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I 10 Cartoni Animati più brutti degli Anni ’90

Gli Anni ’90 rappresentano, per molti di noi, gli spensierati anni dell’infanzia e della giovinezza; tutto ciò che è legato a quel tempo è avvolto da un manto di idealizzata magia, che ci porta a credere che tutto, in quegli anni, fosse più bello. Tuttavia, “un’infanzia felice è la peggior preparazione possibile per la vita” affermava Kinky Friedman e, per fortuna, esistono alcuni cartoni animati degli anni ’90 che hanno contribuito a macchiare l’idillio infantile quel tanto che basta a renderci gli adulti consapevoli che siamo oggi. È per questo motivo che siamo qui a ricordare proprio quei cartoni (veramente brutti), rendendogli l’omaggio che non sapevate meritassero.

Assodato dunque che siamo stati preparati meglio alle insidie della vita dalla brutta Angela Anaconda più di quanto abbia fatto Sailor Moon, ecco la classifica dei 10 più brutti cartoni animati degli anni ’90.

1) Remy la bambina senza famiglia (1996)

cartoni animati degli anni 90

Se è vero che dulcis in fundo, le tragedie arrivano sempre per prime. Partiamo dunque da Remy la bambina senza famiglia, l’anime prodotto dalla Nippon Animation e liberamente ispirato al romanzo Senza Famiglia di Hector Malot (da cui è tratto anche il più noto dolce Remì). Remy è una giovane cantante che viene notata, per la sua voce, dall’artista di strada Vitali, che la sottrae alla persona alla quale era stata precedentemente venduta da suo padre. Comincia così la sua vita nomade per le strade francesi insieme con la compagnia di artisti di Vitali, finché quest’ultimo non viene accusato e imprigionato per un incendio non appiccato da lui. La bambina rimane a quel punto sola, ma trova l’ospitalità della signora Milligan, il cui figlio Arthur non riesce a camminare a causa di una grave malattia. Il signor Vitali intanto esce di prigione e Remy riparte con lui; Vitali però è affetto da una grave malattia… (serve davvero continuare con la trama o possiamo già decretarlo tra i più brutti cartoni animati degli anni ’90?)

2) A tutto goal (1991)

cartoni animati degli anni 90

Anime giapponese ambientato in Italia, A tutto Goal ha ricevuto pochissimi consensi nel nostro paese, tanto da essere trasmesso di rado interamente su Italia 1, oscurato dal più noto Holly e Benji (vi ricordiamo qui un articolo in cui sono elencate alcune assurdità della trama del celeberrimo anime calcistico). Nella sua versione italiana, il protagonista è un orfano brasiliano di nome Carlos residente a Genova che, grazie al suo talento innato, riesce a entrare nella San Podestà Junior, il club più prestigioso della città. Qui incontra la rivalità di Eric Townsend, il forte attaccante inglese che finisce sempre per oscurarlo, ma non abbastanza da impedirgli di farsi notare dall’allenatore Bertini. Alla trama principale basata sui vari campionati calcistici è affiancata la storia d’amore tra il protagonista e Catherine, sorella del suo rivale Eric. Neanche quest’intricata rete sentimentale (chissà perché) è riuscita a salvare le sorti dell’Holly e Benji da discount A tutto goal, che si qualifica tra i cartoni animati degli anni ’90 dall’esito peggiore.

3) Mega Babies (1999)

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La serie televisiva animata canadese Mega Babies ha come protagonisti tre bambini provenienti dallo spazio che cercano di comportarsi come bambini veri, nonostante le mega fattezze e le mega disgustose azioni che continuano a compiere nell’arco di tutti gli episodi. La trama si limita proprio a questo: creare “divertimento” per i più piccoli attraverso il disgusto di sputi, caccole e così via (scelta decisamente discutibile, tanto da piazzarsi tra i peggiori cartoni di sempre anche nelle classifiche IMDb).

4) Angela Anaconda (1999)

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Angela Anaconda è la serie animata canadese caratterizzata dalla particolarissima peculiarità dei suoi personaggi, realizzati con ritagli di fotografie in bianco e nero, scelta di stile che non apporta assolutamente nulla alla trama se non un distacco maggiore da parte dei bambini spettatori, che difficilmente potranno identificarsi con alcuni di essi. Ma quello stilistico non è neppure l’aspetto peggiore del cartone: Angela pensa costantemente a come sabotare la sua acerrima nemica Nanette Manoir, immaginando macabre soluzioni per sbarazzarsi di lei: l’omicidio, il cannibalismo o altri classici pensieri simili, tipici di una dolce bambina di 8 anni. No?

5) Le magiche ballerine volanti (1996)

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Tra i peggiori cartoni animati degli anni ’90 è impossibile non citare quelli nati solo successivamente alla produzione dei giocattoli, risultando essere figli del marketing senza un’anima propria. È il caso de Le magiche ballerine volanti, prodotto dall’azienda statunitense Mego Corporation e quella francese Gaumont. Il cartone ha per protagonisti 5 studenti dell’Accademia di danza di Alta Speranza, chiamati dalla loro insegnante Sheela per difendere il regno dal malvagio Re Nero, in cerca di vendetta dopo esser stato surclassato da suo fratello nella successione al trono.

6) Mortal Kombat: Defenders of the Realm (1996)

cartoni animati degli anni 90

Oltre ai cartoni basati sui giocattoli, gli anni ’90 ci hanno regalato spesso anche cartoni basati su videogiochi, come nel caso di Mortal Kombat: Defenders of the Realm. Al centro della trama ci sono i combattenti radunati dal Dio del tuono Raiden per proteggere la Terra dalle minacce degli altri mondi. Nulla a che vedere con i bei cartoni con una “solida morale” come Angela Anaconda.

7) Scemo & più scemo (1995)

cartoni animati degli anni 90

La serie animata Scemo & più Scemo, prodotta da Hanna-Barbera e basata sull’omonimo film, venne cancellata dopo soli 13 episodi visto lo scarso successo ottenuto. La trama segue le avventure di Lloyd Christmas e Harry Dunne a bordo del loro van “Otto” a forma di cane, accompagnati dal castoro viola di nome Kitty, che finisce sempre per dimostrarsi più intelligente dei due protagonisti. La sfortunata serie andò in onda su RaiDue nel 1996, vista da così poche persone da diventare, probabilmente, un sogno per gli hipster nostalgici.

8) Calliou (1997)

Calliou

Calliou è la serie animata franco-canadese che ci mette definitivamente in guardia sulle produzioni canadesi degli anni ’90. Il cartone prende il nome dal suo protagonista Calliou, un dolce bambino di 4 anni intento a scoprire il mondo che lo circonda (composto principalmente da casa sua e dall’asilo), e che riesce a ottenere quasi sempre quello che vuole principalmente grazie ai capricci, elementi che rendono tale produzione non solo oggettivamente brutta, ma anche diseducativa. Altra caratteristica ad aver lasciato perplessi i telespettatori è l’aspetto fisico di Calliou, la cui mancanza di dialogo e capelli lo rendono più somigliante a un infante che a un bambino di 4 anni. È tutto sbagliato, ridateci Angela.

9) Tex Avery Show (1997)

Tex Avery Show

Tex Avery Show è probabilmente l’ultimo titolo che avreste mai immaginato in questa classifica. Eppure, la serie animata prodotta da Telcima, Les Studios Tex e DiC Entertainment, figura tra i peggiori cartoni animati degli anni ’90 non tanto per la qualità del prodotto in sé quanto per l’inestimabile importanza che Tex Avery ha avuto nella creazione dei cartoni animati come li conosciamo oggi; la serie animata risulta essere un omaggio postumo (dunque non approvato) a un genio dell’animazione che non avrebbe mai creato un prodotto come Tex Avery Show, distante anni luce dal suo genio creativo.

10) Hammerman (1991)

hammerman

La serie animata canadese e statunitense Hammerman ha avuto un successo equiparabile solo alla sua collega di classifica Scemo & più Scemo. Prodotta da DIC Animation City e Bustin’ Productions, l’accoglienza che ha riscontrato nel mondo è stata persino peggiore della sua durata (13 episodi totali). La storia è quella di Stanley Burrell, un uomo che possiede un paio di scarpe magiche parlanti che, una volta indossate, lo trasformano in Hammerman (ma a quanto pare funzionano con chiunque le indossi, facendo crollare completamente l’esclusività del protagonista). La parte peggiore, però, è nelle animazioni che risultano incredibilmente lente, pessime quasi quanto il doppiaggio dei personaggi (o quanto la trama, o la sigla), conquistandosi di diritto un posto tra i cartoni peggiori degli anni ’90.

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