3) Dying for Sex

Già candidata ai Golden Globe 2026, Dying for Sex (qui la nostra recensione) è rimasta quasi del tutto nel silenzio qui in Italia, finendo per diventare l’ennesima Serie Tv da vedere che nessuno alla fine si è visto, e che peccato. Perché Dying for Sex è tutto il contrario di ciò che lascia intendere all’esterno: un drama profondo ma mai melenso, che parla di ricominciare da capo anche quando tutto si fa buio e tu non vedi più niente.
Il lusso di una vita normale Molly non l’ha mai avuto: le sue sofferenze sono iniziate prima ancora che ne avesse memoria. Il dolore per lei è dunque un amico fedele, un paradossale sostegno che non ha mai perso. Il suo è un passato maledetto, e anche il presente non è dei migliori: Molly è arrivata infatti a un punto cruciale della sua malattia. Ciò che le resta non è molto e, guardandosi indietro e davanti, capisce che se c’è una cosa che sa è che non vuole morire in questo modo. Se deve succedere, che succeda dopo essersi ritagliata finalmente uno spazio in cui poter sentirsi davvero libera e indipendente come avrebbe sempre voluto.
In questo declino che resta, va fatta una rivoluzione. Va rivoluzionato questo degradante dolore, a partire dal matrimonio. Un marito, il suo, che in lei non vede più una donna, una compagna, una moglie: lei è solo un insieme di cartelle cliniche da compilare, medicine da preparare, orari in cui assumerle. Molly non può più restare intrappolata in questo schema. Ha bisogno di altro e di più: di un trionfo finale prima dei titoli di coda, di sentirsi ancora padrona di qualcosa. E così comincia a prendere le prime decisioni importanti, come lasciare il marito, per riprendere a respirare, concedersi il lusso di poter dire, al tramonto della vita, di aver imparato a campare. A vivere. A restare presente. Nonostante tutto. Da adesso non sarà tutto più semplice, ma sarà finalmente come deciderà lei. Sarà lo specchio di sé e delle sue scelte: qualsiasi cosa accada, sarà finalmente libera.
Un drama, questo, che ti scava dentro e ti invita a riflettere sulla tua esistenza, su quel che hai fatto fino a questo momento, su come l’hai fatto. Ti ricorda che alla fine, qualsiasi cosa accada, non è finita fino a quando non è finita: fai ciò che senti di dover fare.
4) Acapulco

Apple TV+, purtroppo, non sembra poter mancare mai quando si parla di Serie Tv da vedere di cui non si è parlato abbastanza. Nonostante la graduale crescita, la piattaforma dalla mela morsicata qui in Italia non ha ancora raggiunto tutto il successo che meriterebbe e, per lo stesso motivo, diverse produzioni di valore restano nell’ombra. Come nel caso di Acapulco, la Serie Tv che racconta il passato e il presente di Máximo Gallardo, un anziano e ricco proprietario d’hotel che ripercorre la storia della sua carriera partendo da quando era solo un giovane impiegato in un resort.
In questo ultimo anno Acapulco è giunta alla conclusione dopo quattro stagioni, ma anche in questo caso l’ultimo ballo della Serie Tv non ha ottenuto la visibilità meritata, terminando in un assordante silenzio. Un peccato, anche in questo caso. In questo ultimo atto, infatti, Máximo fa i conti con l’intrecciarsi tra passato e presente, tentando di ripristinare il vecchio splendore dell’hotel e sistemare alcune questioni del passato che non gli permettevano di andare avanti nel presente. Questo aspetto sarà uno dei più importanti della quarta stagione e finirà per alzare il livello emotivo dell’intera Serie Tv, qui più riflessiva.
Attraverso le ultime pagine di Acapulco e dei suoi racconti, Máximo capirà infatti che successo e rapporto umano non vanno sempre di pari passo e che, a volte, il bene non basta per mandare avanti un rapporto. Ci vuole di più, ed è a quel punto che si devono prendere decisioni difficili, anche a costo di sacrificare una delle parti più importanti della nostra vita. Non vi riveliamo altro, nel caso in cui voleste dare un’opportunità a questa Serie Tv da vedere dal forte sapore di nostalgia. Una perla Apple TV+ che non dovreste perdervi.




