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A MasterChef 15 iniziano a slacciarsi sempre più grembiuli. Spesso si dice “nuovo anno, nuova vita” ma noi in Hall of Series non rinunciamo alle vecchie buone abitudini, come le interviste del venerdì ai concorrenti eliminati da MasterChef Italia, cooking show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy. Nella puntata di ieri sera abbiamo visto apparire Golden Pin e sparire cucine, e siamo poi “volati” in Messico per un Pressure al sapore di Tacos in cui anche i più forti sulla carta hanno accusato il colpo. A dover lasciare la cucina di MasterChef 15 – però – sono stati Gaetano (a seguito dell’Invention Test sulla marinatura) e Antonio, vittima di una piadina prima e di un taco poi.
Come ogni anno, noi di Hall of Series abbiamo partecipato a una round table di interviste con i due eliminati di MasterChef 15. Ecco cosa ci hanno raccontato Gaetano e Antonio.

Ormai lo sappiamo bene: MasterChef 15 non è solo una questione di padelle, marinature e shale. Dietro le quinte della MasterClass concorrenti di ogni estrazione sociale ed età imparano quanto l’amore per la cucina riesca a creare legami di amicizia unici. Non fanno eccezione Gaetano e Antonio, che ci hanno parlato più approfonditamente delle emozioni e delle simpatie createsi dietro le quinte.
Antonio: «Sicuramente quello che si vede in TV è la base, poi ci sono tutti i rapporti che si sono creati sotto la punta dell’iceberg come nel meme. […] Si è creato un rapporto molto bello e coeso. Siamo stati molto uniti. Faccio fatica a fare dei nomi: tutte persone fantastiche, ognuna a modo suo.»
Gaetano: «Quello che non si vede in televisione sono le emozioni e l’amicizia che si è formata tra tutti. […] La lezione umana è stata questa: ho una certa esperienza, mi definisco un teenager con trent’anni di esperienza. Ma anche potersi divertire, anche se si ha una certa età. Ero il più grande dei maschi, ma ho avuto questa adesione con tutti loro. Considerate che sono giorni e notti passati insieme: è un uragano che ti porta con una velocità impressionante. Si creano relazioni per le quali normalmente ci vorrebbero anni per essere così uniti.»
MasterChef 15 è un’esperienza che insegna tanto su noi stessi e sugli altri, e non potevamo fare a meno di dare uno sguardo al futuro, con i progetti dei due aspiranti chef e una novità importante che ci è stata rivelata da Gaetano.

Antonio: «Sicuramente inizierò a lavorare con i social. Vorrei far conoscere ancora di più la mia cucina arbëreshë e, un domani, magari anche le storie della cucina, cosa c’è dietro. Oltre alla cucina c’è sempre una storia. Mi piacerebbe raccontare queste storie, magari facendo il food blogger, ma anche raccontando chi c’è dietro una cucina. Spesso ci soffermiamo su come mangiamo e lasciamo una recensione, ma bisogna anche pensare a come si è arrivati a quel punto. Mi piacerebbe raccontare anche questo sui social.»
Gaetano: «Per me è un po’ più combattuta. […] MasterChef 15 Mi ha insegnato che per fare un piatto ci vuole una conoscenza perfetta di due cose fondamentali: tempo e tecnica. Io avevo il tempo e mi mancava la tecnica, e sono tornato a studiare […] Un’anticipazione: l’ultima frase detta a MasterChef è stata “ho detto che non potevo più essere un MasterChef se non mi ripescano, ma potevo essere uno chef”. Ho capito che avevo delle lacune, mi sono iscritto all’Alma e sto frequentando. Sto facendo il mio percorso, soprattutto con mio figlio che ora va all’alberghiero. È una cosa che sto facendo per lui. Io facevo l’architetto, ma dopo il divorzio ho deciso di tornare per stare vicino ai miei figli. MasterChef 15 mi ha dato la spinta per colmare quelle lacune. Non smetterò mai di ringraziare i giudici: quando inviti le persone a cena ed è tutto buono è una cosa, ma quando vai in una competizione del genere è diverso.»
MasterChef 15 è un percorso intenso, fatto di discese e salite e anche di introspezione personale, oltre che semplice tecnica in cucina.
Antonio: «A livello culinario le lezioni ci sono state in ogni cucinata, anche imparando da quello che fanno gli altri. Le lezioni ci sono sempre. La lezione personale è più un fattore di crescita: io sono diverso da quando sono entrato. Mi ha fatto crescere nel credere nelle mie potenzialità e nel fare le cose. Io ho sempre voluto partecipare a MasterChef, ci ho creduto, ci sono riuscito e un domani mi servirà a credere di più in me stesso. Spesso sono stato molto severo con me stesso: mi servirà da lezione.»
Il momento dell’eliminazione a MasterChef 15 porta con sé tante emozioni, piccoli incidenti di percorso e qualche screzio dettato dalla frenesia del momento, proprio di questo ci ha parlato Gaetano.
Gaetano: «Iolanda non c’entra assolutamente niente. Mi ha spento i fuochi, ma in dieci minuti, se avessi reagito diversamente, avrei recuperato. Le ho dato spazio io, non c’entra nulla. Anche quello che ho detto ai giudici non era per trovare una giustificazione: era per incolpare me stesso, perché non ero riuscito negli ultimi dieci minuti a riequilibrare la situazione. Mi sono lasciato prendere dal panico e poi si commettono errori. È una cosa mia, non di Iolanda.»
Mentre sui rapporti umani costruiti nel programma, il racconto di Gaetano si fa più emotivo: «La donna con cui ho legato di più è sicuramente Giuliana, una persona straordinaria. Anche lei credo sia andata nel panico e ha fatto un’uscita che non le dà merito. Con i ragazzi faccio più fatica a trovare qualcuno in particolare: sono un po’ lo zio. Ieri mi hanno scritto e chiamato tutti, con messaggi commoventi. Sicuramente con Jonny abbiamo lavorato insieme, lui per primo mi ha dato dello zio. Matteo Lee soprattutto i primi giorni: l’ho coinvolto, sono uno che coinvolge. L’ho trascinato in questo aperitivo. Sono stato l’unico a far bere un gin tonic a Matteo Lee, che era completamente astemio. Ho cercato, da persona un po’ più matura, di aprire il gruppo: dietro le telecamere si è formato un bellissimo rapporto.»
MasterChef 15 è da sempre un programma fatto di storie. Storie di aspiranti chef, storie di tradizioni e culture locali ed esotiche. Ed è per questo che – ogni anno – non smette mai di appassionarci.

Antonio: «Partendo dai partecipanti ma anche dalle selezioni, ognuno aveva una propria storia e un background. Anche questo arricchisce. Abbiamo raccontato le storie della famiglia italiana e questo fa capire cos’è la cucina italiana. È il mio concetto di cucina: una tradizione contadina, una cucina povera, di riciclo della materia prima. I nostri nonni erano prevalentemente contadini. La storia delle grandi famiglie della cucina italiana mi ha colpito molto.»
Gaetano: «La storia che mi ha colpito di più è proprio la mia. La storia di ogni persona è fatta dalle persone che incontri e che decidi siano o meno tuoi amici. A MasterChef ho trovato venti amici, e anche di più, come gli autori: persone che pochi nominano ma che ti stanno molto vicine. Li porto con me. Ora sono all’Alma, farò anche il cuoco, ma MasterChef mi ha insegnato che la cucina è convivialità. Anche quando si sbaglia va bene così: bisogna essere contenti di quello che si ha.»
Parlando di storie e rapporti umani, non poteva mancare una parentesi sul rapporto con i tre giudici Antonino Cannavacciuolo, Giorgio Locatelli (che abbiamo intervistato qui) e Bruno Barbieri.
Gaetano: «Barbieri è molto social, con lui andrei in giro tutto il giorno. Cannavacciuolo è il cuore della trasmissione: appena lo tocchi ti accorgi della vibrazione che ha. Locatelli è quello che mi ispira di più, con cui credo ci sia stato un feeling diverso: è un gentleman, una persona squisita, non ti dice mai una parola brutta anche quando potrebbe. Trova sempre un modo gentile per dirti una cosa che non va bene. Per noi è un incentivo per imparare. Trovo tutti e tre eccezionali.»
Antonio: «Caratterialmente Barbieri è quello con cui ho avuto più feeling. Cannavacciuolo è quello che ha più status lì dentro e si vede. Per il grembiule bianco ho fatto il creative test con lui ed è stato un motivo di “vanto” ottenere il suo sì. Locatelli lo definisco un padre: bastone e carota. È un gentleman, una persona di cuore. Quando deve bacchettare lo fa, nei modi gentili di un padre.»
In fine, non potevano mancare i pronostici sui potenziali vincitori, i concorrenti che più di tutti Gaetano e Antonio ritengono meritevoli della vittoria finale.
Gaetano: «Ci sono tantissime persone che possono dire la loro. Quello che ammiro tantissimo è Alessandro, per me alcuni suoi piatti sono opere d’arte. Franco, se tira fuori un po’ di grinta, è il mio preferito, il mio nipotino.»
Antonio: «Prima di uscire mi sono avvicinato ad Alessandro e gli ho detto “vinci”. Io in lui credo tantissimo. È una Masterclass ad altissimo livello: possono vincere tutti. I Mattei sono una forza della natura, Carlotta e Dunia hanno una cazzimma incredibile. È un’edizione in cui può vincere chiunque.»
Insomma, la gara è apertissima e noi spettatori non vediamo l’ora di vedere cos’altro bolle in pentola in questa entusiasmante edizione di MasterChef 15, in onda tutti i giovedì in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, sempre disponibili on demand.







