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I 10 plot armor più ridicoli nella storia delle Serie Tv

game of thrones

Avete presente quando guardate un film di Bruce Willis e siete tranquilli perché tanto sapete che non potrà accadergli nulla? Bene, prima di leggere questo articolo, stampatevi quella sensazione nella testa.
Un plot armor è uno scudo, un’immunità speciale che si dà a un personaggio perché arrivi sano e salvo ai titoli di coda. Un po’ quello che succede anche a Jaime e tanti altri in Game of Thrones.
Ma se avete visto Die Hard, sapete di cosa stiamo parlando. Bruce Willis può fare qualsiasi cosa: gettarsi da un ponte per atterrare su una nave in movimento, restare sospeso al trentesimo piano di un grattacielo, saltare giù da un elicottero in corsa, correre contro una raffica di proiettili senza alcun tipo di protezione.
Non importa quanto estrema sia la situazione, Bruce Willis si salva sempre.

I plot armor sono questa roba qui, un’armatura che permette ai personaggi di sopravvivere semplicemente perché, senza di loro, la storia praticamente non avrebbe senso.

Le serie tv ne sono piene, basti pensare a Game of Thrones e a tutti i sopravvissuti della battaglia di Winterfell, a Doctor Who, a Dexter e a tantissime altre ancora.

Di seguito, ecco la lista dei 10 plot armor più ridicoli della storia delle serie tv.

1) Arya Stark doveva arrivare alla fine di Game of Thrones

game of thrones

Qualunque personaggio con un ferita come quella riportata da Arya nel finale della sesta stagione non sarebbe sopravvissuto a lungo. Le coltellate nel basso ventre non lasciano presagire nulla di buono, figuriamoci se a questo ci si aggiunge un inseguimento al cardiopalma nelle affollatissime strade di Braavos, con una pazza assassina alle calcagna. Possibile sfuggire alla morte, per diverse ore, con una ferita che zampilla sangue da ogni parte?
Sì, se ti chiami Arya Stark di Grande Inverno e sei colei che, con una pugnalata, dovrà mettere fine alla minaccia millenaria del Re della Notte e degli Estranei.

2) Lapidus doveva far decollare l’aereo

game of thrones e lost plot armor

In Lost, ci sono diversi plot armor a garantire la sopravvivenza dei personaggi. Ma quello di Lapidus è forse uno dei più eclatanti.
Siamo nel finale della serie quando lui, Sawyer, Hugo, Jin e Sun cercano di entrare nel sommergibile che dovrà portarli lontano dall’isola. Frank raggiunge la cabina di pilotaggio e prende in ostaggio il comandante, al quale viene ordinato di partire immediatamente. Ma quando il sommergibile comincia a muoversi secondo le disposizioni, inizia a vibrare pericolosamente. Frank cerca di capire cosa stia succedendo, quando un portellone si sgancia e lo colpisce in pieno. Il sommergibile affonda e non ne rimane più nulla in superficie. Che ne sarà stato di Frank Lapidus?
Naturalmente non poteva tirare le cuoia l’unico pilota dell’isola. Altrimenti chi avrebbe fatto partire l’aereo che avrebbe portato via dall’isola i naufraghi?

3) La pellaccia dura di Meredith Grey

Meredith Grey è indistruttibile. Sopravvivere a sedici stagioni di Grey’s Anatomy, mentre la gente intorno muore di continuo, non è affetto impresa da poco. Ma riuscireste mai a immaginare questa serie senza la sua indiscussa protagonista? Impossibile. Per questo la dottoressa Grey è riuscita a scampare praticamente a tutto: a un incidente d’auto, all’esplosione di una bomba, a una sparatoria, a un leone che girava indisturbato per le strade di Seattle, a un incidente aereo, a un cesareo d’urgenza durante un blackout, a un terremoto, alla morte del marito.
Ma è nella terza stagione che Meredith ha rischiato di più. Durante l’incidente del Ferry Boat, un uomo in evidente stato confusionale la fa cadere nelle acque gelide di Seattle. Lì rimane per molto tempo e, quando Derek la trova, è ormai troppo tardi. Eppure, Meredith Grey la scampa.
Gli esperti sono sempre stati scettici sulla maniera in cui la serie ha riportato in vita la dottoressa Grey. Difficilmente un essere umano sarebbe potuto sopravvivere nelle stesse condizioni. Ma nessuno è come Meredith Grey…

4) Il finale di Lost in Space

Missione suicida è quel tipo di missione dalla quale difficilmente si esce tutti interi. Non è così per gli astronauti di Lost in Space.
Il lancio nello spazio di John Robinson e Don, definito dai personaggi stessi primitivo e senza speranze, fallisce miseramente. Le possibilità di mettersi in salvo, per la famiglia Robinson, si riducono. Quelle di trovare John e Don ancora vivi dopo l’esplosione della navicella, ancor di più.
E, invece, all’inizio del decimo episodio, eccoli là. Nello spazio interstellare, su un pezzo distrutto di navicella, Don e John ridono e scherzano in attesa di essere salvati dal resto della famiglia Robinson.

5) Le mille vite di Glenn Rhee

game of thrones e the walking dead plot armor

The Walking Dead è un’altra serie che ha fatto largo uso dei plot armor. A Glenn Rhee gliele sono successe di tutti i colori e tante volte ha sfiorato la morte, riuscendo a venirne fuori pressoché illeso. Ma quello che succede nella 6×03 non lascia spazio a nessun dubbio: Glenn e Nicholas vengono accerchiati da un’orda di zombie e non ci sono più vie d’uscita. Quando capisce di essere spacciato, Nicholas si suicida trascinando con sé nell’orda anche Glenn. L’inquadratura ci fa vedere il corpo di Glenn ancora vivo lasciato in pasto agli zombie, che poco alla volta iniziano a sventrare il corpo. Neppure il più ottimista dei fan lo avrebbe immaginato, ma quattro episodi più avanti si scopre che, in realtà, Glenn è ancora vivo e che è sopravvissuto all’orda solo perché gli zombie si sono accaniti prima sui resti di Nicholas, consentendo a Glenn di scappare e di salvarsi ancora una volta la pelle.

6) L’indistruttibile Arrow

Va bene che Green Arrow è un supereroe, ma ci sono degli scenari dai quali nemmeno il Freccia Verde più in forma potrebbe uscire illeso.
Il povero Oliver Queen viene infilzato nel petto da una spada e spinto giù dalla cima di una montagna e, nell’episodio successivo, torna sullo schermo come fosse reduce da un semplice mal di schiena. Sarebbe una cosa normale se stessimo parlando di un eroe dai superpoteri come quelli di Superman, ma l’abilità maggiore di Green Arrow è quella di saper manovrare l’arco, non quella di sopravvivere a situazioni così estreme. Eppure, se fosse morto davvero in quest’occasione, che ne sarebbe stato della serie?

7) Tic, tac e la Beckett è salva

C’è una scena, nella seconda stagione di Castle, in cui l’appartamento del detective Beckett salta letteralmente in aria a causa di una bomba. Richard Castle arriva troppo tardi e non riesce ad avvisare per tempo la collega. Possibile che la protagonista femminile sia morta solo alla seconda stagione di una serie che è andata avanti quasi per dieci anni? No, e infatti Kate è viva e Richard riesce a tirarla fuori dall’appartamento in fiamme. Il suo scudo? La vasca da bagno. La Beckett ci si nasconde dentro e sopravvive alla detonazione.

8) Elena Gilbert è un plot armor vivente

Elena Gilbert è un personaggio troppo importante per la trama di The Vampire Diaries. Talmente importante che quasi tutti i risvolti più decisivi della serie sono legati in qualche modo al suo personaggio. Elena ha uno scudo talmente massiccio che i fan difficilmente cadono nel tranello degli sceneggiatori ogni volta che provano a mettere in scena la sua morte, reale o presunta che sia.
Quando Klaus sacrifica la sua vita per spezzare una maledizione che inibisce la sua doppia natura di licantropo, lei in realtà non muore davvero. Bonnie collega con un incantesimo la sua anima a quella del suo padre biologico John, cosicché Elena può tornare in vita a scapito della vita del padre. E non sarà l’unica occasione in cui un espediente simile verrà utilizzato per mettere in salvo la protagonista di The Vampire Diaries.

9) La morte fake di Sara Tancredi

I fan di Prison Break non potevano saperlo, ma quando viene mostrata in una scatola la testa decapitata di quella che sembrerebbe essere a tutti gli effetti Sara Tancredi, gli autori avevano già pensato come uscirne.
Il fatto è che Sarah Wayne Callie, l’attrice che ha interpretato la Sara di Prison Break, era incinta durante le riprese e non poteva apparire nella serie. Le serviva uno scudo temporaneo, per poter tamponare l’assenza nella terza stagione e tornare nella quarta. Alla fine si scoprirà che la testa che sembrava di Sara in realtà non era la sua. Così facendo, si è potuto reintrodurre il personaggio nella linea narrativa. Ma intanto i fan ci avevano creduto eccome.

10) Ancora Game of Thrones

game of thrones

Chiudiamo la lista come l’avevamo aperta, con Game of Thrones. Stavolta siamo nella settima stagione, oltre la Barriera. Jon, Jorah, Tormund e gli uomini della Fratellanza Senza Vessilli devono catturare un non-morto per portarlo al cospetto della regina Cersei. Ma in mezzo al gelo del profondo Nord, le cose non vanno proprio come ci si sarebbe aspettati. Un’orda di non-morti riesce a braccare Jon e i suoi compagni, che, costretti al combattimento, difficilmente riuscirebbero ad avere la meglio su un esercito tanto vasto. E difatti è solo l’arrivo provvidenziale di Daenerys a salvarli. Ma Jon non fa in tempo a salire sul dorso del drago e a scappare con gli altri. Resta da solo. In mezzo a un esercito sconfinato. Armato solo della sua spada. Come potrebbe mai sopravvivere?

E invece è possibile. Jon combatte, dà prova di coraggio e alla fine il deus ex machina si materializza nei panni dello zio Benjen, sparito per anni, che arriva al galoppo sul dorso di un cavallo e con la sua arma infuocata tiene testa ai non-morti. Jon riesce a scappare.

Game of Thrones fa spesso uso di plot armor e questo episodio della settima stagione lo conferma.

Possibile sopravvivere a uno scontro di tali proporzioni – uno contro migliaia di migliaia – tutti soli e sul campo nemico?
Sì, se sei Jon Snow e sei l’Azor Ahai. No aspetta, non sei tu l’Azor Ahai.

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Written by Serena Verrecchia

Esistono milioni di storie al mondo, preziose e inimitabili. Il nostro compito è solo quello di scovarle, portarle in superficie e imparare ad amarle.
Scrivo di serie tv per un insopprimibile desiderio di bellezza, perché nelle storie, specie in quelle belle, ho trovato il mondo che vorrei.

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