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Forse ancora un po’ sconosciuta al pubblico italiano, Abbott Elementary è proprio la ventata di aria fresca di cui aveva bisogno l’universo delle comedy. Disponibile su Disney +, questa workplace comedy creata da Quinta Brunson racconta le vicende di un gruppo di insegnanti di una scuola della periferia di Philadelphia. Oltre a fornire un interessante spaccato sul mondo delle scuole pubbliche, questa brillante serie tv ha molto da dire anche a chi non ha nulla a che vedere col mondo della scuola.
Attraverso le loro peripezie e difficoltà quotidiane, gli insegnanti della Abbott Elementary non si limitano a impartire nozioni ai loro allievi, ma trasmettono loro, e anche a noi spettatori, importanti lezioni di vita. Questo vale in particolare per Janine, una delle insegnanti più giovani della scuola, interpretata dalla stessa Quinta Brunson, nel quale lo spettatore è spesso portato a rispecchiarsi.
Ecco cinque importanti lezioni di vita che ho imparato da Abbott Elementary.
1. A volte non mollare è già un grande successo

A un certo punto della propria vita o della propria carriera è possibile trovarsi in una situazione che sembra senza via d’uscita. Nonostante diamo tutti noi stessi, alla fine non riusciamo a risolvere il problema e ci sentiamo dei veri e propri falliti. Degli incompetenti, come se il nostro meglio non fosse abbastanza. Nell’episodio della seconda stagione di Abbott Elementary intitolato Insegnante dell’anno, Janine è alle prese con uno studente difficile. Dopo aver sperimentato diverse soluzioni, senza successo, decide di convocare la madre dell’alunno. Quest’ultima, però, accusa Janine di essere una pessima insegnante, incapace di fare il suo lavoro. E Janine finisce col credere a queste parole, dato che, nonostante abbia fatto del suo meglio, la situazione non è migliorata. Barbara, vedendola il lacrime, recita uno dei discorsi più belli e motivanti che si siano sentiti di recente in una serie tv. Nonostante la nostra buonafede, le persone possono criticarci e mortificarci, ma non bisogna mai gettare la spugna. Come dice Barbara: “Qualcuno ha gettato fango sul mio nome, qualcun altro mi ha dato dei fiori. Ma per me è tutto un giardino”. Attraverso le parole di Barbara, Abbott Elementary ci insegna che a volte ci sono dei problemi troppo difficili per poter essere risolti in breve tempo. L’unica cosa che si può fare in questo caso è rialzarsi, andare avanti e dare il meglio di sé, giorno per giorno. Non arrendersi, a volte, è già il più grande successo.
2. Siamo stati tutti gli ultimi arrivati

Quante volte capita di trovarsi in una situazione nuova, sul lavoro e non solo, e di non avere il coraggio di chiedere aiuto? Ebbene, una cosa che tendiamo a dimenticare è che tutti, persino colui che è diventato il punto di riferimento in una determinata situazione, sono stati a un certo punto nella nostra stessa posizione. Nella serie Janine, Gregory e Jacob riescono a trovare in Barbara e Melissa dei punti di riferimento imprescindibili, delle vere e proprie mentori. Alla Abbott Elementary non esiste il nonnismo. Esistono solo insegnanti più esperti che, con il loro esempio e i loro preziosi consigli, offrono il loro aiuto ai nuovi arrivati per il bene della scuola e degli studenti. Purtroppo, nella vita reale non è sempre così. Ma proprio per questo nel momento in cui ci troviamo in una posizione di potere non dobbiamo dimenticarci che anche noi siamo partiti da zero. In particolare, nel primo episodio della quinta stagione, intitolato Team Building, Janine è gelosa che l’ultimo insegnante arrivato a scuola abbia attirato le attenzioni di Barbara. In un momento di debolezza, però, il nuovo arrivato si rivolge proprio a lei, imbarazzato, per farle una domanda “stupida”. A questo punto, Janine si rende conto che quello che per lei è ormai scontato, per qualcun altro non lo è. La ragazza si accorge così di aver maturato molta più esperienza di quanta ne avesse all’inizio, tanto da poter diventare lei stessa un punto di riferimento per qualcuno. Insomma, quello che Abbott Elementary ci insegna è che tutti noi, a un certo punto della nostra vita, siamo stati gli ultimi arrivati. E, a dispetto di come siamo stati trattati, non dobbiamo dimenticarcene quando ci sarà qualcuno che avrà bisogno di aiuto.
3. La famiglia vera è quella che ti scegli

Nella serie vediamo i personaggi agire prevalentemente nel loro ambiente lavorativo. Tuttavia, come accade normalmente nella vita reale, esso diventa anche un luogo in cui, volente o nolente, entrano in gioco dinamiche private che derivano dal bagaglio personale di ciascun personaggio. In particolare, è evidente sin dall’inizio che Janine sia alla costante ricerca della figura di riferimento che non ha avuto nella sua infanzia. Nel corso della serie, infatti, apprendiamo che Janine è cresciuta senza un padre, con una madre incostante e assente, e una sorella che ha colto al volo l’occasione di allontanarsi da un ambiente così disfunzionale. Senza rendersene del tutto conto, la ragazza trova ben presto la madre che avrebbe sempre desiderato in Barbara. E nonostante quest’ultima abbia già la sua famiglia, è sempre pronta a aiutare Janine nel momento del bisogno. Lo vediamo nella seconda stagione, quando la madre di Janine, Vanetta, riappare all’improvviso per chiederle dei soldi. È però nell’episodio della quinta stagione Birthday che finalmente Janine riesce a vedere la madre per quello che è davvero e decide di non volerla con sé alla cena del suo compleanno, invitando invece Barbara. Anche la storia di Ava è in un certo senso simile a quella di Janine. Nella quarta stagione, scopriamo che Ava è stata abbandonata dal padre e quando quest’ultimo decide che vuole rientrare nella sua vita, lei non è disposta a perdonarlo subito. Come abbiamo già accennato, però, la serie ci mostra che la famiglia è qualcosa che si crea e si allarga. Barbara e Melissa spesso passano insieme le festività, Melissa offre un tetto a Jacob, mentre Ava passa la vigilia in compagnia della sua “work family“, ovvero Janine e Gregory. I quali, piano piano, stanno costruendo una loro famiglia.
Abbott Elementary ci insegna che la famiglia non è necessariamente quella di sangue, ma quella composta dalle persone che ti sono state accanto ogni giorno.
4. Non tutti possono essere salvati, non tutto può essere aggiustato

Abbiamo detto che Abbott Elementary ci insegna che a volte la chiave per il successo sta nel non mollare. Allo stesso tempo, però, bisogna capire quando vale la pena farlo. Ricollegandosi al punto precedente, sarebbe stata una scelta facile far riconciliare Janine e sua madre, Ava e suo padre. Quando scopre la storia di Ava, Janine vorrebbe in effetti aiutarla. Tuttavia, come dice la stessa Ava, non tutte le cose si possono aggiustare. Abbott Elementary non ha scelto la strada facile, ha scelto quella più realistica. Non sempre, infatti, le persone sono disposte a cambiare. Non importa tutto l’aiuto che tu puoi dare a qualcuno, se questo qualcuno non vuole essere aiutato. In questi casi, dunque, scegliere ciò che è meglio per se stessi è più che legittimo. Non solo. La serie ci insegna chiaramente che non bisogna fissarsi troppo sul voler cercare di aggiustare qualcosa, perché talvolta si finisce per peggiorare la situazione, mettendo a repentaglio la propria salute. Ce lo dimostra anche l’episodio della prima stagione, Lampadina. Come anticipato dal titolo, già preoccupata per questioni personali, Janine trasferisce tutta la sua ansia su una lampadina parzialmente fulminata, decidendo di volerla aggiustare a tutti i costi. Il problema è che, come prevedibile, finisce per creare problemi più gravi, alla scuola e a se stessa. Eppure, la serie non smette di stupirci. Barbara e Melissa non dicono a Janine di smettere di tenere troppo ai ragazzi e alla scuola. Al contrario, le fanno capire che se ci tiene così tanto, deve salvaguardare le proprie energie per poterle dedicare a ciò che conta davvero.
5. Bisogna fare quello che si può con quello che si ha

Gli insegnanti della Abbott Elementary sono davvero dei maestri dell’arte di arrangiarsi. In una realtà difficile come è quella di una scuola pubblica di periferia, i nostri protagonisti fanno davvero di tutto per garantire il successo dei loro alunni. E come fanno? Semplice, concentrandosi non su quello che manca, ma su quello che c’è. E’ ancora una volta Barbara a spiegarlo a Janine nel terzo episodio della prima stagione, Lista dei desideri. Nella puntata, gli insegnanti della Abbott sono invitati a stilare una lista dei materiali scolastici di cui avrebbero bisogno, in modo da chiedere donazioni alla comunità locale. Grazie alla collaborazione di Ava e a un appello su TikTok, Janine riesce ad ottenere quasi tutti i materiali richiesti, mentre Barbara non riceve il necessario. Nonostante i rifiuti di Barbara, Janine decide di aiutarla con un altro video, in cui però Ava esagera la situazione degli studenti della Abbott per generare compassione. Nonostante alla fine Barbara scelga di tenere le donazioni per il bene dei suoi alunni, in un confronto con Janine spiega che far pesare agli studenti la mancanza di qualcosa è controproducente, mentre piuttosto bisogna concentrarsi sullo sfruttare al meglio le risorse che gli studenti hanno a disposizione. Come le altre trasmesse dalla serie, questa lezione vale non solo per gli insegnanti, ma per chiunque si trovi in difficoltà. Insomma, nella vita a volte capita di ritrovarsi con le minime risorse a disposizione, materiali o emotive che siano, ma invece di pensare a ciò che ci manca, dovremmo cercare di fare il meglio che possiamo fare con ciò che abbiamo. E va bene così.





