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Doctor Foster 2 – Il sottile confine tra vendetta e giustizia

Doctor foster

La prima stagione di Doctor Foster ci aveva lasciato una protagonista all’alba di una ricostruzione personale, lavorativa e professionale: ci sarà riuscita? A Doctor Foster 2 l’ardua risposta, e un inizio subito “a bomba” e un cast di nuovi personaggi perfettamente centrato.

Piccola premessa, ovvia ma necessaria: in questo articolo saranno presenti spoiler legati alla prima stagione della Serie. Se non l’avete recuperata, prima di proseguire con questa recensione, leggete qui. Dopo questa avvertenza, buona lettura.

Doctor Foster

Dopo due anni a Londra, Simon ritorna a Parminster, ricco, sposato, felice e nuovamente padre. Cosa lo riporta a poca distanza da Gemma? Come ha fatto a recuperare la sua antica fortuna? Ma, soprattutto, con quale dei due contendenti si schiererà adesso la comunità?

Ciò che sorprende, in positivo, della seconda stagione di Doctor Foster è un ritmo che si innesta immediatamente come serrato e non toglie mai il piede dall’acceleratore. Tutto questo senza ricorrere a scene d’azione ma mantenendo altissima la tensione a ogni scena. A questo contribuisce l’allargamento della base dei protagonisti e dei personaggi: da una parte Simon si affianca a Gemma in una partita a scacchi in cui i colpi bassi sono la regola e non l’eccezione, dall’altra entra prepotentemente il “terzo incomodo”, Tom, ormai non più ragazzo che tenta di reagire alla separazione dei genitori, ma adolescente con i suoi (doverosi) problemi, con i quali Gemma e Simon dovranno fare i conti.

La sceneggiatura resta sempre solidissima, i dialoghi sono ridotti all’essenziale e, ancora più che nella prima stagione, una qualsiasi distrazione di chi guarda può rivelarsi fatale, facendo perdere un dettaglio decisivo. Esattamente come la prima stagione, invece, il punto di forza della Serie si rivela la gestione del gioco delle parti, che lascia lo spettatore completamente stranito e ammaliato.

Un esempio a caso: indovinate chi sarà ad aggiornarci sugli ultimi due anni di Gemma a Parminster? Simon, il marito che ipoteticamente doveva esserle più lontano, ma che in realtà non è mai andato via.

Oltre alle sue parole, un solo cartellino: Gemma ha fatto carriera, ma a che prezzo?

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Interessanti e intelligenti i richiami tra le due stagioni: la seconda stagione di apre con un paio forbici, che erano state assolute protagoniste della 1×05. La loro funzione nella trama resta identica, il loro ruolo, invece, è simbolo di una peculiarità: in una Serie dove i dialoghi sono ridotti al minimo, parlano anche gli oggetti. Basti pensare allo smartphone di Gemma che, nella 2×03, assume addirittura quattro ruoli in pochi minuti: specchio, telefono, videocamera e arma di ricatto.

Tutto al servizio della trama principale di queste nuove cinque puntate: la guerra fredda ma velenosissima tra Simon e Gemma, a cui tutti i personaggi dovranno rapportarsi, ma che, come un uragano, non avrà rispetto di niente e di nessuno. C’è chi ne uscirà distrutto, (come Anna, come Max, vittime collaterali e pietose) e chi non si rassegnerà a entrare nell’occhio del ciclone, come Tom, le cui vicende costituiscono la sotto trama più evidente di questa stagione, e che portano a uno stallo messicano che non fa altro che aumentare la tensione.

Laddove eroe e antieroe si fondono tanto da diventare indistinguibili (e da renderci, cosa terribile, impossibile capire per chi tifare), abbiamo un jolly giovane, fresco, esigente, che spariglia le carte strappando a forza il suo spazio

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Tom viene risparmiato dai colpi bassi dei suoi genitori, ma non solo per amore: lui non è semplicemente un figlio, è il trofeo, il simbolo della vittoria dell’uno sull’altra. Cosa chiede Gemma all’avvocato divorzista nella 1×05? La custodia di Tom. Dall’altra parte, Simon dichiara di essere tornato per riprendersi Tom. Ma Tom, stretto tra due fuochi, è fuoco che brucia ancora più forte e decide di farsi sentire. Con le stesse armi dei suoi genitori: segreti, bugie, ossessioni e il sogno di costruirsi da solo la propria realtà.

Il rapporto familiare svela molte delle sue carte nella 2×03: ancora una volta sarà una cena, ma molto più intima di quella della 1×05, a diventare il punto di non ritorno di una vera e propria discesa negli inferi della mente umana e delle relazioni familiari. Perchè ciò che nella prima stagione è solo accennato, dopo che Gemma non ha più dubbi sul tradimento del marito, qui viene messo in tutta evidenza.

Simon e Gemma non sono due semplici antagonisti, ma i portatori di due realtà affettive, relazionali, economiche, diverse. Chi vince prende tutto e, cosa ancora più importante, esclude per sempre l’altro dal suo mondo.

La bellezza di questa lotta è che i due contendenti si conoscono a memoria, in tutti i sensi: ogni centimetro di pelle, come ogni centimetro di anima, si sfidano, prima ancora che per la distruzione, per il possesso. Entrambi non vogliono solo la rovina dell’altro: vogliono esserne certificati artefici, per il gusto sadico di estinguere fuoco con fuoco. Al di là delle scuse puerili che entrambi inventano con gli altri.

Già, gli altri, forse il punto forte di Doctor Foster, ovvero una maniacale attenzione per i comprimari, dovessero comparire anche solo per una scena. Nessuna sotto trama, ma una perfetta utilità alla storia, soprattutto da parte dei nuovi personaggi. Menzione particolare per Siân, la nuova collega di Gemma, perfettamente in bilico tra se stessa e i due campi di battaglia. Fino alla fine sembra impossibile capire con chi si schiererà.

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Perchè il mistero dei misteri nella Serie, in fondo, è questo: chi si schiera con chi? È come avere due combattenti completamente inconsci del loro esercito, ma talmente carismatici da non sentirne la mancanza.

Non manca qualche leggero punto debole, come un paio di personaggi che forse avrebbero potuto avere un destino migliore nella scrittura e una tensione a volte davvero difficile da sopportare, anche per l’assenza di qualche momento più leggero, ma nel complesso tutto si risolve con una 2×05 spiazzante (definita da diversi media inglesi “folle e imprevedibile”), e Gemma che alla fine rompe la quarta parete sembra la conclusione perfetta. Perfetta sì, ma non l’unica.

 Perche è ora di rispondere all’ultima domanda di questo articolo: ci sarà una terza stagione di Doctor Foster?

Le premesse sono contrastanti. Vero è che il finale è perfetto (aperto e chiuso insieme, e se fosse davvero chiuso sarebbe uno spettacolo), ma è anche vero che la 2×05 in patria ha fatto oltre 7 milioni di spettatori e ha visto concordi critica e pubblico. È una delle produzioni migliori andate in onda in Inghilterra nell’ultimo anno, non c’è alcun dubbio. E quindi?

E quindi è lo stesso creatore e sceneggiatore della Serie, Mike Bartlett, a darci una risposta tanto agognata quanto sibillina, raccolta in diverse interviste apparse sui tabloid inglesi.

C’è molto materiale per la terza Serie, inutile negarlo. Ma bisognerà mettere d’accordo molte teste. Per prima cosa ne dovremmo parlare io e Suranne, ma non c’è fretta. Del resto, sono passati due anni anche tra la prima e la seconda stagione. La BBC non mi mette alcuna pressione; non l’ha mai fatto neanche tra prima e seconda stagione, e di questo la ringrazio.

Ecco, Suranne, (ovvero Suranne Jones, ovvero Gemma Foster). La protagonista assoluta dello show si è detta certamente disponibile a vagliare un possibile copione per la terza stagione, ma non prima del 2019, quando avranno termine i suoi impegni da attrice per la Tv e il teatro. Tutti gli altri, a partire da Bertie Carvel (ovvero Simon Foster) non hanno la minima idea sul possibile rinnovo. Non resta che aspettare e, nel frattempo, trovare il coraggio per un rewatch. Perchè Doctor Foster è un gioiellino, ma apre livelli di paranoia non facili da gestire. Staremo a vedere.

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Written by Modestino Picariello

Ogni pezzo di Hall of Series è una piccola storia. Io faccio in modo che quella storia vi arrivi nella maniera migliore possibile. Sono l'editor: è un lavoro duro ma qualcuno deve pur farlo.

Ah, di tanto in tanto analizzo serie con lo sguardo del lettore appassionato di classici: potrete non essere d'accordo con me, ma nessuno vi darà qualcosa di vagamente simile

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