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Agents of S.H.I.E.L.D. 5×22 – We save lives

Agents of shield
Agents of shield 5x222

Siamo giunti al termine di questa quinta stagione di Agents of S.H.I.E.L.D. con un finale giusto, ma non privo di qualche ombra. Inevitabilmente l’articolo conterrà SPOILER quindi, se ancora non avete visto la puntata, aspettate a leggere!

Un season finale che, nonostante deluda parzialmente le aspettative, porta perfettamente a conclusione gran parte delle tematiche presentate lungo l’arco della stagione.

Sin dal ritorno dalla pausa invernale, infatti, gli autori hanno cercato di rappresentare lo scontro ideologico tra due filosofie, quella della speranza e quella della rassegnazione (come avevamo detto qui). Mentre la prima portava verso la strada delle compassione e del “salvataggio”, la seconda è stata quella delle scelte più azzardate – quelle di Fitz – e delle degenerazioni criminali – quelle di Yo-Yo. Un vero e proprio scontro ideologico volto a domandarsi sino a che punto sia lecito spingersi per la causa nella quale si crede. E soprattutto: Cosa distingua veramente chi cerca di fare il bene a tutti i costi da chi, invece, compie il male?

A rappresentare più di tutti gli altri la linea della speranza è Mack, il quale, giustamente, si impone come uno dei protagonisti assoluti dell’episodio. Eletto comandante dai compagni con un plebiscito, opta per la linea dell’altruismo: tentare di salvare più vite possibili prima di dedicarsi al combattimento finale.

A perire, in tutti i sensi, è quindi la linea dura, quella della rassegnazione. Dispiace dover salutare il Leopold Fitz di Iain de Caestecker, uno dei personaggi maggiormente cresciuti nell’arco dei cinque anni. A rendere ancora più intenso il momento della morte dello scienziato è la sua vicinanza con Mack. In questo caso gli sceneggiatori giocano con i nostri cuori, riportandoci alla mente quanto l’amicizia tra i due sia stata fondamentale per entrambi. Addio Leopold, ci mancherai – forse…

La risoluzione della questione Graviton viene lasciata, invece, completamente nelle mani di Daisy. Lo scontro tra la ragazza e Talbot è molto intenso e si nutre, anch’esso, dei principi guida dell’episodio. Il combattimento, e la conseguente morte (?) del generale, sono infatti dovuti alla sua scelta di non fidarsi né di Daisy né dello S.H.I.E.L.D. La drastica soluzione viene scelta dalla ragazza solo come ultimo e inevitabile atto per salvare la Terra.

Per quanto sia stato un bello scontro finale, credo sia mancato il fondamentale collegamento con gli eventi di Infinity War. Certo, il motore della smania di Talbot era il suo desiderio di sconfiggere Thanos, ma qualche accenno più concreto non avrebbe fatto male.

L’affidarsi alla speranza è anche l’arma vincente che permette agli Agents of S.H.I.E.L.D. di rompere il loop. Il non seguire cinicamente le parole della Yo-Yo futura – lasciando decidere allo stesso Coulson se curarsi – è la modalità che garantisce la vittoria finale.

Per quanto non sia stato il finale della Serie, parrebbe essere però il congedo al personaggio di Clark Gregg. Decidendo autonomamente di non iniettarsi il siero, Coulson sceglie di morire, portando al tanto agognato cambio del futuro. Lo abbandoniamo dunque sulla spiaggia di Tahiti, il luogo che “lo aveva riportato in vita”, incerti se lo rivedremo ancora combattere al fianco dei compagni. L’unica consolazione è che al suo fianco vediamo Melinda May pronta a vivere, forse per poco, la storia d’amore sempre rimasta in sospeso tra i due.

Per concludere ho trovato il finale ben scritto – arrivando al culmine del percorso sulla speranza – ma meno incisivo di quello che avrebbe potuto essere. Sicuramente sono tante le domande su quello che potrà accadere nella sesta stagione, in uscita nella primavera 2019. Coulson abbandonerà definitivamente il team? Si ricostituirà nuovamente uno S.H.I.E.L.D. ufficiale sotto la guida dell’agente Mackenzie?. Insomma, la curiosità è tanta e sarà dura aspettare così a lungo!

Ringrazio tutti quelli che hanno avuto voglia di seguire Agents of S.H.I.E.L.D. anche attraverso queste recensioni. È stato un piacere viaggiare nello spazio con tutti voi!

Un saluto ed un grazie agli amici Agents of SHIELD ITALIA!

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Written by Lorenzo Berti

Da piccolo volevo essere Hercules. Da adolescente, prima Pacey Witter e poi Seth Cohen. Fino a poco tempo fa avrei voluto fare un colloquio per la Sterling-Cooper, ma ora non ne sono più sicuro. E se provassi ad entrare nello S.H.I.E.L.D? Non mi prenderebbero, passo troppo tempo sul divano a guardare Serie Tv..

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