Ci sono delle volte in cui capita di avere l’idea giusta al momento sbagliato. L’intuizione perfetta, capace di anticipare il futuro. Ma di farlo oltremisura, rischiando di bruciare le tappe e andare incontro a un terribile fallimento. “Il mondo non era ancora pronto”, dirà qualcuno in sintesi. E con ogni probabilità è quello che ha pensato nel 2020 il produttore cinematografico statunitense Jeffrey Katzenberg, fondatore di una piattaforma di streaming on demand che prometteva di rivoluzionare il mercato delle serie tv: Quibi.
Il concept? Visionario: si era pensato di produrre e distribuire su un’app pensata per la visione verticale da smartphone. Serie tv originali con episodi brevissimi, al massimo di dieci minuti.
Poco più di reel, in pratica, ma serializzati con pattern tradizionali rivisitati.
Il progetto era straordinariamente ambizioso: Quibi nacque grazie a un fondo da un miliardo di dollari, finanziato dalla Disney, la NBC, Sony, Warner e vari altri player centralissimi nel mondo dell’intrattenimento. La piattaforma puntò molto in alto anche per gli attori coinvolti: presenti, tra gli altri, Christoph Waltz, Liam Hemsworth e Sophie Turner.Ne parlammo anche noi ai tempi, salvo poi tornare sull’argomento a pochi giorni dall’inaugurazione: Quibi, infatti, andò in crisi immediatamente, e dopo soli sei mesi fu costretta a chiudere i battenti.
Un disastro totale, senza ombra di dubbio. Katzenberg imputò la causa del fallimento alla pandemia, ma non è semplice crederci. Peccato che quell’idea, accolta ai tempi con una certa diffidenza, vada in qualche modo rivalutata. Sono passati cinque anni, ma sembra trascorsa una vita. E con ogni probabilità, Quibi ci aveva visto lungo: difficile sostenere se oggi avrebbe avuto o meno un destino differente, ma quel che è certo è che oggi troverebbe un terreno più fertile. Un terreno che sta attraversando e dominando sempre più TikTok, portando con sé un’evoluzione sempre più marcata delle serie tv tradizionali.
TikTok sta cambiando le serie tv?
Credits: Netflix
Molto, moltissimo. Le conseguenze, d’altronde, sono sotto gli occhi di tutti. Se dovessimo schematizzare sommariamente, ci ritroveremmo con la Generazione Boomer ancora legata alle logiche della vecchia tv lineare, la Generazione X e i Millennial più connessi alle piattaforme di streaming come Netflix e la Gen Z su TikTok. Ripetiamo: è uno schema sommario, e rende in parte l’idea. In parte perché poi è esperienza comune l’evoluzione dei gusti dei nostri genitori, anche oltre i sessant’anni. Avreste mai immaginato vostro padre scorrere un reel dopo l’altro a fine giornata, fino a pochi anni fa? No, ma è quello che sta succedendo. Poi sì: a una certa arrivano i pacchi di Affari Tuoi, ma la capillarità dei social sta raggiungendo soglie eccezionali. E allora, cosa sta succedendo all’intrattenimento tradizionale e alle sue relative trasformazioni successive? Rincorrono il trend. E lo fanno più o meno consapevolmente.