Ogni giorno proviamo a raccontare le serie TV con la stessa cura e passione che ci hanno fatto nascere. Se sei qui, probabilmente condividi la stessa passione anche tu.
Se quello che facciamo è diventato parte delle tue giornate, allora DISCOVER è un modo per farci sentire il tuo supporto.
Con il tuo abbonamento ci aiuti a rimanere indipendenti e liberi di scegliere cosa raccontare, e in cambio:
✓ Accedi a oltre 700 articoli premium all'anno
✓ Ricevi consigli personalizzati su cosa vale la pena vedere
✓ Navighi senza pubblicità e su una sola pagina
Grazie: il tuo supporto fa davvero la differenza.
Gli appassionati di serie tv lo sanno: Novembre 2025 ha un nome ben preciso ed è Pluribus. Si tratta della nuova creatura di Vince Gilligan, aka la mente creativa dietro Breaking Bad e Better Call Saul. Una serie tv attesissima, che ha debuttato con il suo primo episodio su Apple TV e ha messo ben in chiaro le cose: Pluribus non vuole essere una copia di Breaking Bad o Better Call Saul (nonostante la protagonista di Rhea Seehorn, interprete della tanto amata Kim Wexler) e – anzi – è qualcosa di completamente diverso. Non manca, però, la genialità tipica di Vince Gilligan, il suo tocco inconfondibile.
Noi di Hall of Series – in occasione del lancio di Pluribus – abbiamo avuto l’onore di poter intervistare Vince Gilligan, Rhea Seehorn e Karolina Wydra.
Qui l’intervista integrale con Vince Gilligan 🎬
Vince Gilligan, parlando di Pluribus, ci ha raccontato come si è avvicinato all’idea di questa serie tv, e dell’approccio che contraddistingue il suo processo creativo.
“Mi avvicino a Pluribus nello stesso modo in cui mi sono avvicinato a Breaking Bad e Better Call Saul: partendo dai personaggi. Di solito invento un personaggio che trovo interessante, e poi la serie prende forma intorno a lu/lei.” – Vince Gilligan

Abbiamo imparato a conoscere e amare Vince Gilligan per la sua innata capacità di affondare le mani nella natura umana, carpirne i limiti, le deformazioni e – soprattutto – le brutture. Figlie de I Soprano, Breaking Bad prima e Better Call Saul poi ci hanno lasciato in balia di anti-eroi eccezionali, artefici e marionette di storie dai risvolti filosofici e psicologici estremamente vasti.
“Per Pluribus, non so nemmeno io con certezza quale sia il tema centrale, se non che sono affascinato dall’idea della felicità. La felicità è qualcosa con cui nella mia vita ho sempre avuto difficoltà, mi incuriosisce. E più invecchio, più mi chiedo: la felicitá è davvero così importante? Perché spesso è l’infelicità che ci spinge ad alzarci e a creare il mondo.” – Vince Gilligan
In merito ai temi principali di Pluribus, Vince Gilligan ci ha rivelato di non voler commettere lo stesso errore che ha commesso con Breaking Bad e Better Call Saul. Lasciando aperta agli spettatori la porta dell’interpretazione.

“Adoro quando le persone trovano temi profondi in Breaking Bad, poi in Better Call Saul, e spero ora anche in Pluribus, voglio che siano loro a dirmi di cosa parla la serie. Credo di aver commesso un errore anni fa, con Breaking Bad, quando dicevo alla gente cosa pensavo significasse lo show. Se potessi cambiare una cosa di Breaking Bad, sarebbe proprio quella: é il modo in cui in podcast e in altre interviste spiegavo ‘questo è ciò che significa’, ‘significa questo, non quello’… e forse non avrei dovuto.” – Vince Gilligan
Sta a noi spettatori, quindi, cercare di trovare una chiave di lettura per questo show complesso, ipnotico e straordinariamente diverso. L’unica cosa certa, ad ora, è che al centro di tutto c’è la felicità e Rhea Seehorn: musa ispiratrice di Pluribus.
“Trovo la felicità un tema affascinante. Ma detto questo, ho pensato a Pluribus prima di tutto dal punto di vista del personaggio, ed è così che l’ho affrontato. Lavorare mi rende felice. E più invecchio, più me ne rendo conto. Una volta, quando avevo 10, 20, 25 anni di meno […] non vedevo l’ora di avere del tempo libero. Ora invece, più passa il tempo e meno ne ho davanti, più capisco che amo davvero il mio lavoro. E ciò che amo del mio lavoro sono le persone con cui lo faccio e l’entusiasmo che hanno. E in Pluribus tutto comincia con Rhea Seehorn. Adoro lavorare per lei. Adoro contribuire a far sì che il mondo veda quanto è brava. È da tanto che merita di essere la protagonista di una sua serie. E mi piace vederla felice di farlo, mi piace il suo entusiasmo, e l’entusiasmo di Karolina Wydra, di Carlos Manuel Vesga, e di Samba Schutte.” – Vince Gilligan
A proposito di Rhea Seehorn e Karolina Wydra, abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere anche con le due meravigliose protagoniste di Pluribus.
Qui l’intervisa integrale 🎬
Una caratteristica che accomuna tutti i più grandi attori e attrici è la capacità di interpretare personaggi iconici, per poi trasformarsi ed essere in grado di incarnare ruoli completamente diversi. Ecco, guardando Pluribus ci basta pochissimo per dimenticare Kim Wexler. Carol è una protagonista diametralmente opposta all’avvocatessa di Better Call Saul. Ma è iconica a modo suo, nel suo essere riluttante, ribelle e squisitamente caotica.

“È stato davvero divertente interpretare un personaggio così emotivo, quasi del tutto incapace di controllare le proprie emozioni. Quando l’unico filtro che aveva nei confronti del resto del mondo, anche professionalmente, era sua moglie. Ma lei non c’è più. E ora si ritrova in questa situazione, e in più hanno aggiunto l’ostacolo di questo nuovo mondo, dove ci sono conseguenze per le emozioni caotiche di Carol.” – Rhea Seehorn
La gestione delle emozioni e il modo in cui queste si manifestano sono aspetti cruciali in Pluribus, soprattutto quando sullo schermo coesistono due poli diametralmente opposti, rappresentati da Carol (Rhea Seehorn) da un lato e da Zosia (Karolina Wydra) dall’altro.

“Mi sono chiesta: dove reprimere queste emozioni? Come devo esprimermi in questa scena o in quell’altra? Poter esplorare tutti questi aspetti è stata una delle cose più affascinanti per me. Questo, e anche le grandi domande legate all’essere un’eroina così riluttante. Continuavo a chiedermi: cosa faresti in questa situazione? Riusciresti a rialzarti da terra? Ce la faresti?” –Rhea Seehorn
Interpretare un personaggio scritto da Vince Gilligan non è mai un gioco da ragazzi. Questo vale ancora di più parlando dei personaggi di Pluribus e – in particolare – del personaggio di Zosia, interpretato da Karolina Wydra, che instaura un rapporto a dir poco unico con la protagonista Carol.
“Credo che la sfida più grande sia stata affrontare un percorso emotivo insieme a Rhea nelle scene che implicavano emozioni molto intense. Anche quando Carol era arrabbiata, non avere il livello di empatia necessario per ricambiare le sue difficoltà, ma al tempo stesso sapere di doverla sostenere nel processo, sapendo che una volta che si sarebbe ‘unita a noi’, avrebbe conosciuto la beatitudine e la gioia di ciò che stavamo vivendo. È stata una sfiga guardarla provare quelle emozioni, reprimerle, e ricordarmi: una volta che lei sperimenterà questa beatitudine, capirà quanto sia meraviglioso far parte di questo mondo.” – Karolina Wydra
“Sì, c’erano scene in cui io ero furiosa, le urlavo contro, e altre in cui piangevo e la supplicavo, e lei non poteva incontrarmi emotivamente a quel livello, e credo che questo dimostri il suo grande talento.” – Rhea Seehorn
Insomma, le premesse per una grande storia ci sono tutte. Certo, Pluribus non è un prodotto per tutti. Probabilmente – come è stato per Breaking Bad e Better Call Saul – avrà bisogno di tempo per essere apprezzato in tutte le sue sfumature e nella sua genialità narrativa. Ma noi siamo pronti a lasciarci sorprendere ancora una volta dal grande maestro Gilligan che, almeno con le sue storie, riesce sempre a renderci un po’ più felici.







