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Resident Alien – Ma non è che alla fine dei conti gli alieni siamo noi?

Attenzione: proseguendo nella lettura potreste imbattervi in spoiler su Resident Alien

Se siete in cerca di un prodotto divertente e leggero, sappiate che su Netflix è finalmente sbarcata la serie dai toni fantascientifici Resident Alien. Sebbene la serie non abbia ancora raggiunto lo status di acclamato successo, dal suo arrivo su Netflix a partire da marzo, Resident Alien sta già scalando la vetta della classifica. Tutto ruota intorno alle bizzarre avventure di un alieno sulla terra costretto a prendere le sembianze di un essere umano. Il tutto mentre cerca di adattarsi in questo nuovo mondo. Oggi, quindi, abbiamo deciso di fare un breve approfondimento su questo fresco show di Syfy, magari anche riuscendo a convincervi a guardarla se ancora non l’avete fatto.

La serie Resident Alien è basata sull’omonimo fumetto di Peter Hogan e Steve Parkhouse, pubblicato da Dark Horse Comics a partire dal 2012. 

Un alieno, interpretato da Alan Tudyk (Firefly, Doom Patrol), è venuto sulla Terra con la missione di distruggerla, ma qualcosa va terribilmente storto. Il suo incidente spaziale atterra fuori Patience, in Colorado, e uccide rapidamente il medico Harry Vanderspeigle, prendendo la sua identità mentre cerca i resti della sua navicella. Si ritrova in questa piccola città dove vive in una remota capanna invernale per poi essere trascinato nelle vite dei cittadini quando un misterioso omicidio vede come vittima un altro medico della città. Mentre cerca di aiutare a risolvere la causa della morte del defunto dottore, Harry deve adattarsi alle debolezze della vita quotidiana come essere umano senza divulgare la vera natura della sua missione. Arriva giù in città e cerca di imparare subito a comportarsi come un essere umano mentre indaga anche sul crimine. Ad assisterlo l’infermiera del medico morto di nome Asta (Sara Tomko), con cui instaura un legame particolare e lo sceriffo della città, Thompson (Corey Reynolds), che ha dei sospetti nei confronti dell’alieno.

Sostanzialmente lo show prova a raccontare una storia continua sui tentativi di Harry di fondersi con la normale società umana. Il personaggio di Harry lotta con semplici concetti umani come strette di mano e decoro. Inoltre è costretto ad affrontare il fatto che c’è un bambino in città che può vedere la sua vera forma aliena. 

La vera domanda è: E se fossimo noi i veri alieni?

Sì perché stavolta non è l’essere umano alle prese con qualcosa di diverso, ma l’esatto opposto. Per certi aspetti possiamo paragonarla ad una delle serie animate più interessanti degli ultimi anni: Solar Opposites. In Resident Alien, vedere il mondo attraverso la prospettiva calcolatrice ed emotivamente fredda di Harry consente allo spettacolo di aggirare il potenziale disagio nell’affrontare qualsiasi questione realistica relativa alla razza e alla cultura. Momenti che riconoscono l’esistenza del pregiudizio umano in questo mondo. Possiamo affermare che ciò che viene rappresentato nella serie sia un po’ lo specchio della realtà in cui viviamo. Harry potrebbe essere uno chiunque nella vita di tutti, uno che cerca di integrarsi in un ambiente diverso con gente diversa, affrontando difficoltà e pregiudizi. Un vero e proprio pesce fuor d’acqua. Nel suo caso, un alieno la cui insensibilità lascia gradualmente il posto all’empatia, dando vita a momenti toccanti che fondano la sua odissea su un’esperienza profondamente umana. Lo show ci offre delle scene sorprendenti che sottolineano con estrema vulnerabilità e schiacciante familiarità: un naufrago perduto, quasi sconfitto ma aggrappato alla vita.

Resident Alien ha un tipo di diversità naturalistica che rende tutto più interessante

Sebbene il mistero dell’omicidio sia un elemento importante della trama, spesso è secondario rispetto alle storie dei personaggi. Ci sono personaggi nativi americani e musulmani, i quali hanno tutti trame relativamente sviluppate che influiscono sulla narrativa generale della serie in maniera essenziale. Nel corso degli episodi, ci sono rivelazioni incrementali che portano avanti la storia. Rivelazioni divertenti e che portano lo spettatore ad imparare di più sui cittadini di Patience. Detto questo, esiste una sottotrama che coinvolge coloro che cercano Harry e che contiene la risposta a gran parte della trama di questa serie. La crescente amicizia della nativa americana Asta con Harry nel corso degli episodi è piuttosto dolce e inaspettata. Fornisce uno sguardo emotivo e rinfrescante sulla sua famiglia e sulla sua eredità che è illuminante sia per Harry che per lo spettatore stesso. Insomma Harry non ama molto gli umani, anche se li trova affascinanti.

Alan Tudyk nei panni di Harry in una scena di Resident Alien

Resident Alien è una serie che funziona grazie in gran parte al suo cast ed ovviamente un grande Alan Tudyk.

L’attrazione principale qui è la comicità fisica di Tudyk, che coglie ogni opportunità per giocare con le possibilità dell'”alieno in un corpo umano”. L’alieno che ha imparato a parlare la lingua umana grazie alle repliche di Law & Order. Fa già ridere così. Armeggia con gli accenti televisivi ripetuti a pappagallo, trova nuovi metodi per masticare il cibo e sfrutta ogni margine narrativo per appoggiarsi all’inesperienza romantica di Harry. Il suo personaggio riesce a cogliere la stranezza di un alieno che deve imparare a gestire non solo il comportamento umano ma anche le emozioni e le connessioni che ne derivano, cose che non rappresentano realmente una preoccupazione per la sua specie.

È una performance meravigliosa: abbastanza eccentrico da rimanere plausibilmente umano, Tudyk massimizza le risate e la malinconia. Harry è curioso e premuroso tra i suoi momenti di distacco omicida, così che, nonostante la sensazione perennemente inquietante che genera, provi una sorta di calda preoccupazione per lui e per coloro che lo circondano. È una grande prestazione, perfettamente calibrata in un modo che possa rendere credibile che la gente del posto si fermi, ma anche che poi consideri la sua stranezza come un semplice capriccio della sua personalità.

Il vero aspetto di Harry in una scena di Resident Alien

Resident Alien è uno spettacolo divertente con grandi protagonisti della comicità che danno cuore e vita a una trama bizzarra.

Resident Alien potrebbe scartare completamente la premessa della fantascienza e funzionerebbe comunque grazie a dei personaggi molto particolari. Il loro passato è parte integrante delle loro trame in questo show. Poiché presenti un elemento di fantascienza, questa serie può fondere il soprannaturale con il mondano e costituisce un’esperienza visiva rinfrescante. Se non siete disposti nel mettere da parte l’incredulità nel vedere un grottesco alieno ballare al ritmo di “Starships” di Nicki Minaj, questo potrebbe non essere lo spettacolo adatto a voi. Per tutti gli altri, dai fan di Alan Tudyk agli appassionati di fumetti, questo è uno spettacolo davvero divertente che può anche offrire un solido dramma.

La serie che è arrivata alla sua terza stagione, possiede abbastanza talento e potenziale in esso da poter ancora svilupparsi in qualcosa di ancora più ricco e profondo con l’avanzare delle stagioni. Funziona partendo da una premessa che permette un po’ di tutto, dalla fantascienza al giallo fino alla commedia. Sembra proprio destinato a diventare quel successo necessario per SyFy, che finalmente ci offre un qualcosa di molto interessante e innovativo dopo un po’ di tempo in cui le novità interessanti, da quelle parti, avevano faticato ad arrivare.