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Il caos dopo di te: tra verità e menzogne

Il caos dopo di te è il nuovo prodotto spagnolo tratto dal libro El desorden que dejas, diretto e prodotto da Carlos Montero, reduce del successo di Elite, in cui troviamo Aròn Piper (Ander in Elite) nei panni dell’instabile Iago. Si tratta di una serie sempre in bilico tra passato e presente, in un viaggio tra le ipocrisie, le verità e le menzogne di un piccolo paesino in cui tutti mormorano e tutti si conoscono.

Nonostante alcune lacune di fondo, la serie riesce ad attanagliarci e a tenerci sulle spine grazie anche a una brillante caratterizzazione psicologica dei personaggi, ognuno portavoce di una determinata classe sociale e di uno specifico passato da (non) dimenticare.

Due donne, due passati indissolubilmente legati

Due donne, due storie indissolubilmente legate tra passato e presente. Nel caos dopo di te, che allude volutamente al caos creato dalla morte di una delle due protagoniste Viruca (Barbara Lennie), a prendere il suo posto come insegnante arriva Raquel (Inma Cuesta). Entrambe legate da un passato tormentato: da un lato la giovane Viruca alle prese con una storia d’amore travagliata con il padre di uno dei suoi studenti Iago – e con lo stesso studente che, invaghitosi di lei, passa dalla parte del “cattivo” e del giovane irrequieto – dall’altra Raquel alle prese con una storia famigliare tutt’altro che rosea, dal matrimonio con il marito alla morte della madre. Una situazione che la tiene in una morsa anche da morta e alla quale lei si sente legata, in un rapporto di odi et amo difficile da dimenticare.

Viruca è l’insegnante del liceo di una cittadina in Galizia. Muore inspiegabilmente annegata facendoci pensare a un suicidio. Raquel deve così sopperire alla mancanza di Viruca, alle prese con una classe difficile da gestire che la minaccia (o forse cerca di salvarla fin da subito). Raquel viene tenuta alla larga dalle perfidie della piccola città, una città in cui tutti conoscono tutti e tutti sono sul filo del rasoio: tra menzogne, avidità e soprattutto solitudine. Quella raccontata è infatti una storia sulla fragilità dell’animo umano e dei suoi limiti.

Raquel capirà subito che qualcosa non quadra nella morte di Viruca, sia per via delle minacce che le arrivano direttamente, sia per gli strani comportamenti degli alunni, in particolare del trio composto da Iago, Roi e Nerea. Tutti e tre alle prese con tre situazioni personali differenti, ma comunque legati da una sola persona Viruca. Iago innamorato di lei, Roi apparentemente geloso di Viruca e Nerea da adoratrice diventa aguzzina essa stessa nei confronti dell’insegnante. A Raquel il compito di districare il quadretto di ingiustizie cercando di non fare la fine della stessa Viruca.

Il caos dopo di te: sintomo di una società sadica e maschilista

Non è un caso il discorso femminista che porta Nerea davanti ad alunni e insegnanti, il giorno dell’insediamento di Raquel. Parla di una società patriarcale e maschilista in cui le donne hanno poco respiro, ed è quello che lei al contrario vuole rivendicare: una sorta di riscatto a nome di tutte. Il discorso ispirerà la nuova insegnante, facendoci vedere la vera realtà dei fatti, ossia quella che vuole vedere le donne come oggetti sessuali (Viruca per il papa di Iago) e al fatto che a loro sia vietato intromettersi in questioni economiche o sociali. Quando però le donne sono toste, in gamba e vogliono scovare il marcio della società, ecco che devono essere eliminate.

Questo è quello che succede a Viruca e che potrebbe succedere a Raquel se non la smette di ficcanasare in ogni dove, perché “sono cose da uomini e non ci si può immischiare”. La loro tempra e forza di volontà le hanno messe in pericolo e solo loro devono cercare di venirne a capo, scegliendo tra la verità o la menzogna.

Una forte indagine psicologica

Cosa rende forte e appetibile il caos dopo di te? Sicuramente la forte caratterizzazione dei personaggi, nonostante alcuni piccoli cliché che lasciano desiderare. I tre personaggi sicuramente meglio delineati sono Roi, Iago e Nerea. Tutti e tre vengono ben definiti fin dal primo episodio e sono abbastanza coerenti con i loro personaggi lungo tutto l’arco narrativo. Ci mettiamo empaticamente nei panni di Roi quando viene picchiato, perché sotto sotto sappiamo cosa sta passando, così come proviamo odio e alla fine compassione per il povero Iago, costretto ad anni di abusi e violenze da parte di un padre tiranno. Infine capiamo anche il personaggio scontroso – ma che nasconde un’animo buono – di Nerea, abile lettrice e brillante giovane dai tanti talenti, seppur abbastanza celati.

Personaggi principali a parte, anche i secondari sono importanti, segno anche di una produzione dai toni seri, lontani dal teen drama. Per esempio il personaggio di Tere, l’amica di Raquel, è perfetto. Una figura psicologicamente articolata, segno anche di un buon rapporto di amicizia. Lo stesso vale per il personaggio di Germàn, in cui noi spettatori vediamo chiaramente il disagio psicologico dato dalla sua dipendenza dalla cocaina.

Tutto sommato vale la pena vedere Il caos dopo di te, perché ricca di spunti e riflessioni non nuove al giorno d’oggi.