6) Eric

Un lavoro molto simile a quello di Adolescence era giĆ arrivato su Netflix nell’estate del 2024. Stiamo parlando di Eric, la miniserie con Benedict Cumberbatch (qui recensita) che si sofferma sul concetto di famiglia, di ingiustizia sociale, in una New York lontana anni luce dalla leggerezza patinata con cui spesso viene ritratta in altre produzioni. La cittĆ che non dorme mai viene qui raccontata come l’inferno. Come una metropolitana disabitata in cui tutto quel che succede non viene mai osservato o ascoltato. Tutti corrono per fatti propri, non prestando mai attenzione a quel che succede intorno. Ma la parte peggiore di questa storia ĆØ che questo dramma si consuma anche tra le mura di casa. Come nel caso di Vincent, un padre incosciente, dipendente da alcol e sostanze che non restituisce alcuna carezza o attenzione al figlio Edgar, lo stesso che vive le sue giornate con il costante timore di suo padre. PerchĆ© questa parola, per quanto lo desidererebbe, per lui non ĆØ mai rassicurante. Vincent non si rende conto di quel che succede. Di quanto suo figlio lo tema. Lo capisce soltanto in un secondo momento, quando lo perde.
Edgar adesso ĆØ sparito, e Vincent fa tutto quel che ĆØ in suo potere per riprenderlo con sĆ©, per portarlo al sicuro e per diventare anche lui in prima persona un posto sicuro. Ma per farlo tocca il fondo, vagando per una New York in cui non tutti i casi di scomparsa vengono trattati con la stessa premura e dedizione. LāAmerica di Eric ĆØ infatti desolante, una gabbia a cielo aperto, fatta di ingiustizie sociali e degrado dove i diritti e lāattenzione sembrano spettare solo a una ristretta Ć©lite, mentre tutto il resto viene ignorato, abbandonato ai margini. Dopo di che esistono le fasce di Serie B. E qualsiasi cosa gli succeda, ĆØ anchāessa di Serie B. Per tale ragione, non sarĆ semplice guardare questa miniserie. SarĆ complesso, disturbante. Ma sarĆ anche una delle Serie Tv più attuali, critiche e controverse che la piattaforma ci abbia mai proposto. E ne varrĆ assolutamente la pena.
7) Disclaimer, una delle migliori miniserie targate Apple TV+

Ci sono dei momenti i cui il flusso di cose che accadono s’inceppa. L’ingranaggio stava andando avanti, ma poi qualcosa ha smesso di funzionare. Come nel caso di Catherine, la protagonista di una storia che non avrĆ pietĆ per lei e di lei. Sembrava aver tutto: una famiglia perfetta, una casa da copertina, un lavoro in cui era inattaccabile. Ma anche i migliori ingranaggi finiscono per incepparsi, dicevamo, e il suo sembrava non aver alcuna possibilitĆ di ripresa.
Per anni Catherine ha lottato per mantenere una parte della sua vita totalmente nascosta sia agli altri che a se stessa. Non voleva ricordare, non voleva far sapere. Voleva vivere come se non fosse mai successo, e sperare che questo potesse bastare. Ma non basta mai. E cosƬ, il sogno di dimenticare e di far dimenticare finisce nel cestino della spazzatura mentre, intanto, da un vecchio pacco arriva un libro in cui c’ĆØ scritto tutto quel che Catherine ha tentato di nascondere per anni.
In questo preciso momento, la narrazione torna indietro nel tempo ricostruendo tutto ciò che viene raccontato in quelle pagine. Catherine in quei ricordi ĆØ giĆ madre, ĆØ in gamba, in vacanza. Il sogno di una vita perfetta ĆØ evidente e vivido, ma nessuno potrĆ mai immaginare quanto avverrĆ dopo. Disclaimer una Serie Tv lunga sia ventāanni che un giorno. Una storia che affronta il peso della veritĆ e lāinterpretazione che diamo a quel che ci circonda. Sperando che sia tutto come lo conosciamo, viviamo in una bolla fatta di silenzi e taciti accordi con la vita: vedere soltanto quel che vogliamo, almeno fino a quando sarĆ possibile.
Ma poi le cose cambiano, e un giorno la veritĆ – qualsiasi essa sia – ci piomba addosso mostrandoci il volo che abbiamo cercato di nascondere sia degli altri che di noi stessi. Conosciamo davvero le persone che ci stanno intorno? O siamo solo vittime e carnefici di una nostra interpretazione? Disclaimer ha una sua teoria, ed ĆØ raccontata in una delle migliori miniserie degli ultimi due anni sotto la direzione del grandissimo Alfonso Cuarón.






