Vikings è una delle serie tv più iconiche dell’ultimo decennio, un prodotto capace di costruire un immaginario ben preciso, diverso da tutto il resto. Vikings doveva essere inizialmente una miniserie, ma grazie al successo ottenuto è riuscita ad allargare le proprie mire, finendo per raccontare un periodo storico molto più ampio. A un certo punto, come tutte le grandi serie, Vikings ha dovuto affrontare uno spartiacque. Il turning point di cui parliamo è la morte di Ragnar, il protagonista. Il personaggio interpretato interpretato da Travis Fimmel era l’anima della serie. Il leader magnetico e carismatico capace di catalizzare su di sé l’attenzione del pubblico in tutte le storyline affrontate nel corso delle stagioni. Oggi vogliamo concentrarci sulla morte di Ragnar Lothbrok e sulle conseguenze che questa ha avuto ai fini della trama di Vikings da un punto di vista strutturale.
Che cos’è lo schema di Propp e quanto ha influito ai fini della trama di Vikings
Ragnar Lothbrok, interpretato da Travis Fimmel
Vladimir Propp è stato un linguista e antropologo, studioso delle origini storiche della fiaba nella società. Dagli studi di Propp emerse una certa ridondanza strutturale nelle fiabe e nei miti popolari. Tale struttura prevede la presenza di una serie di personaggi fissi, canonici, dei punti di riferimento attorno ai quali si evolve la narrazione. Dall’analisi di Propp si evince che non è tanto importante chi sia il personaggio in quesitone, quanto più le azioni che quest’ultimo compie attraverso le proprie caratteristiche, fisiche e non. Lo schema di Propp riconosce il ruolo di protagonista, antagonista, aiutante e tanti altri ruoli rimasti centrali nella struttura della narrativa degli ultimi secoli. Quello che accade in Vikings dopo la morte di Ragnar è immediatamente riconducibile agli studi di Propp.