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NCIS: Tony & Ziva 1×7 – Guardarsi dentro senza paura

Tony e Ziva finalmente soli in NCIS: Tony & Ziva

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ATTENZIONE: proseguendo nella lettura potreste imbattervi in spoiler su NCIS: Tony & Ziva.

Con il settimo episodio, Dark Mirror, NCIS: Tony & Ziva conferma la svolta più intimista e seriale della stagione, portando i protagonisti in un territorio nuovo, fatto di introspezione, fiducia e vulnerabilità. Dopo la parentesi familiare dedicata a Tali, che aveva messo al centro la figlia e il ruolo genitoriale dei due ex agenti, la serie torna a focalizzarsi sulla coppia, ma lo fa in modo diverso. Meno azione, più profondità, più umanità.
Un episodio che non punta sull’esplosione o sul colpo di scena, ma sulla risonanza emotiva. Sul coraggio di guardarsi davvero allo specchio, come suggerisce il titolo, e di affrontare ciò che si vede.

Un riflesso oscuro, ma necessario

Dark Mirror lavora su un doppio registro narrativo. Da un lato, il thriller tecnologico con il suo carico di cospirazioni e doppi giochi; dall’altro, il dramma personale di due persone che provano a ricostruirsi dopo anni di silenzi, fughe e mancate confessioni.
È un episodio più silenzioso, più riflessivo, ma non per questo meno denso. Anzi, proprio nella quiete trova la sua forza.

Il dark mirror del titolo ha due volti. Quello esplicito, incarnato dalla coppia di antagonisti Jonah (Julian Ovenden) e Martine (Nassima Benchicou), perfetta versione distorta e malata di Tony e Ziva. E quello simbolico, che riguarda il riflesso interiore dei protagonisti. È come se, dopo anni di fughe, i due fossero costretti a fermarsi e a chiedersi: chi siamo diventati? E cosa vogliamo davvero, adesso che il pericolo non è più solo esterno, ma dentro di noi?
La puntata riesce a far convivere tensione e introspezione, azione e silenzio, creando un equilibrio che solo questo tipo di serie, a metà tra il procedural e il romanzo sentimentale, riesce a sostenere.

Jonah e Martine, lo specchio che deforma Tony e Ziva

Jonah e Martine, un oscuro passato per entrambi in NCIS: Tony & Ziva
Credits: Paramount+

Gli antagonisti della serie sono finalmente costretti a giocare a carte scoperte. Jonah e Martine, in questa puntata, però, non sono solo una minaccia: sono una versione alternativa, quasi speculare, di Tony e Ziva.
Anche Jonah e Martine formano una coppia, ma il loro legame è tutt’altro che romantico. Sono due spie unite da un segreto oscuro: un omicidio che li vincola più della fiducia. Un patto di colpa reciproca che li tiene insieme e li divora allo stesso tempo. La loro relazione è torbida, fatta di dipendenza, specchio deformato di ciò che Tony e Ziva avrebbero potuto diventare se, invece della fiducia, avessero scelto il controllo. Se, invece dell’amore, avessero lasciato vincere la paura. Oscuri dentro e fuori, Jonah e Martine incarnano il riflesso negativo dei protagonisti, mostrando quanto sottile possa essere il confine tra complicità e dannazione.

La sceneggiatura sfrutta bene questa opposizione, alternando le due linee narrative e giocando con i parallelismi. Martine, in particolare, emerge come personaggio complesso: meno stereotipata di quanto ci si potesse aspettare, progressivamente più umana nel suo dubbio. Jonah, invece, resta più ambiguo, più meccanico nelle motivazioni, ma comunque efficace nel rappresentare la parte oscura della coppia Tiva.
È un dispositivo narrativo intelligente: Dark Mirror parla dei “cattivi” per parlare, in realtà, dei “buoni”. Ogni azione di Jonah e Martine rimanda a una paura di Tony e Ziva, ogni gesto è un’ombra proiettata sul loro passato.

NCIS: Tony & Ziva, quando il thriller diventa terapia

La parte più riuscita dell’episodio non è né un inseguimento né un colpo di scena, ma una conversazione.
In una delle scene più belle e toccanti di tutta la serie, Tony incontra uno psicologo infantile, il compagno dell’analista di Ziva.
È una scena sobria, quasi teatrale. Due persone in una stanza, una scacchiera, luci morbide, pochi movimenti di macchina. Ma in quei pochi minuti si concentra tutto il cuore della puntata. E, forse, dell’intera stagione.

Tony comincia a parlare e presto il discorso scivola sul personale. Sulle sue paure, sulla difficoltà di essere un buon padre, sulla tendenza a mascherare l’ansia dietro una battuta. Racconta della perdita di Henry, e il tono della voce si spezza. È qui che il pubblico riconosce l’uomo dietro l’agente, e inevitabilmente riemerge il ricordo della morte di Kate, la collega di tanti anni fa, simbolo d un trauma mai del tutto superato.
Quel dolore, stratificato nel tempo, torna a galla in modo naturale, non come citazione forzata ma come eco emotiva che lega passato e presente dell’universo NCIS.

Il dialogo con lo psicologo è scritto con una delicatezza che raramente la serie aveva mostrato. Non c’è ironia, non c’è fan service. C’è vulnerabilità pura. È un Tony adulto, che ammette di non avere più tutte le risposte, che riconosce di temere non tanto la morte, ma la possibilità di perdere le persone che ama perché non è stato capace di proteggerle.
È un momento di grande televisione emotiva, e Michael Weatherly lo interpreta con misura perfetta. Senza enfasi, ma con un realismo disarmante.

Il ritorno dei sentimenti: Tiva finalmente reali

Uno dei rischi di NCIS: Tony & Ziva era quello di vivere all’ombra del “succederà/non succederà” eterno.
Dark Mirror, invece, è il momento in cui la coppia smette di essere un’aspettativa e diventa realtà. Non più promesse, non più rimandi. Non più un nascondere la passione mai dichiarata, ma confronto vero. Finalmente!
Ci sono battute che fanno sorridere, certo, ma non più per sdrammatizzare: per respirare. Per permettere ai personaggi di essere umani.

La scena dopo la seduta con lo psicologo, quando Tony ritrova Ziva ad aspettarlo, è costruita con un equilibrio quasi cinematografico. Nessuna musica invasiva, nessun montaggio serrato: solo silenzio, due sguardi che si cercano e si trovano.
Per un attimo, tutto si ferma. È una delle sequenze più eleganti dell’intera serie, perché riesce a condensare anni di tensione in un momento piuttosto breve e semplice ma decisamente intenso. Del quale avevamo incredibilmente bisogno.

Tali resta sullo sfondo, ma la sua voce guida

Martine tampinata da Ziva
Credits: Paramount+

Nella scorsa puntata avevamo sperato in una presenza maggiore della figlia di Tony e Ziva. E gli autori sembrano averci sentito. Anche se Tali è fisicamente assente, la sua ombra si allunga su ogni scena.
L’episodio la tiene praticamente fuori campo, ma ne fa un simbolo costante. È lei il motivo per cui Tony inizia a parlare con lo psicologo. Lei la misura di tutto ciò che i genitori fanno.

Nondimeno, sempre gli autori ce la fanno subito piacere un po’ meno. La telefonata che avviene dopo che Tony e Ziva si sono finalmente presi il tempo per stare assieme è stridente. Da Milano, dove si trova per la sua sicurezza, Tali è chiara, e di una semplicità devastante: papà e mamma non devono stare insieme.
È la frase che ribalta tutto, che rimette in discussione la serenità appena conquistata. E che apre la porta agli ultimi episodi della stagione.
La voce di Tali, letteralmente, diventa il Grillo Parlante della serie.

Un equilibrio delicato e sincero

Ci sono difetti, certo. Alcuni flashback risultano un po’ didascalici. La parte cyber avrebbe meritato una costruzione più solida, e qualche snodo emotivo si affida troppo alla sensibilità degli interpreti. Ma sono peccati veniali, in un episodio che fa della sincerità il proprio punto di forza. Dark Mirror è costruito come un mosaico di frammenti emotivi, e non tutti combaciano alla perfezione, ma il quadro complessivo regge perché sincero, coerente, pieno di umanità. Dopo un inizio stagione dominato dall’azione e dal ritmo, questa scelta di rallentare, di fermarsi sui volti e sui dialoghi, si rivela una mossa coraggiosa e necessaria. Un chiaro invito a guardare oltre il meccanismo dello spy thriller per abbracciare il cuore del racconto.

Dark Mirror è una delle puntate più dense e significative di NCIS: Tony & Ziva. Non la più spettacolare, ma quella che più di tutte mostra la maturità del progetto e la capacità della serie di parlare di sentimenti senza perdere tensione narrativa. Il rapporto tra Tony e Ziva smette di essere un gioco di sguardi o una tensione romantica sospesa. E diventa il racconto di due persone che vanno oltre i ruoli (e i panni) obbligatoriamente indossati.

Il cuore dell’episodio, il dialogo di Tony con lo psicologo infantile, è destinato a restare tra i momenti simbolo della serie, perché segna il passaggio definitivo dalla nostalgia alla rinascita. In quella scena, Tony si apre come mai prima d’ora. Parla delle sue paure, dei propri desideri, di Ziva e della famiglia che vorrebbe costruire. È un momento di fragilità autentica, ma anche di crescita. Il punto in cui NCIS: Tony & Ziva si libera davvero del peso del passato e trova la sua identità.