4) Six Feet Under, tra I Migliori Finali delle Serie Tv e tra i più strazianti

Se ancora ci pensi, e di tempo ne è passato, è tutto assolutamente regolare: il finale di Six Feet Under sa come restare addosso. E lo fa senza particolari giri di parole, colpi di scena o eventi narrativi fuori dal comune. Lo fa semplicemente parlando della vita e di tutto ciò che accade nel frattempo. Lo fa attraverso la famiglia che ha raccontato cosa significhi affrontare il lutto, come sopravvivergli e cosa succede alle persone che restano quando le altre se ne vanno. Tutte cose che ritornano in questo finale e che raccontano l’essenza più profonda di Six Feet Under.
Tra la vita e la morte c’è un lasso di tempo indefinito in cui sei chiamato a inventarti qualcosa. Salire sul palco e improvvisare. Interagire con altri attori, sbagliare le battute – e quante volte – e ripetere tutto da capo quando è possibile. Una volta fatto questo, sperare che vada meglio. E poi ancora un’altra volta. E un’altra ancora. Fino a quando è possibile. E nel frattempo farai delle cose che in Six Feet Under vengono descritte nella loro autenticità, anche nel momento del finale: vivrai a pieni polmoni, cadrai nello sconforto e esploderai di gioia. E poi il contrario.
È un via vai di chi resta e di chi deve proprio andare, la vita. Ed è di questo che Six Feet Under parla in questo finale. Di chi saluta e, anche se è assurdo, continua a campare con questo peso sulle spalle: sapere che il mondo è lo stesso di sempre anche se qualcuno non c’è più. Non si ferma niente. Un groppo nel petto, questo, che appare umanamente intollerabile, ma che Six Feet Under riesce a rendere più delicato. Più dignitoso. Umano. Naturale.
3) The Big Bang Theory, tra I Migliori Finali delle Serie Tv comedy

E a proposito di momenti che cambiano l’esistenza, ad aprire il podio arriva The Big Bang Theory, la Serie Tv comedy che con il suo finale ha ricordato al mondo che Sheldon Cooper non soltanto vuole bene a chi gli sta intorno, ma sa perfino dirglielo. E quanta fatica è servita per arrivare fin qui. Un personaggio rigido, coerente, convinto che le cose conoscano una sola direzione, che qui scopre di nutrire un sentimento di gratitudine per tutto ciò che ha seminato nel corso della sua vita. Perché quelle stesse persone che applaudono dalla platea sono le stesse che c’erano anche quando tutto questo era solo un sogno e Sheldon Cooper lontano dalla intrattabile.
Questa volta nessun ego smisurato, nessun discorso in prima persona. Tutto finisce com’è cominciato, con Sheldon Cooper al centro. Ma questa volta lo Sheldon che conosciamo non è più lo stesso. Non è cambiato, attenzione: non c’è alcun rischio che questo accada, e restano intatti alcuni punti cardine del suo carattere. Ma c’è stata un’evoluzione: le cose che non capiva, adesso le comprende. Quelle che allontanava, adesso accetta che si avvicinino. Ciò da cui restava distante, ora è qualcosa a cui sceglie di avvicinarsi.
E così The Big Bang Theory ci accompagna alla fine di questo lungo viaggio. Lo fa con le piccole cose. Non soltanto con la cerimonia più importante, ma anche con il ritorno su quel divano da cui tutto ha avuto inizio. Tutto è cambiato e tutto è rimasto uguale. E con questa consapevolezza, The Big Bang Theory conclude il suo percorso dando vita a uno dei migliori finali delle Serie Tv secondo Hall of Series – Comunità di Recupero.







