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Purtroppo lo sapete: nei giorni scorsi ci ha lasciato Chuck Norris. L’attore, da noi ricordato così, è scomparso il 19 marzo 2026 all’età di 86 anni. Volendo scherzarci sopra con un filo di ironia malinconica, ci piace pensare che Chuck Norris, semidio inossidabile e immortale, abbia a un certo punto concesso qualcosa al tristo mietitore, giusto per assolvere a quell’inevitabile passaggio che riguarda ogni essere umano. Una concessione magnanima, in sostanza. Perché la morte deve comunque arrivare, ma se avesse voluto… sapete anche questo.
Lo diciamo per il motivo che potete immaginare: oltre a esser stato un notevole artista marziale e un attore popolarissimo del cinema e della televisione d’azione, grazie soprattutto all’indimenticabile Walker Texas Ranger, è stato anche il primo grande meme della storia del web. Un apripista, per molti versi.
Non il primo in assoluto, sia chiaro, ma vogliamo davvero formalizzarci di fronte alla maestosità di Chuck Norris?
No, dai: non è stato uno dei tanti.
Al di là del fatto che non sia stato effettivamente il primo meme di sempre, è stato uno tra i più virali in un periodo storico in cui i social network di contemporanea concezione non esistevano nemmeno. Il primo meme davvero universale, senza esagerare.
La figura di Chuck Norris, ovviamente inconsapevole di tutto ciò, si è trasformata in un paradigma che ha plasmato buona parte dei meme che imperversano ogni giorno nelle nostre vite: dal Twitter humor allo s*itposting, passando più in generale per i meme template, le ironie sull’attore, anche così consegnato alla leggenda, hanno contribuito significativamente alla creazione di un linguaggio universale per un formato replicabile in modo semplice da chiunque.
Insomma, Chuck Norris è un uomo che può essere raccontato in tanti modi diversi. E noi, oggi, scegliamo l’ironia. Con una storia che chi ha tra i 35 e i 50 anni dovrebbe conoscere nei suoi sviluppi più generali, ma che potrebbe essere del tutto nuova per i più giovani.
I Chuck Norris Facts

Correvano gli anni Duemila: intorno al 2005, mentre Facebook emetteva i suoi primi vagiti ed era ancora sconosciuto in Italia, tra forum, blog e siti dedicati iniziò a diffondersi un trend molto particolare. Siti come 4chan stavano definendo il linguaggio dei meme moderni e Chuck Norris, conosciuto fin lì per i ruoli al cinema e in televisione, divenne protagonista di un immenso filone di battute: ironizzando sulla figura del macho capace letteralmente di tutto, un emblema della virilità stereotipata che non deve chiedere mai, nacquero i cosiddetti “Chuck Norris Facts”.
Wikipedia ha dedicato un’intera pagina al fenomeno, definendolo come una serie di notizie inventate e inverosimili diffuse online a scopo goliardico, spesso legate alla forza, alla mascolinità e alle abilità marziali di Norris. Esasperate, chiaramente, fino al paradosso.
Un esempio, giusto per rendere l’idea: “Una volta hanno fatto uno scherzo a Chuck Norris. Hanno attaccato una monetina all’asfalto. Chuck Norris, senza fare una piega, ha preso tutta la strada. Ora ha Dallas nel portafoglio”. Dai, un’altra: “All’ultimo esame della vista, Chuck Norris ha letto distintamente, dalla distanza di dieci metri, tutti gli sms presenti nel cellulare che l’oculista teneva nel taschino del camice. Che era spento”. I due spunti sono tratti da un articolo del Corriere della Sera del 20 ottobre del 2006, e basta anche solo questo per restituire la viralità del fenomeno: arrivò a parlarne persino il quotidiano più istituzionale d’Italia.
Il fenomeno è a suo modo unico, anche se non nacque con lui. Prima di Chuck Norris, infatti, si era fatto altrettanto con Vin Diesel.
Il format esisteva già. Le battute erano simili. Eppure non funzionavano allo stesso modo. La figura di Chuck Norris, per l’impatto socioculturale che ha avuto, era ancora più adatta allo scopo. Norris, d’altronde, era già percepito come invincibile grazie a serie come Walker Texas Ranger e aveva un’immagine pubblica monolitica. Era perfetto per essere trasformato in una figura quasi mitologica.
Struttura breve, logica assurda e ribaltamento delle leggi fisiche: l’iperbole costante “riscrisse” le narrazioni sul “superuomo” Chuck Norris attraverso un formato fruibile da chiunque. Ogni volta che ci si imbatteva in uno di questi “facts”, ne nascevano altri cento in ogni lingua possa venirvi in mente. Così i meme, fin lì condivisi da nicchie frammentate, trovarono una prima straordinaria cassa di risonanza su un pubblico trasversale in mezzo mondo, divertito dal trend.
Chuck Norris divenne quindi l’anello di congiunzione ideale tra i meme degli albori e le battute proposte da Conan O’Brien nella sua trasmissione, spesso indirizzate allo stesso attore. Ciò fu poi incubato nel terreno fertile dei canali IRC e forum come Something Awful, e il resto è storia. Una storia virale quando quella parola faceva ancora pensare, primariamente, alla diffusione di un virus.
Chuck Norris, dal canto suo, accettò di buon grado questa particolarissima situazione, senza mai strafare: mostrò una notevole autoironia nei vent’anni successivi, arrivando a raccontare uno dei “facts” in una scena de I Mercenari 2, film che più di ogni altro poteva accogliere lo spirito del trend. Ma non solo: nacquero nel tempo libri, merchandising di ogni tipo e progetti paralleli, alimentando il mito e garantendogli una certa longevità.
La figura di Norris, d’altronde, è stata perfetta per lo scopo fino alla fine.
Noi abbiamo ironizzato all’inizio dell’articolo, ma parliamo di un uomo che lo scorso 10 marzo, una settimana prima di morire, aveva pubblicato un video su Instagram per celebrare così il suo 86esimo compleanno. Eccolo:
“Non invecchio: salgo di livello”, disse con la solita ironia.
Ripetiamo: aveva appena compiuto 86 anni e si mostrava a dir poco in gran forma. La leggenda, allora, supera ogni forma di immaginazione. Fa piacere, di conseguenza, osservare come è stato celebrato da un’infinità di persone nei giorni che hanno accompagnato la sua scomparsa: i Chuck Norris Facts sono tornati in auge tra i 30-40enni, aggiornati e ancora fedeli allo spirito originario, mostrando come quello spunto abbia avuto una forza tale da rimanere impresso nell’immaginario comune. Lo salutiamo, quindi, con uno dei suoi facts preferiti, il modo ideale per celebrare la memoria di una curiosissima pagina del web: “Si è tentato di scolpire il profilo di Chuck Norris sul Monte Rushmore, ma il granito non era abbastanza duro per rappresentare la sua barba”.
Visto che parliamo di un monumento americano, consigliamo un secondo tentativo: andrà comunque male, ma è giusto provarci.
Antonio Casu

