Avete mai sentito parlare del “salto dello squalo”? Con ogni probabilità, sì: l’espressione, entrata a far parte del linguaggio popolare, indica quel momento in cui una serie tv, scritta da autori evidentemente rimasti a corto di idee, si inventano una soluzione assurda per ridare slancio al racconto. Secondo l’espressione, sarebbe un punto di non ritorno: la soluzione assurda porterebbe la serie fuori dai binari originari con una caricatura eccessiva, segnando l’inizio del declino sul piano qualitativo. Un declino irreversibile, secondo i più critici. La storia delle serie tv è piena di esempi del genere, e noi stessi dedicammo un articolo con alcuni dei peggiori “salti dello squalo” di sempre.
Ma come nacque questa definizione infausta, associabile per molti versi al cinematografico “nuke the fridge” originato dalla grottesca “scena del frigorifero” di Indiana Jones? E da cosa trasse spunto? C’è, materialmente, uno squalo di mezzo? E qualcuno aveva avuto davvero il coraggio di saltarlo, nonché di pensare che potesse essere una buona idea proporlo all’interno di una puntata? Sì, tutto ciò è successo davvero il 20 settembre del 1977, quando andò in onda la terza parte della prima puntata della quinta stagione di una delle serie tv più iconiche di sempre: Happy Days. E a saltare lo squalo fu nientemeno che Fonzie, di pelle vestito (come sempre).