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Détox: riscoprire la bellezza di una vita analogica

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Quante volte, soprattutto alla fine dell’estate, diciamo che abbiamo bisogno di un po’ di detox? Detox da zuccheri, da cibo spazzatura, dal trambusto delle continue serate fuori. Certo è, che molto più spesso avremmo bisogno di una disintossicazione dai nostri apparecchi elettronici e soprattutto dal mondo dei social.

Vi ricordate ancora com’era la vita prima che Instagram, Facebook, Tik Tok, arrivassero a bombardarci di informazioni, foto, reel…? Forse, oggi ci sembrerebbe strana una vita senza di loro e non sapremmo come occupare il tempo impiegato nello scrolling. Saranno le nostre eroine, Léa e Manon, a tentare l’ardua impresa: un detox digitale di ben 30 giorni!

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Credits: Netflix

Léa e Manon sono le protagoniste di Détox, una miniserie francese, creata e diretta da Marie Jardillier. Disponibile su Netflix dall’1 settembre 2022. Détox si distingue per il suo tono irriverente, in cui sono mescolati commedia e spunti di riflessione.

Léa e Manon sono due cugine e coinquiline trentenni che vivono nella Parigi contemporanea. Entrambe si trovano intrappolate in una relazione tossica con la tecnologia: Léa è ossessionata dal suo ex, tanto da spiarlo compulsivamente sui social fino a che lui non decide di bloccarla; Manon, aspirante cantante, diventa bersaglio di cyberbullismo quando una sua performance disastrosa finisce per diventare virale sui social. Decidono così di disintossicarsi digitalmente per 30 giorni, eliminando qualunque dispositivo collegato a internet dalla loro vita, cimentandosi in una sorta di esperimento estremo per ritrovare se stesse.

Il percorso di detox digitale porta le protagoniste a confrontarsi con imprevisti comici e toccanti, coinvolgendo un cast di personaggi secondari ben caratterizzati. Tra situazioni surreali e momenti di riflessione, emergono temi legati alla salute mentale, all’autenticità nelle relazioni e alla necessità di connessioni reali.

Détox è una miniserie frizzante e riflessiva che racconta, con ironia e sincerità, la lotta contemporanea contro la dipendenza da social e tecnologia: una sfida che è anche un ritorno alla vita reale, all’empatia, alla famiglia e all’amore.

Léa e Manon sono due donne emblematiche di questa generazione iperconnessa. Léa (interpretata da Tiphaine Daviot) è una trentenne che non riesce a lasciarsi alle spalle la fine di una relazione: è ossessionata dal suo ex fidanzato, Guillaume, e lo controlla compulsivamente sui social. Questo diventa il momento decisivo che la spinge a intraprendere la disintossicazione digitale. Il suo personaggio ha un’importante evoluzione: durante il detox, Léa affronta le sue insicurezze e impara a mettere in discussione il proprio rapporto con la tecnologia. Il suo percorso è fatto di momenti comici, ma anche emotivamente profondi: riscopre relazioni autentiche e ritrova un equilibrio lontano dallo schermo. La sua fragilità e determinazione la rendono un personaggio ironico, ma credibile, capace di evolversi con delicatezza nel corso degli episodi.

Manon (interpretata da Manon Azem) è una giovane aspirante cantante, che sogna il successo. Un’esibizione andata male finisce in un video virale e derisorio: la sua autostima ne esce danneggiata e diventa oggetto di scherno sui social. Intraprendendo il percorso di detox digitale insieme a Léa, Manon riesce progressivamente a riprendere fiducia in sé e nella sua arte. Il suo percorso è una riscoperta delle proprie capacità e della possibilità di cantare non per i like, ma per sé stessa. Manon è un personaggio comico, ma anche toccante: la sua lotta tra il desiderio di popolarità e di autenticità, messa in scena con irriverenza, la rende una figura moderna in cui chiunque potrebbe immedesimarsi.

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Credits: Netflix

Léa e Manon passano dall’essere cugine e coinquiline a complici, in una sfida audace: la loro sintonia è il cuore della serie. Diversissime tra loro, le cugine formano un duo brillante, frizzante capace sia di far sorridere che di emozionare. Il loro rapporto incarna la difficile convivenza tra la fragilità emotiva e la tecnologia sempre più pervasiva. Il detox diventa uno specchio su cui riflettere la solitudine, la continua ricerca di approvazione e l’illusione che i social siano un’alternativa alla vita reale.

Léa è ossessionata dal suo ex e Manon è ferita dall’umiliazione pubblica: entrambe cercano nei social un rifugio o una rivincita. Ma, durante il detox, imparano che mostrarsi fragili non è un fallimento, ma una forma di forza. La vulnerabilità non è una debolezza, e imparare ad accettarlo è il primo passo per crescere, guarire e riconnettersi con il proprio io.

Manon imparerà che il successo, quello vero, non passa solo dai like. La validazione non può arrivare da un algoritmo, poiché non siamo ciò che pubblichiamo, ma ciò che viviamo. L’autenticità vale più della visibilità.

Le due sono ben più di due protagoniste di una commedia: rappresentano la nostra generazione, sospesa tra la necessità di connessione e il desiderio di autenticità. Attraverso umorismo, imbarazzi e momenti di introspezione, il loro percorso verso la disintossicazione digitale diventa una metafora della ricerca di sé stessi in un mondo dominato dallo schermo.

Détox ci offre diverse lezioni, sia umane che sociali. Mostra come smartphone, social media e notifiche siano diventati prolungamenti del nostro corpo e della nostra mente. Léa e Manon iniziano il detox come una sfida, ma si rendono conto di quanto la loro identità e le loro emozioni siano legate alla tecnologia. In sintesi, siamo più dipendenti di quanto pensiamo. Durante il loro periodo offline, le protagoniste riscoprono il valore del tempo di qualità, delle relazioni autentiche, delle chiacchiere senza filtri e del valore delle emozioni. Ci mostrano come i legami veri richiedano presenza reale.

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Credits: Netflix

La serie usa umorismo e autoironia per affrontare temi anche molto seri come la depressione post-rottura, il fallimento professionale, la pressione sociale, senza diventare mai pesante. Ci mostra che la vita è assolutamente imperfetta e che saper ridere di noi stessi è una forma di guarigione.

Détox non è solo una commedia su due ragazze che smettono di usare il telefono. È una riflessione leggera, ma sincera su quanto sia facile perdersi nel digitale e quanto sia difficile ma liberatorio riconnettersi con la vita vera.

Perché vedere Détox? È una serie attuale e super riconoscibile, racconta una storia fresca, contemporanea e familiare. È una commedia brillante, ma non superficiale. L’umorismo è ben dosato, con situazioni assurde, dialoghi ironici, ma sempre con un sottotesto intelligente. Affronta una questione contemporanea e universale, la dipendenza da smartphone e social, in modo non moralista, ma con ironia e autocritica.

Nota di merito per la produzione francese diversa dal solito. Détox offre un tocco europeo più spontaneo e realistico, con ambientazioni parigine non da cartolina e personaggi meno patinati. Un’occasione per scoprire una nuova voce della commedia francese contemporanea.

Détox è corta e veloce, con solo 6 episodi, della durata di circa 30–35 minuti ciascuno, e ciò la rende la serie perfetta per una sessione di binge-watching. Il ritmo è agile, senza momenti morti, perfetta per una serata libera o un fine settimana rilassante.

È una piccola perla che si guarda in poche ore, ma resta impressa. Se hai mai pensato di staccare dalla rete per ritrovarti, questa serie potrebbe convincerti a farlo davvero. È ideale per chi ama le commedie intelligenti e cerca qualcosa di nuovo, ma vicino alla vita reale. Se ti sei mai detto “Basta, stacco da tutto per un po’”, questa è la serie fa per te.

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