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Perché 11.22.63 è all’altezza del libro di Stephen King

11.22.63
11.22.63

Ricordo che quando finii di guardare l’ultimo episodio di 11.22.63 mi rimase leggermente l’amaro in bocca. Non per il finale: sapevo come sarebbe andata a finire, avendo già letto il romanzo, ma perché ebbi l’impressione che, per quanto in sé fosse stata una bella Serie, non fosse stata all’altezza del libro.

Ripensandoci ora, però, ho rivalutato in buona parte quell’impressione, e non solo perché le mie aspettative, dopo quel capolavoro di quel genio del male di King erano probabilmente troppo alte, ma anche per tutta una Serie di aspetti positivi della Serie stessa. Eccone alcuni:

1) L’immagine, le ambientazioni e i “costumi”

11.22.63

L’impatto visivo di questa Serie è notevole. È assolutamente piacevole da guardare e oltre ai panorami naturali già suggestivi di loro, abbiamo una tale cura dei dettagli nell’aspetto dei luoghi, nel modo di vestire e di comportarsi della gente del passato da dare davvero l’impressione di trovarsi tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60. Tutto, dai colori alla musica, contribuisce a dare questa sensazione.

Dopo un primissimo impatto forse disorientante, ci abituiamo e ambientiamo in questo tempo e in questo luogo, tanto che quando si torna ai nostri tempi, tutto risulta strano.

Scritto da Antonia Perreca

Sono una stramba nerd libromane con una folle passione per Stephen King.
Mi piacciono le sportive d'epoca, il rock d'altri tempi, le camicie a scacchi, la metà del tempo faccio riferimenti che nessuno capisce... Insomma, sono Dean Winchester al femminile!
Nella vita leggo libri e guardo Serie Tv, e nel tempo che avanza cerco di far rientrare studio e lavoro. Ma le prime due hanno la precedenza, sia chiaro!

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