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La classifica dei 5 finali più odiati nella storia delle Serie Tv

How I Met Your Mother

Ci sono serie famosissime e il cui valore è riconosciuto da pubblico e critica… ma anche per questi mostri sacri della serialità chiudere al meglio non è mai una passeggiata.

Lo dimostrano questi cinque capolavori seriali che hanno deluso i fan di tutto il mondo con un finale controverso, scialbo o totalmente insensato. In alcuni casi la colpa di tale odio non è, però, totalmente dovuto alla serie in sé ma all’approccio del pubblico. Lo dimostra il primo caso della lista che andremo ad analizzare a breve e che, personalmente, riteniamo tra i finali più profondi di sempre. Tutti d’accordo invece su How I Met Your Mother?

Ma c’è chi ha fatto peggio, ve lo assicuriamo.

5) Lost

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Lost ha rappresentato un viaggio, un percorso di crescita e maturazione. Ci ha messo di fronte alle variabili e alle costanti del mondo. Al mistero che è nell’uomo e nella realtà. Lost è stato tutto questo oltre che un’eccezionale esempio di evoluzione psicologica dei suoi personaggi. Ha aperto la strada a un modo nuovo di fare televisione. Non più i granitici e invariabili protagonisti che tornano al punto di partenza a fine episodio ma uomini reali. Uomini con le loro pene, i loro tremendi sbagli ma anche la forza di reagire, di cambiare, di voler essere migliori.

E nel mezzo i traumi e la vita ingiusta, la ricerca di un senso e la progressiva presa di consapevolezza. Lost è un dramma corale, un magnifico percorso di vita che ci ha accompagnato per un tratto fondamentale della nostra esistenza. Il finale ha rappresentato il compimento di questo viaggio, la rincomposizione di due logiche che credevamo antitetiche, fede e ragione. Razionalità e cuore. E sopra ogni cosa l’amore che ritesse insieme la realtà e che sopravvive agli affanni della vita.

Nonostante questa conclusione, tra le più liriche mai rappresentate su uno schermo televisivo, il finale di Lost ha lasciato molta confusione e perplessità. Da un lato l’odio appare del tutto immotivato: si tratta di un’avversione dovuta all’incomprensione del senso (qui la spiegazione del finale) di questa conclusione. È accaduto, infatti, che molti spettatori che avevano lasciato andare la serie, forse provati dall’eccessivo prolungarsi degli intrecci e delle stagioni, siano tornati a interessarsi in occasione del finale.

Vedere svelato quel mistero tanto atteso li ha attratti irrimediabilmente.

Ma a questo punto, senza la forza di una visione continuativa e attenta, è risultato inevitabile che il finale sfuggisse alla loro comprensione. Di qui pesanti fraintendimenti e musi lunghi. Ma l’epilogo di Lost non è odiato solo da chi è colpevole di essere salito sul carro dopo una lunga assenza. Anche alcuni degli spettatori più assidui sono rimasti a dir poco perplessi. Come mai?

Da un lato la svolta spirituale non ha convinto tutti: forse ancora troppo legati alla spinta razionale e secolarista alcuni si aspettavano una spiegazione finale logica e stringente che ritessesse insieme tutte le trame e acquietasse il loro bisogno di risposte. Un bisogno razionalissimo e umano. Ma Lost ha deciso di concentrarsi su istanze più profonde ed esistenziali preferendo non profanare il senso ultimo in una volgarizzazione logico-razionalista.

Non tutte le critiche, però, sono infondate: è evidente che l’odio maggiore sia nato dalla presenza di alcuni pesanti buchi di trama. Colpevolmente gli autori nel corso delle stagioni hanno alzato via via il livello dei misteri, creando trame secondarie finite nel nulla. Questi rami secchi non hanno trovato nuova linfa neanche nel finale. E le principali domande sono rimaste senza spiegazione. Comprensibile, allora, che la rabbia si sia riversata nel finale anche se la colpa va ricercata prima.

Quello che è certo è che il finale continua a dividere i fan e accrescere il numero di detrattori. In molti casi in maniera ingiusta, in alcuni, però, con motivazioni innegabili. Una parte del fandom si è sentita presa in giro, un’altra si è commossa profondamente. Dov’è la verità? Come sempre, forse, nel mezzo.

Written by Emanuele Di Eugenio

Esteta contemplativo (un modo elegante per dire nullafacente), vive immerso tra libri impolverati e consunti osservando il mondo da una finestra. Che sia quella dello schermo di una tv, di un pc o le pagine di un romanzo russo poco importa.

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