9) Inganno – 2024

E’ stata una delle peggiori Serie Tv del 2024 (qui la lista per intero), ed è stata anche una delle più viste. Niente di strano. D’altronde, Inganno è una Serie Tv senza troppe pretese che si recupera facilmente nel tempo di un weekend. Una storia d’amore che prova a raccontare i sentimenti vissuti da due persone che sono in due fasi della vita diverse, un espediente che abbiamo visto più volte nelle più svariate produzioni. Prendendo forse ispirazione da Ossessione – la miniserie Netflix tratta dalla Il Danno – Inganno decide di affrontare l’amore oltre ogni cosa, pregiudizio ed età. Un’idea che sulla carta, se sviluppata bene, può anche risultare quantomeno godibile, ma che Inganno non è riuscita minimamente a trasformare in qualcosa di interessante, appunto.
Gli spunti per fare meglio di così c’erano tutti, ma la Serie Tv ha preferito far spazio a dinamiche esageratamente forzate, prive di contenuto e ossessivamente patinate e prive di sostanza. Forse con un po’ di dramma in meno Inganno sarebbe riuscita a salvarsi, ma questa esagerazione le è costata la poca credibilità della storia, del modo con cui ogni interazione e legame è stato qui raccontato. Si apprezza l’interpretazione di Monica Guerritore, che è inevitabilmente la cosa migliore di una Serie Tv che ha deciso di andare avanti a suon di cliché, stereotipi e scelte narrative poco credibili. Con un calcio d’angolo forse sarebbe riuscita a non rientrare in questa lista. Ma non tutte le ciambelle escono con il buco. E’ Inganno la Serie Tv italiana peggiore del 2024.
10) Belcanto – 2025

Il viaggio tra le Serie Tv italiane da dimenticare termina con Belcanto, una produzione ambientata nella Milano dell’Ottocento. Al centro della scena, una madre che, insieme alle proprie due figlie, sogna di affermarsi nell’opera lirica, e raramente un sogno è stato più difficile da realizzare. Tra storie d’amore, ambizioni, conflitti e lotte, Belcanto cerca di trasformarsi in un vero romanzo di formazione, ma il problema è che tenta di mettere troppa carne al fuoco, finendo per non riuscire davvero a concentrarsi su nulla e rendendo l’intero racconto fragile e superficiale.
Anche la ricostruzione storica lascia a desiderare, non riuscendo mai davvero a raccontare il contesto e limitandosi a introdurre tematiche che non vengono mai realmente esplorate, restando costantemente sospese, a metà e mai supportate da un solido approfondimento. Ciliegina sulla torta, personaggi stereotipati e poco affascinanti, che sembrano più al servizio di adempiere a un ruolo che di raccontare davvero una storia fatta di sogni, desideri e affermazione personale. Potevamo farne a meno? Decisamente.
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