24) Succession – 8.8

24esimo posto per Succession, una delle Serie Tv monumentale nate negli ultimi anni. Un successo internazionale straordinario, questo, che ha saputo – seppur senza cavalli, draghi e troni – simbolizzare la lotta al potere tanto amata in Game of Thrones. Chiedendo in giro, infatti, qualcuno potrebbe descrivere Succession come la Game of Thrones del mondo reale: una corsa spietata verso la sedia più ambita, un gioco di successione in cui ognuno pensa solo alla propria gara. Mai come in questo caso, la famiglia viene ritratta come un’istituzione fredda e implacabile e la partita si gioca proprio lì: tra le mura di dimore moderne e mastodontiche in cui ogni stanza è quella giusta in cui nascondersi, tramare, tradire.
I protagonisti di Succession si muovono in modo distaccato, eliminando qualsiasi forma di emotività o debolezza percepita. Esistono soltanto loro e un potere troppo grande per essere ceduto a qualcun altro. C’è un padre non amorevole, duro, dedito solo alla carriera e ai giochi mentali con cui sfidare i propri figli, qui visti come competitors e quasi mai come sangue del proprio sangue. Succession è dura, e non fa sconti.
Talmente dura da risultare, a tratti, persino divertente, grazie a un sarcasmo sottile e mirato, in cui tutti i protagonisti appaiono pedine, vittime e carnefici di un gioco al massacro senza alcuna pietà. Succession è un mix perfetto di dinamiche politiche, tradimenti, scheletri nell’armadio e villain ovunque. Una narrazione che procede dritta verso un finale straordinario (qui recensito), senza mai sbavature, imponendosi come una delle Serie Tv da vedere più importanti degli ultimi dieci anni.
23) Quando la vita ti dà Mandarini – 8.8

Divisa in quattro parti arrivate nel corso delle settimane, Quando la Vita ti dà Mandarini è una Serie Tv coreana che ci ricorda che, alla fine, anche dalle cose peggiori può nascere qualcosa. Quando la vita ti dà limoni, fanne una limonata. Questo recita il mantra che, da sempre, ripetiamo per cercare di vedere un po’ di salvezza nei tormenti che ogni giorno ci mettono K.O.
Ma cosa devi inventarti quando la vita ti dà dei mandarini? Un espediente, questo, che la Serie Tv Netflix coreana utilizza per spiegare in modo sottile la difficoltà della vita di Ae-sun, una ragazza che ama la poesia, desidera laurearsi e costruire un futuro che possa vederla finalmente libera da qualsiasi condizionamento. Ma siamo negli anni ’60, e siamo a Jeju. In quel posto, niente di tutto ciò che vorrebbe Ae-sun sembra poter essere realizzabile. Sua madre non conosce gesto affettuoso, e fuori si sta anche peggio.
In mezzo a tutto questo grigio, l’unico colore rimane Gwan-sik. Lui c’è sempre, fin da quando ne ha memoria. É qualcosa di molto di più di un primo amore. Un compagno di vita, oseremmo dire. Per lei è disposto a tutto, dalle azioni più generose a quelle più pericolose. Grazie a quel sentimento che li lega da sempre, i due riescono a trovare un po’ di conforto in un mondo ostile, ingeneroso, sempre pronto e ostacolare qualsiasi loro ambizione. Attraverso la storia dei due ragazzi, Quando la Vita ti dà Mandarini racconta tematiche complesse come il contesto storico, culturale e sociale in cui vivono utilizzando il passato come un ponte per affrontare problemi che tutt’oggi non sono purtroppo ancora del tutto spariti.
Gli anni ’60 in Quando la Vita ti dà Mandarini sono in movimento. Le cose, fuori da lì, stanno andando avanti. Ma a Jeju tutto resta tale e quale. Come resta tale e quale l’esasperazione di Ae-sun, che più volte nel corso della Serie Tv ci turberà con dei pianti disperati che ci trasmetteranno tutto il dolore e la frustrazione di una ragazza che non riesce ad affermarsi sulla sua vita, sul suo posto, sulle sue ambizioni. E che guarda tutto scorrere inesorabilmente verso una vita che il mondo intorno a lei cerca di scegliere al suo posto. A raccontarla, sarà proprio lei. La sua versione anziana che, abbandonandosi ai ricordi, parlerà di quella volta in cui riuscì – nonostante tutto – a trovare la luce in mezzo a tutto quella disperazione. D’altronde, la vita s’impara vivendola, come suggerisce l’ultima parte della Serie Tv.
22) It’s Always Sunny in Philadelphia, una delle Migliori Serie Tv da vedere – 8,8

Se siete amanti di Seinfeld, It’s Always Sunny in Philadelphia sarà una delle più grandi sorprese di questa classifica. E diciamo sorpresa, perché non è detto – purtroppo – che tutti conoscano questa Serie Tv ventennale, visto che in Italia le cose non sempre sono andate come sperato. It’s Always Sunny in Philadelphia è infatti sempre stata una Serie Tv di nicchia, poco conosciuta e spesso sottovalutata, perché – come Seinfeld, seppur in modo diverso – distante da un percorso coerente di evoluzione dei personaggi.
A dominare qui è il politicamente scorretto, il racconto di un gruppo di amici che non pensano al domani perché non vogliono farlo, vivendo ogni giorno come se tutto fosse scontato e di poca importanza. Si sbaglieranno? Bene, lo accettano e vanno avanti. Da questi errori, però, non traggono mai insegnamenti morali. Restano immutati, gli stessi di sempre. Con uno straordinario Danny DeVito, It’s Always Sunny in Philadelphia è una comedy unica nel suo genere nel panorama attuale. Forse una delle poche a osare e a distanziarsi dal resto dei prodotti che, in qualche modo, vogliono sempre indicarci una direzione. E con questo modus operandi è arrivata alla sua diciassettesima stagione, totalizzando ben 178 episodi di televisione pura.
21) Friends, una Serie Tv da vedere che ha rivoluzionato il mondo comedy – 8.8

Ventunesimo posto per Friends, uno dei cult senza tempo del genere comedy. Una produzione che ha influenzato il futuro e il nostro presente, dettando alcune delle leggi del genere. Il solito pub, il solito salotto, i soliti amici. Il solito, sì, ma mai tutto uguale. Perché Friends, nonostante la sua rassicurante ricorsività, sa come cambiare e come evolvere, creando espedienti e gag che si adattano perfettamente all’evoluzione dei personaggi.
In un’epoca in cui non si parlava di fallimenti, Friends li sdoganava. Li metteva al centro della narrazione, raccontando lavori interrotti, licenziamenti, scelte che portavano al punto di partenza. I trent’anni vengono qui raccontati infatti nella loro veste più naturale, senza mai idealizzare carriera e posti nel mondo ritrovati.
I protagonisti di Friends non sanno effettivamente dove andare a sbattere la testa. Cercano di improvvisare. Anche quando sono giunti oramai all’ultima stagione, e le pressioni cominciano a farsi sentire. Ma loro non mentono, segnando una generazione con la loro trasparenza. Con il modo onesto e leale, nei confronti di chi li guarda, di ammettere di essersi persi e non sapere che strada prendere.
Con le sue dieci stagioni, Friends è presto diventata una delle Serie Tv comedy più premiate della storia. Una storia tanto divertente quanto rassicurante, matura quanto leggera, futurista quanto attuale. Perché Friends, con le sue tematiche, ha anticipato alcuni argomenti che all’epoca erano considerati tabù, dimostrandosi immediatamente come una produzione all’avanguardia, determinata a sdoganare e normalizzare cose che, a quell’epoca, venivano ancora spesso occultate. Insomma, un vero e proprio cult sono tutti i punti di vista.
20) When They See Us – 8.8

Al ventesimo posto arriva When They See Us, una miniserie che, con i suoi pochi episodi, è riuscita a scrivere una delle pagine più intense, drammatiche e profonde targate Netflix. Stiamo parlando della monumentale e indimenticabile When They See Us. Una produzione tanto straordinaria quanto complessa, ispirata a una terrificante storia vera che incute più paura di qualsiasi film horror. Siamo nell’America del 1989, più precisamente a New York. Una serata come tante, trascorsa in uno dei luoghi più frequentati di New York, il Central Park. E poi la tragedia. Anzi, le due tragedie.
Una ragazza subisce violenza e viene aggredita, e le persone arrestate sono quelle sbagliate. Sono cinque: adolescenti, minorenni e, soprattutto, innocenti. Ma non per le autorità che, avendoli incontrati al Central Park, li scelsero come colpevoli. Come capri espiatori da offrire all’America che, da ore, cercava giustizia e un nome pronto a pagare per quanto accaduto.
Da questo momento in poi si entra nel vivo dell’orrore: interrogatori psicologicamente impossibili da sopportare, ideati esclusivamente per terrorizzare i cinque, fino a farli credere che confessare fosse l’unica via d’uscita. E poi, fino al 2002, una vita trascorsa tra le sbarre di un carcere che non era il loro. When They See Us è una biografia intrisa di profondo senso di ingiustizia, del retaggio razzista di un’America che cercava un colpevole anziché un responsabile e che, per giustificare le proprie convinzioni, scelse i propri capri espiatori.






