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Athelstan: il labirintico gioco di Dio e il sadismo di Odino

Athelstan

La mente umana è costantemente afflitta e segnata dalle proprie contraddizioni. Tali discrepanze scavano nell’inconscio umano fino a destabilizzare l’intera esistenza dell’individuo. In questo conflitto di convinzioni e idee l’uomo ha sempre sguazzato scegliendo sempre la via più semplice e fascinosa, dimenticando spesso la falsità delle apparenze e il malevolo fascino della carne. Abbiamo sempre carpito l’ovvietà delle cose accettando blandi compromessi e inique condizioni. Ma cosa succede quando ci ribelliamo alle nostre paure e scegliamo di essere coerenti? Cos’è nascosto nel profondo delle nostre coscienze? Cosa dobbiamo aspettarci dal lato più oscuro e nascosto della nostra indole? Inutile provare a rispondere a questi primordiali interrogativi poichè la soluzione di questi enigmi è celata in quella coltre densa e diabolica che solo la nostra fede può dissolvere. È solo tramite l’accettazione del duro prezzo della coerenza che possiamo rendere possibile tale condizione. Athelstan è la testimonianza dell’ardua prova cui Dio, qualsiasi esso sia, vuole sottoporci per far sì che le nostre domande trovino finalmente una risposta.

Athlestan è, per il mondo di Vikings, l’anello di congiunzione tra due realtà che si accusano di ipocrisia a vicenda ma che sono entrambe lo specchio della natura selvaggia umana.

In uno scenario dove l’asservimento alla propria fede e la chiusura mentale a nuove prospettive giocano un ruolo fondamentale non vi è spazio per i martiri o gli eroi silenziosi, quelli che non lottano in battaglia e non fanno sfoggio della propria forza. Paradossalmente l’imbattibilità e la virilità di una società Vichinga vengono messe in discussione dall’innocenza e dalla paura di un semplice e debole monaco.

AthelstanAthelstan viene sradicato dal suo mondo in uno scenario di morte e sotto lo sguardo sarcastico del suo Dio. Egli si aggrapperà all’unica cosa che secondo lui poteva salvarlo dalla sete di sangue degli “uomini del Nord”: il proprio libro Sacro. Questo atto inconsulto e apparentemente sconclusionato illuminerà la coscienza animale di Ragnar costretto a meravigliarsi della foga protettiva del monaco nonostante l’incombente esecuzione.

Perché tra tanti tesori inestimabili questo debole omuncolo protegge un libro senza valore? Tra tutti i beni razziati in quel monastero il più prezioso consiste proprio in questa scintilla che segnerà per sempre il futuro Re.

Mettersi contro la propria gente, tra cui il miglior amico Floki, è un esiguo prezzo da pagare nella mente di Ragnar per scoprire ciò che i propri Dei gli hanno scrupolosamente nascosto. Quelle rotte inedite da lui scoperte sono forse l’inizio di una nuova frontiera della fede e della conoscenza. Nonostante il suo blando vigore fisico e il suo opprimente stile di vita Athelstan si dimostrerà forte e imperterrito nel voler custodire integra la sua coscienza e il suo patrimonio culturale. Sceglierà di ferirsi brutalmente pur di mantenere la sua chierica, unica testimonianza rimasta della sua vita da monaco. Le risate e il sarcasmo dei suoi nuovi concittadini non demordono il volenteroso prete che continuerà a professare ciò in cui egli crede, a qualsiasi costo.

Athelstan

Ma l’animo umano è corruttibile e in continua evoluzione. Lo spirito di sopravvivenza prende sempre il sopravvento e il fascino degli Dei è fuori discussione. Odino entra nella coscienza di Athelstan e convince il fervente cristiano a mettere in discussione le proprie radici trasformandolo in un vichingo. Mentre Ragnar è sempre più curioso e assetato di conoscenza il suo amico Athelstan, che nel frattempo entra nel cuore di tutta Kattegat, fa un viaggio intrinseco per scrutare aldilà della propria indole. La tonaca e la Croce cristiana diventano lontani ricordi e lo spirito Vichingo e l’asservimento agli Dei diventano i nuovi capisaldi della sua vita.

Quando Athlestan vedrà il cielo non cercherà il suo Dio ma  proverà a udire i colpi del martello di Thor!

AthelstanIl viaggio in Wessex per razziare e combattere sarà il suo battesimo del fuoco. La paura diventa coraggio, l’arte diventa combattimento e la morte diventa un’amica in grado di portarti nel Valhalla. Athelstan è un guerriero vichingo affamato d’oro e bramoso di tesori. Ed è in quel momento, quando sembra che Odino combatta al suo fianco, che il gioco di Dio si palesa. Gesù venne mandato tra gli umani per patire dolori e torture. La fede cristiana è sofferenza, amore e povertà. L’unico Dio Cristiano tornerà nella vita di Athlelstan attraverso l’unica maniera che può indurre l’anima umana ad ascoltare la sua voce: attraverso il dolore.

Athelstan dovrà subire la stessa tortura che Gesù, il figlio di Dio, subì per mano degli uomini. E quando finalmente l’anima lacerata dal dolore invocherà a gran voce il nome di Dio, egli si presenterà.

AthelstanIl provvidenziale intervento di Re Ecbert ha il sapore di un monito divino. La strada per la redenzione è davanti agli occhi di Athlestan, e parla inglese. Egli muore nuovamente per rinascere come prete cristiano. Un ibrido, una via di mezzo, tra un monaco ed un vichingo. Una nuova vita all’insegna dell’amore di Dio ma con il fardello di Odino. Vivere e coltivare l’arte della miniatura come un Cristiano senza privarsi dei vincoli e dei piaceri carnali di un vichingo. L’amore di Ecbert illumina nuovamente la sua vita ma da il via al conflitto che lo porterà alla rovina. Le visioni che avrà gli faranno mettere in dubbio tutta la sua vita passata e presente. Le risposte cominciano a scarseggiare e la pace sembra allontanarsi. Stranamente il suo Dio non può riscaldarlo completamente perché:

“Nella gentile pioggia che viene giù sento il mio Dio. Ma nei tuoni sento ancora Thor”

Per dare pace alla sua anima combattuta tra due mondi dovrà nuovamente tornare tra le braccia di Odino e della sua gente. Il richiamo di quel mondo selvaggio ma affascinante è troppo forte e questa volta vivrà la sua diversità come un vanto e come un bene da preservare. Contribuirà la sua ricerca e amplierà ancor di più i confini della mente di Ragnar. Il coraggioso Re vichingo è sempre più affamato e curioso di scoprire ogni singola sfaccettatura del mondo. Vede in Athlestan un amore e una perseveranza sfrenata per gli uomini e per le creature di Dio. Il che lo spinge a mettere in discussione ogni sua convinzione. L’esasperazione di tale condizione spingerà Ragnar a inginocchiarsi e a chiedere ad Athelstan di illuminarlo alle preghiere cristiane. Atto maldestro per un vichingo ma illuminante.

AthelstanLa fede torna ad illuminare la vita di Athlestan.

Le visioni sempre più insistenti profumano del volere di Dio. Finalmente la sua anima trova la pace e la fede necessaria per allontanare Odino e abbracciare definitivamente il Dio cristiano. Ma la violenta e sadica divinità Norrena non può accettare tale sconfitta. Attraverso segnali eloquenti e sanguinolenti visioni, il vendicativo Odino incita il suo fuoriso adepto Floki alla rappresaglia verso Athelstan. Il sangue che scorre dalle reliquie puzza di morte e di oscuro presagio. Mentre Athelstan è in ginocchio, seminudo come Gesú durante la crocifissione mentre abbraccia la luce cristiana, Floki si trasforma nell’emissario di Odino e nel suo esecutore. In punto di morte Athelstan sorriderà al suo boia perché sa che il paradiso lo attende e che la morte per un cristiano è solo l’inizio.

Athelstan è l’amore e l’amicizia. Athelstan è il portale di due mondi. È il dolore che brucerà per sempre nel cuore di Ragnar. È forse il tesoro più grande che il feroce vichingo abbia mai trovato.

Athelstan

Un abbraccio sincero e un saluto di cuore alla mia grandissima amica Chiara per il supporto dimostrato e l’ispirazione trasmessa.

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Written by Andrea Lupo

Se nasci e cresci in una città come Roma: tormentata, caotica, cinica ma al tempo stesso bellissima, imponente e maestosa, non puoi meravigliarti se la tua vita è una contraddizione continua. Sono qui per raccontarvi storie, emozioni e sensazioni con l'umiltà e l'incoscienza di un bambino. Per ricordare vecchie glorie o per presentarvi nuove fiamme. Per elogiare il passato o per abbracciare il futuro. O più semplicemente per parlare di serie TV

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