È parte della storia dell’uomo, ieri come oggi. Dalla Gen Z all’alba dei tempi: crescere significa anche attraversare una fase transitoria di rifiuto dei modelli proposti dai genitori, salvo poi ritrovarli e farli propri successivamente con una nuova identità acquisita. Succede normalmente negli anni dell’adolescenza, e non c’è niente di male. Non siamo qui ad affrontare un tema complesso come questo, ma la sostanza è molto semplice: è fisiologico che quello che piace ai genitori non piaccia ai figli, almeno in quella fase.
Così è anche in seguito, e viceversa: genitori e figli si incontrano nel tempo anche grazie a un sano scontro generazionale. La musica dei giovani non è compresa dai genitori, mentre quella di madri e padri è “rifiutata” dai figli. Poi si cresce e gli astri si allineano, riducendo le distanze o annullandole del tutto, dopo aver affrontato un passaggio del genere.
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