi sorpresi nelle loro vite annoiate. Interessano le ragioni che hanno spinto Floyd e Clark ad avventurarsi su un’app come quella di DTF St. Louis o i motivi che hanno convinto Carol a tradire suo marito. È in questo lavoro di abrasione lenta che sta la missione di DTF St. Louis. Il primo episodio ha appena accennato i suoi punti di forza. Sappiamo chi esiste un triangolo amoroso fra i tre personaggi principali della serie, ma ancora non abbiamo capito, ad esempio, quale sia la natura della relazione d’amicizia tra Clark e Floyd.
I sette episodi dello show andranno a sovrapporre alla normale linea temporale i flashback attraverso cui ricostruire i contorni di questa relazione e di questo strano triangolo amoroso. DTF St. Louis si è presentata come una commedia dai tratti un po’ cupi. La fotografia accentua quel senso di grigiore che pervade le vite dei protagonisti. L’andatura lenta, i discorsi piatti, le inquadrature schematiche ci fanno quasi percepire la monotonia di quelle giornate senza slancio. Una monotonia rotta da una morte che è arrivata senza strilli, urla o colpi di scena, ma che ha comunque deragliato dalla routine tediosa di una normale giornata a St. Louis. Attendiamo l’episodio della prossima settimana per penetrare più a fondo la natura della relazione fra i protagonisti e per capire quale sarà il vero abito di questo show (che è uno dei più interessanti della Guida di marzo 2026).








