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5 Serie Tv Netflix che ci hanno insegnato a non fidarci degli algoritmi

Una scena tratta dalla miniserie Netflix Adolescence

3. Copenhagen Cowboy

Angela Bundalovic in Copenhagen Cowboy, una delle Serie Tv da vedere su Netflix
Credits: Netflix

Il caso di Copenhagen Cowboy è emblematico perché dimostra come una piattaforma generalista possa ospitare un prodotto estremo e profondamente anti-mainstream. È una serie tv crime-drama noir arrivata su Netflix il 5 gennaio 2023 come miniserie in 6 episodi, creata e diretta da Nicolas Winding Refn. Ambientata in una Copenhagen notturna, segue la storia di Miu, una giovane donna silenziosa e apparentemente fragile, appena uscita da un lungo periodo di prigionia e sfruttamento. Il suo percorso si intreccia con quello di criminali, sfruttatori, famiglie disfunzionali e figure grottesche. La trama non si sviluppa secondo una struttura crime tradizionale, ma come un viaggio ipnotico in cui vendetta, potere e soprannaturale si fondono.

È una serie tv Netflix che rifiuta apertamente la narrazione convenzionale, non cerca di essere accessibile, né tantomeno di piacere a tutti. Non spiega, non accompagna, non accelera. Al contrario, costringe lo spettatore a entrare in un universo chiuso, criptico, spesso respingente. Chi guarda Copenhagen Cowboy non è guidato: è lasciato solo, immerso in un mondo allucinato.

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Uno degli elementi più discussi è la regia iper-stilizzata di Refn: luci al neon, movimenti di macchina lentissimi, composizioni simmetriche e dialoghi ridotti all’essenziale. Ogni scena sembra sospesa fuori dal tempo. Il ritmo è volutamente dilatato, quasi rituale. La tensione non nasce dall’azione ma dall’attesa, dalla minaccia costante, dalla sensazione che qualcosa di oscuro stia sempre per emergere. La trama procede per suggestioni più che per eventi. Il soprannaturale entra in scena senza spiegazioni, mescolandosi al realismo criminale e trasformando Copenhagen Cowboy in una favola nera e violenta, dove bene e male non sono mai nettamente separati.

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