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Robin e Will: la coppia che non ci aspettavamo di vedere ma di cui abbiamo dannatamente bisogno

Will e Robin in Stranger Things 5

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ATTENZIONE: L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER SU STRANGER THINGS

Per analizzare il rapporto delicato e speciale che è sbocciato tra Will e Robin durante la quinta stagione di Stranger Things, è necessario partire dalla fine per poi andare a ritroso – camminando all’indietro – come in una sorta di flashback scritto. Un insieme di parole e di righe che andranno a comporre e a evidenziare l’intelligenza emotiva di questi due preziosissimi personaggi. Eccoci qui, dunque, con davanti ai nostri occhi i minuti conclusivi del quarto episodio dell’ultima stagione. I demogorgoni, congelati nei movimenti come se una mano invisibile avesse premuto il tasto “pausa” del registratore, stanno per colpire a morte Robin, Lucas e Mike mentre i tre, con un gesto automatico dettato dall’istinto di sopravvivenza, cercano di proteggersi coprendo il viso con le braccia.


Cosa sta succedendo? È Undici che attraverso la mente è riuscita a manovrare gli emissari mostruosi di Vecna a distanza? Questa volta no. Questa volta la salvezza viene dal personaggio più insospettabile e taciturno di tutti. Quello che timidamente si è fatto da parte reprimendo i suoi sentimenti per Mike, e che allo stesso tempo si sente inadeguato, spaventato, insicuro e comprensibilmente traumatizzato dopo il suo rapimento e i giorni trascorsi nel Sottosopra. Will.

Nelle altre stagioni di Stranger Things abbiamo sempre visto Will Byers come il bambino indifeso che si è ricongiunto alla madre e al fratello per puro miracolo, ma che da quel momento in poi non si è mai più ritrovato veramente. Non sono bastati i disegni, l’amicizia con Dustin, Mike e Lucas e neanche il suo soggiorno in California per allontanare la connessione del ragazzo con Vecna e con tutto quello che ha provato a lasciarsi alle spalle a Hawkins.

Will
Credits: Netflix

Will era imprigionato in una specie di dimensione del non essere in cui la sua identità era divenuta flebile, scolorita, traslucida, risucchiata via chissà dove dall’impotenza e dalla tristezza. Ma per sbloccare questo status di rinuncia del sé mai avremmo pensato che ci sarebbe voluta la stravaganza e la saggezza di Robin. In effetti non è la prima volta che gli autori di Stranger Things sviluppano l’amicizia tra due personaggi che apparentemente sembrano non azzeccarci nulla l’uno con l’altro. Pensiamo ad esempio all’accoppiata Steve-Dustin che funziona perché basata su caratteri discordanti, sul sarcasmo reciproco e sul baccano che quei due inevitabilmente portano in ogni cosa che fanno.

Nel caso di Will e Robin, invece, il rapporto va ricercato nel silenzio – nel non detto – nella sensibilità di cui pochissime persone sono dotate di capire lo stato d’animo altrui anche solo da una leggera ruga sul viso o da uno sguardo dolcemente rassegnato. Robin coglie il sentimento di Will per Mike semplicemente osservando ciò che non si può vedere. Una sensazione, un dettaglio impercettibile, la luce che si accende negli occhi di una persona quando è innamorata di un’altra. Will da parte sua si ritrova a essere il testimone nascosto, celato dietro a una porta, di uno scambio di effusioni tra Robin e la fidanzata Vicky. “Sapevo che era il tuo dannato caschetto” dirà in seguito la ragazza a Will.

A differenza di quest’ultimo, però, Robin è sempre stata coerentemente sé stessa. Pur con le insicurezze e la paura di non essere accettata dai compagni e dalla comunità, è riuscita a ritagliarsi il proprio spazio, ad accettarsi e ad accogliere quello che prova “come una valanga”. Ecco perché Will in quest’ultima stagione di Stranger Things è riuscito a neutralizzare i demogorgoni e a salvare il suo Mike e i compagni. Perché Robin gli ha fatto da guida e da specchio. I due si scrutano, si cercano, si comprendono a livello di emozioni, si fidano del punto di vista dell’altro. Will tenta di trovare delle risposte tramite il confronto con Robin, mentre quest’ultima dà consigli che potrebbero valere anche per la sua situazione. Chi non vorrebbe un’amicizia così immediata, sana, naturale, incondizionata?

L’evoluzione del personaggio di Will probabilmente non avrebbe nemmeno raggiunto un climax così potente senza le chiacchierate avute insieme a Robin poco prima dello scontro con il Male. Infatti è nel momento di massimo bisogno e urgenza che l’identità del ragazzo finalmente esplode in tutta la sua straordinaria determinazione. E questo accade mentre Will ripensa alle parole dell’amica, ai ricordi dell’infanzia, al suo primo incontro con Mike su di un’altalena. È la voce di Robin ad accompagnare la sequenza divenuta in poche settimane un’icona di Stranger Things tanto quanto quella di Max con la canzone di Kate Bush o di Eddie che suona i Metallica. E alla fine di tutto noi spettatori siamo rimasti attoniti, con la mano premuta sulla bocca e un pensiero chiaro nella mente: ecco il vero Will. Coraggioso, forte, consapevole, ma sempre spinto da un’innata dolcezza.

Will e Robin
Credits: Netflix

Dobbiamo però considerare il fatto che nel momento in cui stiamo scrivendo, non sappiamo ancora quali saranno le sorti di questo personaggio. Le ipotesi che lo vedono come strumento nelle mani di Vecna così come quelle di un suo possibile destino funesto stanno rimbalzando nel web come palline impazzite. Tuttavia a me piace pensare (dato che sono un’ottimista nata) che adesso che Will ha trovato sé stesso, potrà esserci un ulteriore slancio in avanti delle sue qualità e una rivalsa per le sofferenze che ha subìto fino a ora.

Ovviamente l’intento degli sceneggiatori della serie, tramite il cliffhanger del quarto episodio, era quello di provocare un effetto sorpresa che coincidesse esattamente con la chiusura del primo atto della quinta stagione. In realtà – e qui possiamo dirlo a cuore aperto – hanno ottenuto una sorpresa doppia e forse persino superiore portando in superficie la relazione tra Robin e Will. Infatti, ciò che abbiamo visto in queste puntate è un’ascesa rapida ed emozionante di quei personaggi che avevano ancora molto da raccontare. E che noi desideravamo conoscere meglio, al di là dei superpoteri, del Sottosopra e degli eroismi.

Dopo tutto Stranger Things è una serie che esplora principalmente temi umani quali l’amore, l’amicizia, l’adolescenza, i traumi, il rapporto con i genitori, la morte. E Robin e Will hanno saputo aggiungere un tassello in più, che non è solo quello dell’omosessualità affrontata con rara delicatezza. Ascoltando i tre minuti di dialogo nel tunnel, poco prima che Will diventasse Will, abbiamo realizzato che l’essenza di questa prima parte di stagione sta proprio qui. In un punto imprecisato dell’interiorità di questi due ragazzi che hanno finalmente preso il volo. Insieme, fino alla prossima avventura.