8. Pronto soccorso (4)

Chiudiamo questa rassegna di serie tv italiane che si sono guadagnate un non molto onorevole 4 su IMDb con un’altra produzione risalente agli inizi degli anni ’90. Siamo in un campo simile a quello osservato con La stella del parco, con cui Pronto soccorso condivide sia le coordinate temporali che il triste destino. Come facilmente intuibile dal titolo, al centro del racconto qui troviamo una équipe di medici e infermieri di un pronto soccorso, ambientato immancabilmente a Roma. Alla guida del team c’è il dottor Aiace, interpretato da un grande come Ferruccio Amendola.
Finora abbiamo parlato di tutto ciò che ha accomunato Pronto soccorso ai due precedenti titoli visti sinora. In particolare a La stella del parco. C’è però un elemento – molto importante – che differisce: questo sceneggiato Rai non è passato inosservato come le due serie tv italiane di cui abbiamo parlato. Pronto soccorso ha avuto una sua eco, tanto da valerle il rinnovo per una seconda stagione. Insomma, non siamo di fronte a un titolo dimenticato della televisione italiana. Tuttavia sono evidenti le debolezze di un prodotto che, pur capace di difendersi un minimo, certamente non ha segnato una pagina brillante nella nostra tradizione sul piccolo schermo.
Pronto soccorso è però interessante come prototipo di un genere che, campione a livello globale, ha saputo imporsi anche da noi con qualche titolo di rilievo. Stiamo parlando del medical drama, che ha raggiunto la massima espressione in Italia con Doc, ma che ha vissuto anche interessanti esperienze collaterali con titoli come Braccialetti rossi o La linea verticale. Un genere popolato anche da produzioni come Pronto soccorso, che testimoniano il costante interesse del pubblico per questo tipo di narrazione.
7. Le peggiori serie tv italiane su IMDb: Diciottanni – Versilia 1966 (3.9)

Iniziamo a scendere un po’ nei meandri di questa classifica delle peggiori serie tv italiane su IMDb. Dopo il triplo 4 a cui abbiamo assistito sinora, troviamo il 3.9 di Diciottanni – Versilia 1966. Si tratta di una produzione abbastanza datata, che risale al 1988 e che, come da titolo, è ambientata nella seconda metà degli anni Sessanta. In un periodo decisamente non banale, specialmente per la materia trattata.
Diciottanni – Versilia 1966 è una sorta di commedia adolescenziale, e di conseguenza capiamo bene l’importanza delle implicazioni dell’ambientazione temporale. Inoltre, al momento dell’uscita, siamo nel ventennale del 1968. Un passaggio fondamentale per riflettere sull’eredità di quegli anni e per guardarli dietro la riflessiva lente del tempo trascorso. Buonissimi propositi, dunque, animavano Diciottanni – Versilia 1966, peccato però che il risultato è stato decisamente lontano da quanto preventivato.
La produzione Rai non restituisce minimamente il vigore di quegli anni. A leggere oggi le recensioni del tempo si rinviene un pensiero comune: la predominanza di cliché. E forse è proprio questo il limite per produzioni del genere: il pensare di poter ricondurre a delle categorie standard un vissuto importante, difficilmente comprensibile da chi invece di quel vissuto non è stato protagonista. È un po’ il problema comune a tutti i teen drama: rendere credibile il racconto di un mondo complicato e per certi versi ermetico, ovvero quello degli adolescenziali. Il nodo è che in questo tipo di produzioni chi racconta non è chi vive. C’è un distacco tanto generazionale quanto anagrafico. E spesso si sente.






