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Un appello a Sky e Rai: ridateci le vecchie stagioni di Pechino Express

Costantino della Gherardesca, host di Pechino Express

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Spesso e volentieri, scorrendo tra i post dedicati alle varie edizioni di Pechino Express, emerge una richiesta ricorrente tra i commenti: ridateci le prime stagioni. Non è una critica legata alle edizioni distribuite da Sky, bensì il desiderio di avere il catalogo completo di uno dei programmi più intelligenti e suggestivi della televisione italiana. C’è chi ha iniziato a seguirlo solo quando è passato sulla tv a pagamento e chi, invece, lo seguiva sulla Rai e ha smesso di farlo. Non tutti possono permettersi un abbonamento, d’altronde.

Per i primi c’è una cosa da dire: è un peccato essersi persi le prime. Al di là di ogni potenziale confronto con le ultime, è chiaro che si avesse a che fare con un prodotto che meriterebbe una nuova vetrina. Per i secondi, invece, vale un appunto ancora più semplice: Sky replica spesso le nuove edizioni di Pechino Express sul canale in chiaro Tv8, a distanza di alcuni mesi dalla messa in onda originale. C’è poi una terza strada: i fan più affezionati a Pechino le hanno viste tutte, dalla prima all’ultima. E per questo avrebbero voglia di guardarle nuovamente.


In ogni caso, al momento non è possibile farlo: le prime otto stagioni di Pechino Express non sono disponibili da nessuna parte.

Come sa gran parte di voi, il programma condotto da Costantino della Gherardesca era stato adattato nel nostro Paese dalla Rai per un lunghissimo periodo, dal 2012 al 2020. Dopo la prima edizione, condotta da Emanuele Filiberto di Savoia, la guida è passata all’erede del conte Ugolino senza lasciarla più, facendone il volto più identificativo del format. Trasmesso su Raidue, il game show, trasmissione per la quale avevamo speso parole molto generose in un articolo di qualche anno fa, ha così costruito un legame molto forte col suo pubblico, facendone un appuntamento imperdibile per milioni di persone.

Alcune edizioni funzionarono meglio di altre, ma è innegabile che questa sia una storia di grande successo.

È un successo che porta con sé il volto più pulito della tv, senza scadere mai in stucchevoli didascalismi. Non è solo una gara, non è solo un “reality” (non nel senso inteso dal grande pubblico, almeno): Pechino è altro, rispetto alle solite narrazioni.

Pechino Express ci porta a riabbracciare il mondo attraverso avventure autentiche, divertenti e imprevedibili. Persino con finalità divulgative e formative, senza mai dimenticare la priorità di intrattenere il pubblico nei modi più disparati. La Rai, dal canto suo, aveva fatto un ottimo lavoro per quasi un decennio: aveva portato su Raidue un format realmente giovane, realmente al passo coi tempi. Ciò le aveva permesso diintercettare target sempre più distanti dalla televisione tradizionale, portandola al centro dell’attenzione mediatica con una forza silenziosa, mai urlata. Educata, ma non per questo noiosa. La curiosità e la voglia di scoprire se stessi e mondi distanti sono un vettore fondamentale per cogliere cosa significa Pechino. Ciò vale per chi vive il percorso in prima persona, ma anche per chi assiste.

In poche parole, questo significa essere servizio pubblico.

Citiamo, tra le altre, l’ottava edizione. Seppure fosse stata vinta dalla coppia delle Collegiali, composta da Nicole Rossi e Jennifer Poni, fu segnata fortemente da una delle squadre più amate nella storia di Pechino Express: i Wedding Planner. Ovvero: Enzo Miccio e Carolina Giannuzzi. Al di là della rilevanza dell’edizione in sé, la ricordiamo per due motivi. Uno, su tutti: andò in onda tra il febbraio e l’aprile del 2020, nel bel mezzo del lockdown causato dalla pandemia di Covid. La trasmissione, quindi, ci permise di viaggiare tra Thailandia, Cina e Corea del Sud in un periodo in cui non potevamo mettere piede fuori da casa.

I Wedding Planner di Pechino Express
Credits: Rai

Il secondo ci riporta al tema di questo pezzo: l’ottava edizione di Pechino Express fu l’ultima trasmessa dalla Rai.

L’edizione successiva, infatti, segnò il passaggio di testimone con Sky. La continuità è totale, ed è garantita in particolare dall’imprescindibile presenza alla guida di Costantino della Gherardesca. Anche su Sky, Pechino Express continua a scrivere la sua storia di successo. Lo sta confermando anche l’edizione in onda in queste settimane: la prima puntata della tredicesima stagione ha registrato numeri da record.

Come riporta Sky Tg24, “Il kick-off della nuova stagione della produzione Sky Original realizzata da Banijay Italia, ieri su Sky Uno/+ e on demand, è stata la puntata più vista di sempre: Total Audience di 752mila spettatori e il 3,3% di share, con 1.192.000 contatti e il 60% di permanenza. Risultati incredibili anche sul fronte social: con 158mila interazioni Social TV Audience in rilevazione Linear e 251mila interazioni nella rilevazione Same Day 24/7 (rispettivamente +108% e +107% rispetto al debutto della scorsa stagione), Pechino Express è stato lo show in assoluto più commentato dell’intera giornata televisiva di ieri“.

Insomma, Pechino Express non stanca mai. Sky la distribuisce da quattro anni per un complessivo di cinque stagioni, senza dare alcun segnale di affanno.

Proprio per questo, nasce una richiesta appassionata che coinvolge sia la Rai che Sky: ridateci le vecchie stagioni. Il passaggio da un’azienda all’altra, infatti, ha portato alla rimozione delle prime otto edizioni da RaiPlay; su Sky, invece, sono disponibili solo le cinque stagioni da essa prodotte. Comprensibile, visto che si tratta di una questione di diritti di trasmissione. Una domanda, però, è doverosa: non sarebbe possibile mettersi d’accordo e permetterci di recuperarle da una parte o dall’altra?

Non è una critica, né una pretesa. È una richiesta semplice, che nasce dall’affetto per un programma che sta accompagnando milioni di spettatori da quasi quindici anni.

Sarebbe una buona opportunità per tutti, o almeno questo è ciò che sembra. Non vi chiederemo come e dove sarebbero rese disponibili, ma fareste un regalo prezioso a milioni di persone. A chi non le ha mai viste e a chi ne vorrebbe di più. Perché è vero: attendere per un anno intero il ritorno di un programma del genere è bello, ma averla a disposizione per 365 giorni all’anno con la totalità delle sue stagioni, garantendoci decine di ore di visione di ottima televisione, lo sarebbe ancora di più.

Si può fare? Non si può fare? Conviene farlo, oppure no? Non sappiamo quanto sia semplice farlo, ma sappiamo quanto sarebbe giusto: fateci sapere, nel caso. Ma una cosa è chiara: abituati come siamo ad avere a disposizione in ogni momento archivi sterminati di film, serie e format televisivi di ogni tipo, sarebbe fantastico poter riabbracciare la vecchia Pechino Express. È sempre un peccato, d’altronde, dover rimettere nell’armadio quel meraviglioso zaino rosso.

Antonio Casu