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Dobbiamo parlare dello spettacolo teatrale di Stranger Things, visto quanto sarà importante per il finale di serie

Sono Martina, ho trent’anni e sono più di due mesi che almeno una volta al giorno nomino Stranger Things. Sono più di due mesi che penso quotidianamente a come finirà una serie che mi ha appassionato troppo tardi ma che mi ha presa nel profondo, portandomi a diventare una di quelle persone che non riescono a parlare d’altro. Fino al 26 novembre i miei pensieri erano totalmente concentrati su ciò che avrei visto nelle nuove puntate: cosa sarà successo a Hawkins? Che fine ha fatto Max? Di quale personaggio piangerò la morte durante le feste di Natale? Oggi, con il Volume 1 della quinta stagione già alle spalle, le cose sono cambiate solo in parte.

Mentre il dubbio su chi vedrò morire resta, altre conversazioni hanno virato sulle mille teorie del complotto esistenti e sulla spiegazione di ciò che ho già visto e sto vedendo. Come è davvero strutturata la connessione tra Will e Vecna? Cosa ha reso Henry Creel il villain che è? E soprattutto: come stanno davvero le cose? Cosa c’è che ancora non sappiamo? C’è un solo problema: la risposta ad alcune di queste domande è in qualcosa che non tutti potranno vedere.

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