Vai al contenuto
Home » Recensioni

The Beauty 1×06 – La puntata più intensa fino a qui

una scena tratta dal sesto episodio di The Beauty
Sostieni Hall of Series 💜

Ogni giorno proviamo a raccontare le serie TV con la stessa cura e passione che ci hanno fatto nascere. Se sei qui, probabilmente condividi la stessa passione anche tu.

Se quello che facciamo è diventato parte delle tue giornate, allora DISCOVER è un modo per farci sentire il tuo supporto.

Con il tuo abbonamento ci aiuti a rimanere indipendenti e liberi di scegliere cosa raccontare, e in cambio:

✓ Accedi a oltre 700 articoli premium all'anno
✓ Ricevi consigli personalizzati su cosa vale la pena vedere
✓ Navighi senza pubblicità e su una sola pagina

Grazie: il tuo supporto fa davvero la differenza.

The Beauty non si ferma più. Il volo è stato spiccato, e la migliore puntata fino a ora è arrivata. La strada verso il finale della nuova Serie Tv di Ryan Murphy è ancora lunga: siamo solo a metà stagione, e l’impressione è che il livello si stia alzando sempre di più, permettendo al tema principale di espandersi fino a toccare ogni sfumatura collaterale della questione. La bellezza è la risposta al nulla, diceva Isabella Rossellini un episodio fa (qui recensito). E forse quella stessa frase – seppur indirettamente – tornerà più volte nel corso della Serie Tv. Ma c’è qualcosa di più in questo episodio per noi.

Nel corso delle puntate di The Beauty lo abbiamo detto più volte: Ryan Murphy non parla di realtà lontane da noi. Al contrario, mette a nudo, nel modo più crudo possibile, un sistema che siamo noi stessi ad alimentare, da cui siamo affascinati e intimoriti al tempo stesso. La bellezza è accettazione di noi stessi. Fede. Sicurezza. Controllo. Forza. Qualcosa che desideriamo possedere, ma che alla fine finisce per possedere noi, con tutte le sue promesse. In questo episodio, Ryan Murphy alza ulteriormente l’asticella, concentrandosi su un’altra parte fondamentale del racconto: qualcosa che, ancora una volta, intreccia un legame viscerale con l’esistenza e supera il mero concetto di bellezza, trasformandosi in qualcosa di ancora più radicale, più umano, più necessario.


La puntata più intensa di The Beauty è arrivata, e ha portato con sé una carica emotiva travolgente che ha permesso di raccontare un altro aspetto della bellezza. Oltre l’estetica, la perfezione e il potere: l’esigenza

una scena tratta dal sesto episodio di The Beauty
Credits: Disney+/FX

Facciamo un passo indietro: The Beauty non sta seguendo una linea temporale lineare. Dopo aver spiegato che cosa sta succedendo nel presente, nel precedente episodio è tornata indietro di qualche anno per raccontarci il ruolo di Byron, la sua conseguente trasformazione e il momento in cui ha messo le mani sul farmaco, diventandone il custode. In questo episodio, The Beauty resta ancora nel passato, mostrando in che modo il farmaco sia passato dall’essere un progetto di laboratorio a diventare un’epidemia incontrollata a causa della prima trasmissione non autorizzata.

In questo stesso episodio, Byron scopre che la trasformazione non è eterna e che, come abbiamo visto, può portare a un esito terminale devastante dopo quasi 900 giorni. Da questo momento, l’imprenditore decide di sfruttare il problema senza fermare il progetto, senza informare nessuno né cercare una cura prima di immetterlo sul mercato, mentre intanto tenta di capire come riuscire a salvarsi senza esplodere. Nel laboratorio in cui si lavora al farmaco incontriamo per la prima volta il tecnico Mikey e la scienziata Clara, due figure inizialmente marginali sia nella Serie Tv che per se stesse e per gli altri.

Mikey è trasparente: non si vede, non si sente e soprattutto non si percepisce. La sua vita è monotona, una caduta continua in una solitudine che lo accoglie senza lasciarlo andare. E poi c’è Clara: una scienziata trans, vero nucleo emotivo dell’episodio. Non detesta il proprio corpo, ma non si sente rappresentata da esso. Sa chi è, cosa è sempre stata, ma la società continua a calpestare la sua identità, attribuendole un’immagine che non le appartiene. Dubbi e tormenti che ogni giorno la fanno sentire una versione fittizia di se stessa, e che finiscono per confonderla, negandole il diritto di essere davvero ciò che è sempre stata. Attraverso una serie di eventi, i due riescono a ottenere il farmaco e compiono la trasformazione, nel tentativo disperato di diventare finalmente visibili al mondo e a se stessi.


una scena di The Beauty
Credits: Disney+/FX

Ed è in quel momento che The Beauty tocca il punto più alto della Serie Tv, raccontando di una donna che teme che la trasformazione possa smentire ciò che ha sempre saputo di essere. È impaurita che il farmaco, come le persone intorno a lei, possa confondere ciò che è davvero, impedendole di diventare fisicamente ciò che è sempre stata dentro. Attraverso la sua storia, Ryan Murphy dà così vita a una riflessione necessaria, che racconta un’altra parte della Serie Tv. E di noi.

La parte più sana della bellezza. La scelta di ricorrere al farmaco da parte di Clara non ha a che fare con il potere, il controllo o con la correzione di un’imperfezione. Al contrario, è legata a un’esigenza profonda: essere riconosciuta e accettata finalmente per ciò che è sempre stata, lasciando così che il suo corpo diventi il riflesso autentico della sua identità.


Nessun ego, nessuna tirannia o desiderio di controllo: soltanto la volontà di coincidere con se stessa, in un contenitore che prescinde dalla bellezza e racconta chi è Clara. Attraverso una sceneggiatura delicata, un racconto autentico ed emotivo, Ryan Murphy affronta così il tema dell’appartenenza, di ciò che siamo dentro e di ciò che, a volte, all’esterno non ci corrisponde. Racconta un altro aspetto dell’estetica, dando vita a una narrazione intensa, emotivamente impattante ma mai estrema.

Perché Ryan Murphy, in questo caso, ha deciso di rallentare, di mettere da parte l’adrenalina per scavare nell’anima, e raccontare una storia che va oltre la superficialità, l’avarizia, l’orrore delle precedenti puntate, dando vita a un episodio che illumina la parte più sana dell’estetica.

Di cose da dirci ce ne sono ancora parecchie, e tutto è labile, confuso e possibile nel mondo di The Beauty. Un mondo che fino ad adesso ci ha rappresentati nel modo più ossessionato e degradante possibile. Ma che, in questo episodio, per un attimo ha tolto via tutto per fare spazio a un’altra tematica necessaria, che ci riguarda da vicino e che è stata trattata da Murphy con quel desiderio, quella delicatezza e quell’autenticità che più occorrevano.


Forse, guardando i prossimi episodi, torneremo a mettere le mani davanti agli occhi per non guardare le esplosioni. Forse sarà ancora più brutale di quanto visto fino ad adesso. Ma questa puntata, in qualsiasi direzione andranno le prossime, resterà per sempre uno dei momenti più intensi di The Beauty. Il momento in cui, per un attimo, tutta la superficialità ha fatto spazio all’esigenza più profonda, raccontando una storia di appartenenza, prima ancora che di bellezza.