8) Baby Reindeer, tra le Migliori Miniserie da vedere su Netflix

Ottava posizione per una di quelle miniserie diventate un simbolo della piattaforma Netflix, e pensare che inizialmente rischiava di passare inosservata a causa della scarsa promozione. Parliamo di Baby Reindeer, la Serie Tv che è riuscita a sfuggire alla logica degli algoritmi, trasformandosi in uno dei più grandi successi della piattaforma. Il merito è di un racconto capace di esorcizzare il dolore del protagonista, anche autore della serie. Ciò che Richard Gadd porta in scena è profondamente personale. L’obiettivo è chiaro: rivivere il trauma per comprenderlo, affrontarlo e dargli un senso.
Baby Reindeer racconta un incontro destinato a bruciare e, allo stesso tempo, a curare alcune delle ferite più profonde del protagonista, un comico senza successo che non riesce a vivere della propria arte. Per sostenersi, Donny lavora in un pub, dove incontra Martha, una donna che sviluppa un’ossessione nei suoi confronti. Un’ossessione che si trasforma in comportamenti sempre più invasivi e disturbanti, come appostarsi per ore sotto casa sua. A raccontare tutto è lo stesso Donny, attraverso pensieri intimi, spesso scomodi.
Le sue riflessioni non sono sempre politicamente corrette, né rassicuranti. Ma sono autentiche, umane, profondamente vere. Per troppo tempo Donny ha ignorato i propri traumi, trattandoli come presenze da tenere fuori. Ma non funziona così. E qui, infatti, non esiste più alcuna via di fuga. E per scoprire cosa succede quando non puoi scappare, sapete già cosa fare.
7) Ripley

Dalla storia personale di Richard Gadd passiamo alla rielaborazione televisiva de Il talento di Mr. Ripley, il romanzo di Patricia Highsmith già portato al cinema nel 1999. Qui letteratura e cinema si fondono in un’opera sontuosa, elegante e glaciale. Raffinata e crudele allo stesso tempo. Un teatro di finzione che si espande per tutta la narrazione, nascondendo il veleno sotto la superficie.
Cresciuto nella mediocrità e nella povertà, Tom Ripley è alla ricerca di un riscatto che intravede in Italia. Dopo aver conosciuto Dickie, decide di compiere un omicidio brutale, assumendone l’identità e trascinandosi in una spirale fatta di menzogne, violenza e fuga. L’Italia, raccontata in un affascinante bianco e nero, diventa parte integrante della narrazione: tra tradizione, arte e cultura. C’è Mina, c’è Caravaggio, vera ossessione di Tom. Il parallelo con Davide con la testa di Golia diventa simbolo di una discesa morale senza ritorno.
In Ripley ogni dettaglio conta, anche ciò che sembra superfluo. Tom è sempre al centro, immobile o in azione, calmo o furioso, mentre cambia volto e identità. Il risultato è un racconto ipnotico e diabolico, che gioca con la finzione e trasforma l’orrore in qualcosa di seducente.





