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Grey’s Anatomy 22×07 – Si riparte da qui

Una scena del settimo episodio di Grey's Anatomy 22

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Grey’s Anatomy 22 è tornata dopo la pausa invernale, e lo ha fatto con un settimo episodio che rimette tutto in gioco. Ritorna dopo qualche mese di silenzio e un cliffhanger che aveva lasciato tutto in sospeso, persino il destino di alcuni personaggi. Avevamo lasciato tutto in bilico, e con questo settimo episodio le cose sono rimaste esattamente così, ritrovando un fragile equilibrio soltanto verso la fine.

Da adesso Grey’s Anatomy 22 può iniziare a scrivere il capitolo finale della stagione, e per farlo dovrà compiere scelte difficili. Il rischio che si ripetano gli errori del passato è più concreto che mai. Stiamo per rivedere tutti i personaggi piegarsi a qualcosa di molto più grande di loro, qualcosa che va oltre le loro competenze e abilità. Ed è chiaro come questo settimo episodio non faccia altro che interrogare continuamente i protagonisti su quanto riescano a resistere prima di crollare. E sorprendentemente, resistono. Restano in piedi. Sono ancora qui.


Grey’s Anatomy 22 torna con una puntata che rimette tutto in discussione. Tutto riparte da qui, e ogni possibilità sul futuro è aperta

una scena di Grey's Anatomy 22
Credits: Disney+/ShondaLand

Non sono ore facili al Grey Sloan Memorial Hospital. In una stanza in cui l’orrore ha preso forma, Link continua a vedere la sua famiglia combattere tra la vita e la morte. Il parto d’emergenza di Jo non è andato come sperato: il suo cuore ha smesso di funzionare e il destino delle bambine continua a essere in pericolo. Un dolore che si prolunga e cresce, alimentato da un’incognita: non avere la possibilità di sapere come andrà a finire. Se potrai rivedere o meno la tua famiglia che, interamente, sta lottando per restare in vita mentre tu non puoi fare altro che guardare. Non puoi avere un ruolo. Non puoi decidere tu. Ed è forse questa la cosa più spaventosa di Grey’s Anatomy 22 in questo episodio: mostrare quanto siamo inermi di fronte al dolore. E alla vita.

A prescindere da come andranno le cose, un momento del genere ti cambia profondamente. In un istante non sei più la persona che eri prima che tutto questo accadesse. Adesso hai paura che possa accadere di nuovo. Hai paura della morte. Delle incognite. Delle cose che accadono senza preavviso o spiegazione e ti lasciano inermi, senza armi. Non si è più le persone di un tempo, dopo tutto questo. E forse è proprio questo ciò di cui Link è già dolorosamente consapevole, mentre continua a sperare: la leggerezza è finita. Da adesso sarà un uomo attraversato da paure e tormenti, che avrà sempre paura che tutto questo possa tornare. E di non poter fare niente, nemmeno l’impossibile, per evitare che le paure più grandi diventino realtà.

Ma è Richard a fare la differenza in questo settimo episodio. Quando Link si rifugia nella cappella dell’ospedale, è Richard a trovarlo e a cercare di superare quel muro che Link ha costruito impedendo a chiunque di avvicinarsi davvero. Richard, che intanto sta vivendo una situazione altrettanto complicata, lo invita a credere che qualcosa di più grande possa ancora accadere. E soprattutto, lo invita a credere nelle persone intorno a lui, cercando di fargli capire che l’intero ospedale si sveglia ogni mattina – o rinuncia a dormire la notte – solo per aiutarlo e salvare la sua famiglia.


Questa è la realtà intorno a lui. E a volte è necessario ricordare la bellezza che resiste ai margini del dolore, le cose che continuano a offrirci una speranza. Perché sono quelle che aiutano a intravedere una luce in fondo al tunnel che, alla fine dell’episodio, finalmente si accende quando Jo comincia ad aprire gli occhi e la figlia dà i primi segnali di ripresa. Il pericolo non è ancora superato, ma quella luce si è davvero accesa dopo tanto buio.

Una scena di Grey's Anatomy 22
Credits: Disney+/ShondaLand

Le cose non vanno bene neanche nel resto dell’ospedale. Richard, che ha cercato di accendere la luce della speranza in Link, deve fare i conti con qualcosa che sa già da tempo, ma di cui noi siamo venuti a conoscenza soltanto nel corso del sesto episodio. Una diagnosi che lui sta gestendo con il suo solito sarcasmo, con l’atteggiamento di chi ha guardato la morte negli occhi per una vita intera. Non a caso, lui è una guida morale per i medici dell’ospedale. Lo è per Link, lo è per tutto il resto dello staff.


Ma anche una guida ha bisogno di una guida, e probabilmente questa figura la ritrova in Miranda, l’unica che conosce le sue condizioni e la diagnosi. L’unica che riesce a mettere da parte il sarcasmo di Richard per trasformarlo in qualcosa di diverso, dandogli il coraggio di dire ad alta voce le cose senza rifugiarsi dietro una battuta. La paura non può andare via: è una condizione inevitabile per l’essere umano. Soprattutto quando, a un certo punto, la vita che avevi appare improvvisamente lontana, irripetibile, e tu vedi tutti i punti certi sgretolarsi uno dopo l’altro, mentre la tua esistenza cambia per sempre, trasformandoti in una persona che forse non saprà mai più cosa significhi davvero la spensieratezza.