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5 buoni motivi per guardare Anatomia di uno scandalo

Ve ne avevamo già parlato nella nostra recensione: Anatomia di uno scandalo continua a essere ancora nella classifica delle dieci serie più viste dagli utenti italiani sulla piattaforma streaming di Netflix. Dall’omonimo successo letterario di Sarah Vaughan, la miniserie composta da sei episodi è stata sviluppata da David E. Kelley e Melissa James Jibson, già noti per aver contribuito alla nascita di altri famosi successi del piccolo schermo, con la regia di S. J. Clarkson.
Le premesse per un thriller coinvolgente – e ricco di tanta suspense – ci sono state sin da subito, data l’esperienza dei professionisti coinvolti sul campo. Nonostante le critiche e le osservazioni in merito ai punti deboli di Anatomia di uno scandalo, possiamo confermare che il progetto finale ha riscosso successo ed è riuscito a intrattenere.

Di fronte ad una storia come quella di Anatomia di uno scandalo, però, è fondamentale sottolineare che l’intrattenimento non può essere l’unico e solo obiettivo, dal momento che le riflessioni che ne scaturiscono sono da considerarsi ben più profonde e, soprattutto, contestuali nella nostra attuale società. Senza ombra di dubbio alcuni passaggi meritavano un trattamento differente, per cui lungi da noi osannare il risultato ottenuto, ma i motivi per cui iniziare a guardare la serie sono altri. Ne abbiamo individuati cinque tra i più importanti per convincervi a darle un’occasione o, nel caso in cui l’abbiate già fatto, a vederla da un punto di vista differente.

Ecco i nostri buoni motivi per guardare Anatomia di uno scandalo:

1) Una situazione realistica

La trama di Anatomia di uno scandalo è tutt’altro che improbabile, purtroppo. Anzi, di storie come questa di cui la stampa e i social ci mettono al corrente ce ne sono tantissime in giro per il mondo. In questo caso, ci troviamo a Londra. James (Rupert Friend), un influente politico e braccio destro del Premier, confessa a sua moglie Sophie (Sienna Miller) di aver avuto una relazione sessuale con una giovane collaboratrice, Olivia (Naomi Scott).

Questo evento turba l’equilibrio della solida e vissuta relazione della coppia, che deve sopportare un ulteriore scandalo, ossia l’accusa di stupro da parte della stessa donna. Inizia così un processo lungo e complesso in cui l’uomo dovrà difendersi affrontando al contempo un enorme scombussolamento della propria vita privata.

Come ci ha insegnato il giornalismo nell’era digitale, ognuno attraverso i propri canali di comunicazione si sente libero di poter esprimere una propria opinione a riguardo sulla base di fatti che vengono resi ormai di dominio pubblico. Spesso, gestire un flusso di commenti e giudizi diventa estremamente complicato e rende difficile distinguere la verità dalle menzogne.

Anatomia di uno scandalo ci mette nelle condizioni di conoscere la storia dall’interno, dal punto di vista di chi ne è coinvolto (e di chi mente). È questo uno dei motivi che, senza ombra di dubbio, la rende così particolarmente interessante.

2) La scelta dell’ambientazione

L’ambientazione scelta per raccontare una storia gioca un ruolo fondamentale. Anatomia di uno scandalo, da buon procedural drama – anche se ibrido – ha ottenuto l’effetto desiderato scegliendo di raccontare tutto il processo all’interno dell’aula di tribunale non soltanto imprimendo ulteriormente l’accento sul realismo ma anche rendendolo molto più coinvolgente e avvincente.

Ce lo hanno già fatto capire altre produzioni come How to Get Away with Murder o il più vecchio Law & Order che c’è un innegabile fascino suscitato dal sentirsi coinvolti nel sistema giudiziario americano, capirne i meccanismi, le dinamiche e restare col fiato sospeso fino al fatidico commento in cui la giuria manifesta il proprio verdetto e il caso è chiuso.

3) L’attualità del dramma raccontato

Anatomia di uno scandalo

Spesso le serie che guardiamo ci raccontano storie improbabili e palesemente inventate oppure travisate, a tal punto che distinguere fantasia e realtà diventa impossibile. Anatomia di uno scandalo è invece uno di quei rari casi in cui non fai fatica ad empatizzare con ciò che stai guardando perché è tremendamente vicino al mondo di cui sei parte. L’ambiente dello spettacolo, oltre a quello della politica, è intriso di queste tristissime e drammatiche pagine di cronaca: donne che fanno fatica a raccontare la loro versione dei fatti e ancora di più a essere credute.

Anatomia di uno scandalo mette in luce quanto per le vittime, oltre a essere drammatico sopportare le conseguenze psicologiche – spesso anche fisiche – di un simile trauma, debbano anche combattere con i poteri forti, con uomini influenti che trovano il modo più dispendioso per difendersi e farla franca. Oltre a questo sistema di menzogne, ancora più umiliante è dover sopportare anche un meccanismo di vittimizzazione – il cosiddetto victim blaming – a cui assistiamo anche in Anatomia di uno scandalo, ossia il tentativo di far ricadere la colpa di un tale spregevole gesto su chi ha subito la violenza.

Ognuno di questi condannabili atteggiamenti viene ben messo in evidenza da questa serie che non ci risparmia anche il parallelismo tra il racconto fitto di menzogne e i flashback che ci raccontano l’effettivo svolgimento della vicenda, provocando in noi una rabbia ancor più forte.

4) Una storia di riscatto femminile

Anatomia di uno scandalo

Le vere protagoniste di questa storia sono le donne, anche se il focus su Josh farebbe pensare il contrario. Sua moglie capisce di essere stata ingannata, di non essere stata abbastanza sveglia da capire quale genere di persona avesse accanto, scegliendo quindi di coprirlo e assecondarlo in ogni occasione.

La sua trasformazione non è istantanea, anzi, il suo cammino avviene un passo alla volta. All’inizio pensiamo sia intenzionata ad acconsentire ad ogni richiesta di suo marito ma intanto cova dentro di se una presa di consapevolezza. I suoi dubbi si fanno sempre più insistenti e la voglia di andare fino in fondo per scoprire la verità non può più essere nascosta.

Il suo ruolo di donna – moglie ideale al fianco di un uomo così potente e in vista si incrina e dopo una serie di tremende verità, non potrà essere ripristinato.

Un’altra fondamentale figura che contribuisce allo svolgimento della storia in maniera significativa è Kate Woodcroft, un’avvocatessa estremamente in gamba che sceglie di essere coinvolta nel processo per regolare i conti con il proprio passato e fronteggiare un trauma da cui è fuggita e mai ha avuto il coraggio di affrontare.

Anche per lei, raccontare la verità non sarà facile e neppure la sua posizione riuscirà a darle credito e a renderla credibile. Due donne, due destini diversi che però convergono in un’unica direzione: ottenere giustizia essendo disposte a tutto.

5) Uno spiraglio di speranza e motivazione

Anatomia di uno scandalo

Se non avete ancora finito di guardare Anatomia di uno scandalo non proseguite nella lettura: allerta spoiler!

Nonostante molti aspetti potevano essere raccontati in maniera differente e più incisiva, Anatomia di uno scandalo riesce a lasciarci un messaggio di speranza e incoraggiamento. Oltre a focalizzarsi sull’importanza del sostegno reciproco, femminile in questo specifico caso, riesce a farsi ragionare sul valore della verità che è necessario raccontare prima che sia troppo tardi e i “cattivi” possano farla franca. Il bene può farsi strada anche quando i poteri forti potrebbero ostacolarne in cammino. Basta giocare le carte giuste e capire quand’è il momento di scendere in campo e schierarsi dalla parte giusta!

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