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La puntata in cui Howard dedica una canzone a Bernadette è uno dei momenti più belli di tutta The Big Bang Theory

The Big Bang Theory

Attenzione: evita la lettura se non vuoi imbatterti in spoiler di The Big Bang Theory

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Prima di tutto, una semplice premessa: chiunque abbia visto The Big Bang Theory e quindi si stia già commuovendo al solo pensiero della scena che stiamo per analizzare, ha tutto il nostro sostegno (per chi non avesse colto il riferimento). Perché la sesta puntata della settimana stagione è sicuramente la puntata in cui vediamo uno dei momenti più alti di tutta la serie, commovente, romantico e definitivo; ma è anche una puntata completa e definente dell’intera The Big Bang Theory (qui la nostra classifica delle stagioni).

Siamo nel mezzo della settimana stagione, Sheldon è molto Sheldon, è alle prese con un lavoro geniale che lo coinvolge a tal punto da ignorare tutti (o quasi). Leonard e Penny stanno insieme e litigano tra loro per capire chi è il più romantico. Amy combatte con Sheldon e Raj è pronto a sostenere a pieno Howard nel suo progetto. E qui veniamo al nocciolo della puntata:è l’anniversario del primo incontro con Bernadette e il vecchio Howard non esiste più, il nuovo Howard è pronto a mettersi in gioco.


Coinvolgendo tutti in un complesso sfaldamento di tutte le loro sicurezze, che sembrano venire meno solo ed unicamente grazie alla forza incondizionata dell’amore.

E Howard, che poi è anche l’ultimo da cui ce lo saremmo mai aspettato, si fa portavoce di un cambiamento fortissimo, dolcissimo e anche piuttosto necessario.

“If I didn’t have you, life would be blue, I’d be Doctor Who without the Tardis. I’d be a candle without a wick, a Watson without a Crick, I’d be one of my outfits without Dickie.”

Da dove parte Howard? Chi è prima di incontrare Bernadette? È un ragazzo impacciato nelle relazioni sociali e con un approccio tossico nei confronti delle donne: i suoi tentativi di approccio presentano criticità importanti su vari livelli. Puntualmente non vanno a buon fine, e soprattutto non sembrano far parte della sua vera personalità, ben più fragile delle apparenze. Il suo, infatti, è un personaggio più complesso di quello che si può pensare. Nella primissime stagioni di The Big Bang Theory, Howard Wolowitz è l’imbranato ingegnere preso di mira da Sheldon che tenta in tutti i modi di fingersi un dongiovanni, arrivando spesso a situazioni anche imbarazzanti. Ma in fondo è anche un ragazzo inesperto, che ha pochi amici, cresciuto da solo con una madre troppo presente e un senso di abbandono che non lo lascerà mai davvero.

Come dice nella sua canzone, è Doctor Who ma senza la sua arma vincente, è Watson ma senza il collega Crick (scopritori della struttura del DNA). Ma soprattutto, senza Bernadette, è uno dei suoi tanti outfit (a dir poco appariscenti e coraggiosi) ma senza ciò che lo caratterizza davvero: il suo dolcevita. Insomma, è incompleto.

The Big Bang Theory

È Bernadette la sua vera arma di difesa, l’occasione di cambiamento, ciò che lo spinge a cercare oltre quello che pensa di essere. È Bernadette che lo sprona a staccarsi dalla sua vecchia vita senza snaturarsi mai.

“(And he’s probably still live with his mom). Ever since I met you, you turned my world around, you supported all my dreams and my hopes.

E sì, probabilmente vivrebbe ancora con la madre, dicono i suoi amici in coro, se non avesse incontrato Bernadette. Che lo supporta e lo sostiene, nei suoi sogni, nelle sue speranze e anche nella sua crescita. Quello che fa Bernadette con Howard non è un semplice processo di cambiamento inevitabile, che accade in tutte le storie d’amore. È una vera e propria rivoluzione gentile, che parte dall’esaltazione della persona stessa di Howard e che gli permette di conoscersi a fondo. Quasi senza accorgersene, semplicemente migliorando. E, per fortuna, sempre rimanendo se stesso.

La bellezza della relazione tra Howard e Bernadette sta nella complicità che i due portano avanti quasi da subito, nell’ironia che è parte integrante del loro rapporto e nella semplicità con cui affrontano anche le situazioni più complesse. E, quando Howard scrive una canzone per Bernadette, non fa che confermare questa teoria.

Perché con poche e semplici parole (si fa per dire, c’è anche una parte in Klingon) riesce a racchiudere un’intera storia d’amore, ma anche un’intera storia di amicizia.

Che coinvolge Bernadette ma anche tutti gli amici che ha alle spalle, letteralmente nella scena e metaforicamente per l’intera durata di The Big Bang Theory. Che infatti non mancano di dare il loro supporto nella sua dichiarazione d’amore.

The Big Bang Theory

Ever since I met you, you turn my world around. […] We’re like changing electric and magnetic fields: you can’t have one without the other.”

Non c’è Howard senza Bernadette, come succede per i campi magnetici. Non c’è il nuovo Howard senza l’incontro con Bernadette, perché non può esistere l’opportunità di cambiare senza qualcuno che ti sproni a farlo. I due devono coesistere, per se stessi e per gli altri.

The Big Bang Theory (qui se ti piace particolarmente e vuoi vedere qualcosa di simile), forse richiamando la narrazione scientifica cui è tanto legata, ha un equilibrio ben preciso definito da tutti i suoi protagonisti. E Bernadette, che inizialmente subentra per stravolgerlo quell’equilibrio, riesce ad inserirsi in un ecosistema complesso e ad adattarsi perfettamente ad esso. Anzi, a cambiarlo e a ridefinirlo, pur sempre con gentilezza e rispetto. Arrivando, in poco tempo, a diventare una parte fondamentale di quel sistema complesso, per Howard in primis e per tutti gli altri poi. Ed è lì che Howard ne comprende la grandezza, che capisce come non possa più esistere senza di lei, come non sia più in grado di tornare indietro, al precedente status.

Così come i campi magnetici, Howard e Bernadette si attraggono l’un l’altro, l’una crea l’altro.

Liberandosi di tutte le strutture che li bloccavano e amandosi in modo talmente puro da crescere insieme, scoprendosi reciprocamente.

The Big Bang Theory

Oh, we couldn’t have imagined how good our lives would get from the moment that we met you, Bernadette.

Bernadette, come si diceva, cambia tutti quanti. Sconvolge la vita di tutti, in maniera dettagliata e quasi impercettibile ma sicuramente decisiva. Diventa necessaria per Amy e Penny, la loro amicizia cresce molto e si solidifica anche grazie alla forza di Bernadette. Porta Sheldon a redimersi più volte (facendolo aprire anche molto di più all’amore), riprendendolo col suo tono perentorio ma anche intelligente che lo sprona a starla a sentire. Irrompe nella vita di Raj in tanti modi, anche se quello più bello e più completo è sicuramente come amica e confidente. E poi cambia lei, insieme ad Howard, insieme alla sua famiglia, al suo lavoro, alla sua vita. E il cambiamento è bellissimo e spettacolare. È quello che aspettavamo di vedere dalla prima scena in cui Howard fa la sua apparizione. È quello che vogliamo per lui, e poi anche per lei.

E la canzone che Howard le dedica nella sesta puntata della settima stagione è tutte queste cose messe insieme. È il trionfo dell’amore ma anche del rispetto e del cambiamento.

È un testo sentito, vero ed emozionante. Un testo che descrive perfettamente Howard ma anche le vite di tutti, e che racconta in maniera semplice quanto la vita possa cambiare con l’incontro giusto. È Howard che si apre a Bernadette, che le racconta chi era e chi è adesso, ma soprattutto chi vuole essere insieme a lei. Solo insieme a lei (e ai loro amici), perché senza non è pensabile. È Howard che racconta di quanto ci abbia messo per capire tutto questo ma anche di quanto, alla fine, ne sia valsa la pena.