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Il migliore Harrison Ford mai visto?

Harrison Ford in Shrinking

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Potrebbe sembrare provocatorio, potrebbe sembrare quantomeno esagerato. Forse è entrambe le cose, ma l’affermazione è volutamente irriverente. Andiamo con ordine: chi è Harrison Ford e perché stiamo arrivando a farci una domanda del genere? Classe 1942, all’età di ottantaquattro anni, Harrison Ford è prima di tutto un attore ancora in grado di stupirci e di farci innamorare (di nuovo) di lui. Grazie alla serie tv Shrinking, non il primo progetto televisivo ma di certo quello con più successo, Harrison Ford torna a riempire i nostri schermi. E quando diciamo riempire, c’è un motivo. Il talento di Harrison Ford, che non c’è certo bisogno di spiegare, è soprattutto delineato dalla potentissima presenza scenica che lo ha sempre accompagnato.

Chi lo ricorda per Han Solo, ricorderà la sua sferzante ironia e la sua mera sfacciataggine. Chi lo ricorda per Indiana Jones, sarà più predisposto a ricordare la presenza fisica che Ford mette in scena. Infine, chi è più fan di Balde Runner, ricorderà sicuramente il coraggio di Harrison Ford di mettersi in gioco nei modi più disparati.

Cosa che fa, peraltro, anche con Shrinking. In qualsiasi modo abbiate incontrato Harrison Ford, la sua aura rimane inconfondibile.


Harrison Ford
credits: Lucas Film

Harrison Ford rimane tutt’oggi, purtroppo, in quella lista di attori che meriterebbero un Oscar ma che non sono mai riusciti a vincerlo. È incredibile pensare come un attore del calibro di Ford, così iconico e necessario in moltissime dei franchise più conosciuti al mondo, non abbia un riconoscimento del genere. Non che ce ne sia bisogno per forza, intendiamoci. Il valore di un attore ha sicuramente altri modi di emergere e il pubblico sa riconoscerlo anche senza una statuetta. Il rammarico sta proprio nel mancato riconoscimento quantomeno di una carriera di un certo livello, nonostante il Golden Globe alla carriera del 2002. In ogni caso, ci piacerebbe quantomeno venderlo sul palco dei vincitori degli Oscar, anche solo per vederlo ringraziare tutti col suo solito cinismo.

Da quando ha iniziato a lavorare a Shrinking, Harrison Ford sembra persino essere uscito, in parte, dal suo guscio. Un guscio che lo ha sempre protetto dal mondo mediatico, nonostante la sua rilevanza a livello artistico in svariate saghe famosissime.

Ha sempre dato l’impressione, insomma, di essere interessato unicamente al lavoro e al cinema. Ha sempre restituito un’immagine fredda della sua persona, ma allo stesso tempo anche molto intelligente e interessante.

Insomma, quel vedo non vedo, o più che altro quel dico non dico, che Harrison Ford ha sempre messo in atto, ci ha fatto innamorare. Siamo onesti, un po’ di sano cinismo finisce sempre per interessarci. Fin dall’inizio della sua carriera, arrivato piuttosto tardi, Harrison Ford ha dimostrato una certa freddezza nell’approccio al lavoro cinematografico.

Aveva studiato arte drammatica al college, ma quando aveva intuito che il cinema non gli avrebbe reso quello che si aspettava, decide di imparare il mestiere del falegname. Il caso vuole che il mondo del lavoro e il mondo del cinema, si siano voluto scontrare ancora. È sul set di Star Wars, nel 1977, che lavora nella costruzione delle scenografie. Ed è sempre lì che Spielberg lo riconosce da American Graffiti e lo scrittura per il ruolo di Han Solo, pilota e mercenario brillante e anche piuttosto sfrontato.

Harrison Ford
Credits: Apple TV

Di nuovo al fianco di George Lucas, Harrison Ford dimostra di saper tenere testa ad un film completamente fuori dal comune, quale era all’epoca della sua realizzazione Star Wars.

Ed è proprio per questo motivo che Spielberg lo richiamerà anche per la serie di Indiana Jones. Contro le sue aspettative, insomma, il cinema pare essere il mondo di Harrison Ford.

E non un cinema qualunque, appunto. Harrison Ford è uno di quegli attori veramente poliedrici che sono in grado di affrontare delle sfide attoriali. Non perché possano fare tutto, ma perché hanno l’audacia di provarci. Nel caso di Harrison Ford, anche di riuscirci. Infatti, dopo tanti cambi d’abito e anche piuttosto avventati, tutto ci saremmo aspettati tranne che Harrison Ford fosse ancora in grado di stupirci. E di mettersi in gioco così tanto. Sapevamo che il coraggio non gli è mai mancato, e sapevamo anche quanto sia sempre stato uno dei pochi a riuscire nell’impresa di uscire dalla comfort zone. Eppure, quando lo abbiamo visto in Shrinking abbiamo sussultato.

Così come inizialmente lo stesso Harrison Ford non pensava che il cinema potesse essere il suo lavoro, noi stessi non avremmo mai immaginato che la televisione (soprattutto quella contemporanea) potesse essere il suo contenitore.

Ma Harrison Ford non si è mai fermato davanti a nulla probabilmente, e Shrinking gli da l’opportunità di essere quasi se stesso. Paul, il terapista che interpreta, è scorbutico e cinico. Non ama stare in mezzo alle persone e soprattutto le interazione troppo sentimentali. Ma la sua condanna è che è circondato di gente che lo ama e che lo ammira per il lavoro che fa.

Shrinking dà una chance ad Harrison Ford per farsi conoscere davvero per la prima volta. Come si diceva, la sua figura non è mai stata al centro di chissà quali notizie a livello mediatico. Sì, ha qualche matrimonio alle spalle, ma la sua riservatezza non ci ha mai permesso di capire che tipo di persona fosse realmente. Grazie a Shrinking abbiamo l’illusione di cominciare a comprenderlo. Nella serie tv ideata da Brett Goldstein, Bill Lawrence e Jason Segel, Harrison Ford sembra mettere in scena una grossa parte della sua personalità. L’impressione è che gli venga naturale interpretare il sagace Paul, che non ci sia dietro molta costruzione. Ed è anche per questo che riesce ad interpretarlo in maniera strabiliante.

A conferma, ancora una volta, che un attore del suo calibro non ha problemi a confrontarsi con qualcosa di nuovo. Perché la televisione è qualcosa di nuovo per Harrison Ford che in passato aveva lavorato a qualcosa, ma mai con così tanto successo.

Se facciamo eccezione per 1923, serie del 2022, che consacra l’apparizione di Harrison Ford nel mondo della serialità. Chi si metterebbe mai, alla soglia degli ottant’anni, a giocare con la sua carriera? A metterla a rischio? Harrison Ford, senza dubbio.

Allora veniamo alla provocazione iniziale, a quella domanda che ci siamo posti senza esserne troppo convinti fino in fondo. Quello che vediamo negli ultimi anni, è il miglior Harrison Ford di sempre? Ce la sentiamo di andare oltre Star Wars e Indiana Jones per arrivare ad una realizzazione potente e a tratti sconvolgente? Sentiamocela, perché l’ultimo Harrison Ford è decisamente il miglior Harrison Ford di sempre. Non perché Shrinking sia meglio o peggio dei prodotti sopracitati (sarebbe inutile e sconfortante il solo paragone) quanto piuttosto perché l’ottantaquattrenne Harrison Ford che vediamo oggi è pieno di cose da dire. Come non mai.

Paul, il terapista di Shrinking, è saggio e cinico, malinconico e saccente. È un Harrison Ford consapevole, finalmente libero di fare più o meno ciò che vuole.

Perché nell’Olimpo c’è già, nessuno può dire il contrario. E allora si gode la superbia, l’ammirazione degli altri e si prende qualche soddisfazione. Con Han Solo nel cuore, guardiamo al Paul di Shrinking con più riverenza e cogliamo esattamente la forza con cui Harrison Ford si è preso tutto quello che voleva. E con quale stile.