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Martina Buriani, nuova concorrente di MasterChef Italia 14, ha un vissuto straordinario, che si riflette sia nelle sue passioni sia nelle sue origini. Lei stessa ama definirsi «figlia di un minestrone di culture»: è nata in Toscana, da una madre italo-yemenita la cui storia familiare è già di per sé un giro del mondo. Nonna Gaby, per metà tedesca, ha vissuto un amore folle che l’ha portata a viaggiare tra Francia, Spagna, Kenya e Medio Oriente, al seguito del bisnonno di Martina, un pilota d’aerei. E così, fin da piccola, anche Martina si è trovata a spostarsi con mamma, nonna e bisnonna, assorbendo tradizioni e sfumature di luoghi diversi.
In Italia, uno dei suoi rifugi del cuore è stato un antico convento vicino Lucca, che per anni ha ospitato lei, la madre e la nonna. «Eravamo in quattro donne all’interno di un vecchio convento convertito, tanto che ci chiamavano “le streghe”», racconta Martina, «all’inizio ne soffrivo, poi ho capito che la mia unicità è in realtà un punto di forza».
Le sue passioni sono molteplici e originali: spazia dall’occulto alle divinità antiche, dalla mineralogia alla tassidermia, fino al collezionismo di orologi e camicie vintage (il fast fashion, dice, lo detesta). Ama poi l’equitazione agonistica, lo sci e in generale la vita in montagna. A ciò si aggiungono i suoi viaggi, spesso in solitaria, che l’hanno portata a trascorrere un mese in Eritrea e un altro in Giappone.
Il lavoro nel mondo della ristorazione è iniziato a 17 anni: ha sempre lavorato in sala, arrivando a ricoprire il ruolo di chef de rang al ristorante stellato (1 stella Michelin) Matteo Grandi in Basilicata. Non ha mai fatto il passaggio ai fornelli, ammette, perché forse non si sentiva mai abbastanza pronta. Tuttavia, oggi sogna di aprire un locale tutto suo, dove proporre prodotti a km zero e ingredienti naturali. La sua cucina, ispirata soprattutto al mondo mediorientale, non pesca molto dalla tradizione italiana, pur conoscendo bene le basi classiche.
Martina, purtroppo, sarà la sesta eliminata dalla MasterClass, dopo aver sbagliato un piatto vegetale a base di cipolla.
